Lessig: l’alba di un nuovo Proibizionismo

Lessig: l’alba di un nuovo Proibizionismo

Il
celebre professore di Stanford attacca ad alzo zero le attuali leggi
sul copyright: sbagliate e troppo rigide, proibiscono la creatività,
spingendo gli utenti alla pirateria multimediale. Che ne esce
parzialmente legittimata

di Tommaso Lombardi da punto-informatico.it del 1.06.2006

Hay (Regno Unito) – Lawrence Lessig, giurista dell’Università di Stanford e fondatore dell’iniziativa Creative Commons, ha approfittato del suo intervento all’Hay Festival
per fare il punto della situazione sulla tutela dei diritti d’autore al
tempo di Internet: "Le attuali leggi sul copyright sono limitanti,
estremiste, proibizioniste", riporta la britannica BBC, "e costringono le persone creative ad abbracciare la pirateria multimediale".

Secondo Lessig, autore di numerosi trattati sul futuro del copyright,
"viviamo in un periodo di nuovo proibizionismo". Per il celebre docente
americano, le tecnologie digitali permetterebbero l’inizio di una nuova
primavera culturale in nome della creatività, ma il clima di caccia alle streghe creato dai grandi nomi dell’industria multimediale sta "spingendo i creativi di tutto il mondo sempre più nel sottosuolo della pirateria".

Non solo: il sistema delle royalty
e delle licenze d’uso per i contenuti, gestito dalle numerose agenzie
che svolgono un ruolo di intermediazione tra mercato ed autori, è uno
scoglio gigantesco per tutti i prodotti multimediali realizzati con
scarse disponibilità finanziarie. Lessig ha illustrato il caso di un
film indipendente che, tecnicamente, avrebbe avuto un costo di
realizzazione pari a circa 200 euro: non appena l’autore ha dovuto
pagare le royalty, il costo finale del filmato è arrivato a circa 400mila euro.

Il
professore, rivolgendosi alla platea del caratteristico villaggio di
Hay, che ogni anno ospita uno dei maggiori eventi culturali di tutto il
Regno Unito, ha poi lanciato un appello: "Dobbiamo
iniziare a sfruttare tutto il potenziale delle nuove tecnologie e
lanciare un segnale importante: basta con la caccia alle streghe, basta
con le denunce selvagge da parte delle major". Lessig ha infine
ironizzato sulle strategie contro la pirateria
adottate dall’industria: "È come se volessero uccidere una zanzara col
DDT", ha detto, "gli strumenti tecnologici e giuridici in mano alle
aziende non solo uccidono la pirateria, ma anche la cultura e la
creatività".

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