Lettera aperta alle elette e agli eletti per l’introduzione di un reddito minimo garantito

By Arturo Di Corinto #Approvatela!
Oltre 50mila persone l’hanno già fatto!
Lettera aperta alle elette e agli eletti per l’introduzione di un reddito minimo garantito
L’ultima tornata elettorale ha segnato una discontinuità forse storica nella vita politica del nostro Paese, foriera di sommovimenti di cui si fa ancora fatica a soppesare gli effetti. Ciò che invece, purtroppo, le elezioni in quanto tali non hanno potuto mutare è la condizione di profonda crisi in cui tuttora versa la società italiana. Gli ultimi rilevamenti dell’Istat ci hanno restituito ancora una volta un’immagine drammatica: sono 2,8 milioni le lavoratrici e i lavoratori precari, la disoccupazione è prossima ormai alla soglia inaudita del 12%, con punte che sfiorano il 40% tra le e i più giovani; in breve, la sussistenza stessa di milioni di persone è messa a repentaglio dalla spirale crisi-austerità. Siamo convinte e convinti che il prossimo Parlamento, quali che siano gli equilibri politici dei mesi a venire, non possa esimersi dall’intervenire per mettere argine a questa spirale discendente nella condizione di milioni di persone. Pensiamo che le elette e gli eletti alla Camera e al Senato non possano non avviare un dibattito e un processo legislativo affinché si giunga finalmente anche in Italia alla predisposizione, proprio contro la crisi e anche in chiave anticiclica e antirecessiva, di un meccanismo a garanzia del reddito di tutti le e i residenti. Chiediamo cioè che nei prossimi mesi si ci concentri sulla drammatiche condizioni materiali della vita delle persone e sulla necessità e l’urgenza di risposte immediate  in questo senso.
Nel corso della campagna elettorale si è molto parlato, pur con diverse inclinazioni, di reddito minimo garantito. Con formule diversificate molte forze politiche  attualmente in Parlamento hanno fatto riferimento ora al “reddito di cittadinanza”, ora al “reddito di sostentamento minimo”, ora al “salario minimo” e via dicendo. Molto meno si è parlato però di una  straordinaria mobilitazione che da giugno a dicembre ha visto l’adesione di 170 associazioni e diverse soggettività sociali e politiche, con oltre 200 iniziative pubbliche e oltre 50.000 firme raccolte, per l’istituzione di un reddito minimo garantito anche nel nostro Paese (si veda il sito internet www.redditogarantito.it). La campagna di raccolta firme è stata promossa e condotta a termine con successo proprio per  giungere alla presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare per l’introduzione del reddito minimo garantito.
La proposta  di legge, modellata sugli schemi di tutela del reddito presenti nella maggior parte dei Paesi europei e rispettosa delle indicazioni in materia del Parlamento europeo, prevede un sostegno ai soggetti disoccupati, precariamente occupati o in cerca di prima occupazione pari a 600 euro mensili, oltre integrazioni in beni e servizi a carico delle Regioni. Al beneficiario del reddito minimo garantito saranno proposte eventuali offerte di impiego, purché le stesse siano effettivamente compatibili con la carriera lavorativa pregressa del soggetto e con le competenze, formali o informali, in suo possesso. Sono infine previste delle deleghe al Governo per la fissazione di un salario minimo orario e per il riordino degli ammortizzatori sociali e  della spesa assistenziale in genere,
Source: Frontiere Digitali

Image for: Lettera aperta alle elette e agli eletti per l’introduzione di un reddito minimo garantito