Le 5 cose che non sapevi su Pinocchio

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Pinocchio è uno dei capisaldi della letteratura classica italiana e dopo averlo letto (di nuovo) su Yeerida abbiamo pensato di raccogliere cinque curiosità che forse molti di voi non sapevano.
Pinocchio è una marionetta, non un burattino.
L’autore lo denominò burattino nonostante il personaggio di Pinocchio fosse decisamente più simile, morfologicamente, a una marionetta. Questo perchè all’epoca della scrittura del romanzo (1881) il termine “burattino” significava invece un “fantoccio mosso dai fili”, mentre il termine “marionetta” era di scarso uso popolare ed era stato considerato da alcuni scrittori dell’epoca un “francesismo”.
Nella prima versione della storia, Pinocchio finiva impiccato.
Giuro. Non scherzo. La prima versione della storia del burattino più famoso del mondo finiva con Pinocchio Particolare interessante, nell’ultimo episodio dell’anno si legge: Continuazione e fine. L’intenzione di Collodi era infatti quella di concludere il racconto con il burattino che, impiccato, “stirò le gambe e, dato un gran scrollone, rimase lì come intirizzito.» Protestarono tristi i piccoli lettori e così il giornale convinse Collodi a continuare la storia. Non fu facile tuttavia per Collodi trovare una degna conclusione alla storia. Ci vollero due anni prima che giungesse il finale che tutti conosciamo in cui Pinocchio diventa un bambino vero. Allora il titolo fu cambiato in “Le Avventure di Pinocchio”.

Collodi non era un granché soddisfatto di Pinocchio.
Collodi definì addirittura il suo lavoro “una bambinata» e si racconta disse al direttore del giornale: “Fanne quello che ti pare; ma, se la stampi, pagamela bene, per farmi venire voglia di seguitarla». La fiaba, all’inizio, fu intitolata: La storia di un burattino. La prima puntata apparve sul numero del 7 luglio, seguita da altre sette, rispettivamente il 14 luglio, 4 e 18 agosto, 8 e 15 settembre, 20 e 27 ottobre.
Pinocchio è l’opera italiana più venduta e tradotta.
Ci dispiace per Cuore e per messer Dante ma Pinocchio tiene saldo il primato de l’opera di letteratura italiana più tradotta, venduta e letta di sempre. Una ricerca degli anni ’70 condotta da Luigi Santucci annoverava 220 traduzioni in altrettante lingue. Una stima più recente fornita dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi alla fine degli anni ’90, basata su fonti UNESCO, parla di oltre 240 traduzioni.
Collodi immagina che la storia sia ambientata nel passato.
Esatto. Non scrive la storia di Pinocchio immaginando che il burattino viva gli stessi anni che viveva l’autore. Nonostante infatti sia stato scritto nel 1881, il romanzo è ambientato all’epoca del Granducato di Toscana, come si evince in base ai riferimenti ai quattrini e zecchini d’oro che vengono citati nella storia.
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Source:: Frontiere Digitali

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