La svolta open source della PA europea

La svolta open source della PA europea

La Commissione Europea vara un progetto che consentirà alle PA degli stati membri di condividere i progetti open source e riutilizzare il software. Al centro lo scambio di conoscenza e informazione

da punto-informatico.it del 16.10.2006

Bruxelles – La Commissione Europea vara quella che a buon titolo qualcuno ha già definito "svolta": si tratta infatti di un portale che raccoglierà le esperienze, le conoscenze e i software open source delle pubbliche amministrazioni degli stati dell’Unione Europea.

Il portale, il primo segnale concreto dell’interesse reale della Commissione per il modello di sviluppo aperto, sarà curato da Unisys con un corredo iniziale di 4 milioni di euro. Il suo nome sarà OSOR, acronimo di Open Source Observatory and Repository, e la speranza è che possa dare un forte impulso alle applicazioni di e-government.

Unisys Belgium coordinerà i lavori del Consorzio di cui fa parte è che ha vinto la gara per la realizzazione di OSOR e che vede impegnati anche il Maastricht Economic Research Institute on Innovation and Technology, il GOPA Cartermill e la Universidad Rey Juan Carlos.

OSOR non rappresenterà uno stop obbligato per le PA europee ma la Commissione ritiene che incoraggerà l’utilizzo e lo sviluppo del software open source nonché la realizzazione di progetti comuni. Sono già state individuate alcune aree di intervento in questo senso: e-procurement (ovvero procedure e sistemi per l’acquisizione di beni e servizi per la PA), interoperabilità e formati dei documenti di identità elettronica.

Effetto già sul breve termine dell’iniziativa, secondo Bruxelles, sarà la riduzione dei costi: le singole amministrazioni, potendo condividere le proprie competenze, potranno ridurre gli investimenti richiesti sia in fase di ricerca che di sviluppo delle piattaforme applicative.

"Dentro" OSOR troveranno posto, oltre al codice sorgente e al codice oggetto, tutte le informazioni sull’uso delle applicazioni, sulle diverse versioni realizzate, sulle relative licenze open source e sui contratti.

"L’interesse delle pubbliche amministrazioni nei confronti dell’open source non nasce con il proposito di sostituire gradualmente le soluzioni proprietarie" – ha chiarito Karel De Vriendt, Head of the European eGovernment Services Unit dell’Unione Europea. "Si fonda, piuttosto, sull’esigenza di realizzare applicazioni personalizzate basate su software open source e licenze libere, risultato di una stretta collaborazione progettuale. La nuova iniziativa OSOR dovrebbe diventare uno strumento privilegiato per rendere più veloce e semplice la condivisione dei software tra gli Stati membri".

La roadmap prevede che entro fine anno il Consorzio sviluppi il formato e le specifiche di OSOR, che diverrà pienamente operativo entro il 2007. I partner del Consorzio sono anche impegnati a sviluppare un primo blocco di applicazioni open source da introdurre nel programma, spingendo anche per il coordinamento tra i diversi progetti aperti in corso in ambito comunitario. Una volta a regime si ritiene che il portale, una estensione dell’Open Source Observatory esistente, si rivolgerà ad una audience nelle PA comunitarie di almeno 100mila soggetti.

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EC boosts open source

Sets up consortium for software pooling

By Kablenet da www.theregister.co.uk del 12.10.2006
(http://www.theregister.co.uk/2006/10/12/ec_boosts_open_source)

The European Commission has taken steps to promote the use of open source systems and software in the public sector.

It has selected a consortium led by Unisys Belgium to create and manage the Open Source Observatory and Repository (OSOR), the company announced.

Other members of the consortium are the Maastricht Economic Research Institute on Innovation and Technology, consultancy GOPA Cartermill, and the Universidad Rey Juan Carlos of Madrid.

They will provide an internet service and portal enabling European administrations to centrally store and share the software code of their open source applications and exchange open source knowledge. It is aimed at helping them improve the return on their IT investments and make their applications more interoperable.

OSOR will be a common repository where, in addition to the source and object code, information will be available regarding the use of applications, different software versions, open source licences and contract material. On the OSOR web portal, member states’ administrations will also be able to share know-how about their different open source applications.

The European Commission hopes it will encourage European administrations to use each other’s software and develop common projects. This could be in areas such as public e-procurement, interoperability between government applications and mutual recognition of the various e-ID card formats.

Sharing and reusing applications would provide significant savings in investment costs.

"Public administrations’ interest in open source is not so much about open source replacing proprietary products," said Karel De Vriendt, head of the EU’s European eGovernment Services Unit.

"More and more it is about developing custom applications based on open source software, on collaboration during development, and on using open source licences to share the results of such developments. The new OSOR should become the preferred cooperation tool to speed up software pooling among member states."

Unisys and its partners will consult with stakeholders to determine the format of OSOR this year, and is planning to make the service operational in late 2007. It will also look for interesting open source applications to add to OSOR and support collaboration between different European open source projects.

This article was originally published at Kablenet.

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