L’oceano e la rana. Intervista a Gloria Germani

By Pagina Tre (voce di Luca Grandelis)
Gloria Germani, laureata in Filosofia antica e in Filosofia orientale si è dedicata soprattutto al dialogo interculturale e, più recentemente, al tema dell’ecologia della mente e dell’educazione. Fa parte della Rete italiana per l’Ecologia Profonda e del Movimento per la Decrescita Felice. Ha pubblicato saggi e articoli per riviste e convegni, oltre ai volumi: Teresa di Calcutta: una mistica tra Oriente e Occidente. Il suo pensiero in rapporto all’India e a Gandhi, (2003) con la prefazione di Tiziano Terzani e Tutto è Uno. L’Insegnamento dell’Advaita Vedanta (2009). Con il presente libro è stata finalista al Premio Alessandro Tassoni (2009) e ha vinto il Premio Firenze Culture per la pace (2010).
Il Suo libro su Terzani (Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi, ed. Longanesi) ritorna, a distanza di tre anni, in una nuova veste editoriale curata dalla TEA. Perché continuiamo oggi a parlare di Terzani?
Credo che continueremo a parlare di Terzani per molto tempo. A mio avviso le sue posizioni – a partire da quella pacifista presa pubblicamente sulle pagine del Corriere della Sera appena 3 giorni dopo l’11 settembre 2001 – erano veramente d’avanguardia e hanno bisogno ancora di essere analizzate e meditate profondamente. Di fatto le posizioni che abbiamo adottato come “Paesi Occidentali Sviluppati” con – o perfino senza – l’autorizzazione della NATO, sono state diametricalmente opposte a quelle per cui Terzani si era battuto. Ammettiamolo! Di fatto abbiamo adottato le posizioni della Fallaci: molta rabbia e vendetta, molto poca autoanalisi, nessuna indagine sulla politica internazionale degli Stati Uniti – e sopratutto in Medio Oriente dove si concentrano la maggior parte delle risorse petrolifere – molta poca attenzione verso la comprensione delle ragioni degli Altri. Per Terzani il nocciolo di ogni guerra stava proprio in questo: nel non voler comprendere le ragioni degli Altri, nel dipingere il nemico come orribile, non umano. Ed infatti oggi ci troviamo molto più in guerra che non nel 2001, con fronti aperti in una quantità di zone e la Jihad, la guerra santa, che, piuttosto che debellata, si estende dall’Afganistan al Mali. Terzani aveva previsto tutto questo e l’aveva scritto nel 2001. È fondamentale capire chi siamo e il ruolo che abbiamo assunto a livello internazionale. Perché è solo a livello internazionale che “vengono al pettine” i nodi e vengono a galla verità che già conosciamo al livello ecologico ed energetico. È infatti risaputo che la parte sviluppata del mondo corrisponde solo al 20% dell’umanità, ma questo 20% sta consumando l’80% delle risorse della terra. Lo stile di vita che l’Occidente ha inventato non è dunque esportabile in tutto il pianeta e quindi – in rapporto agli altri popoli e alla Natura – è essenzialmente, intrinsecamente iniquo. Inoltre, anche dal punto di vista interno, questo sistema di vita sta implodendo. Terzani ci aveva messo in guardia con grande lucidità e con grande anticipo sui tempi. Dopo la sua morte nel 2004 si è manifestata in tutta la sua evidenza la crisi economica e finanziaria, mentre la crisi ecologica e
Source: Frontiere Digitali

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