Nuovo ePub. “De la causa, principio et uno” di Giordano Bruno

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“E questa è la differenza tra l’universo e le cose de l’universo: perché quello comprende tutto lo essere e tutti i modi d’essere: di queste ciascuna ha tutto l’essere, ma non tutti i modi d’essere; e non può attualmente aver tutte le circostanze o accidenti, perché molte forme sono incompossibili in un medesimo soggetto, o per esserno contrario o per appartener a specie diverse […]. Però intendete tutto essere in tutto, ma non totalmente e onmimodatamente in ciascuno. Però intendete come ogni cosa è una, ma non univocamente.”
(De la causa, principio et uno – Dialogo quinto, 1584, pdf – p. 61)
De la causa, principio et uno è la seconda opera in lingua italiana che Giordano Bruno dà alle stampe a Londra nel 1584. Articolata in cinque dialoghi, egli dedica anche questa all’ambasciatore di Francia presso il quale era ospite, Michel de Castelnau. Proseguendo l’esposizione iniziata con La cena de le ceneri, il filosofo, sostenendovi l’unità di causa universale e principio universale, elabora una concezione animistica della materia, una materia eterna, infinita, viva.
Sinossi tratta da Wikipediahttps://it.wikipedia.org/wiki/De_la_causa,_principio_et_uno
Dall’incipit del libro:
Nel dialogo secondo avete primamente la raggione della difficultà di tal cognizione, per sapere quanto il conoscibile oggetto sia allontanato dalla cognoscitiva potenza. Secondo, in che modo e per quanto dal causato e principiato vien chiarito il principio e causa. Terzo, quanto conferisca la cognizion della sustanza de l’universo alla noticia di quello da cui ha dependenza. Quarto, per qual mezzo e via noi particolarmente tentiamo di conoscere il primo principio. Quinto, la differenza e concordanza, identità e diversità, tra il significato da questo termino “causa” e questo termino “principio”. Sesto, qual sia la causa la quale si distingue in efficiente, formale e finale, e in quanti modi è nominata la causa efficiente, e con quante raggioni è conceputa; come questa causa efficiente è in certo modo intima alle cose naturali, per essere la natura istessa, e come è in certo modo esteriore a quelle; come la causa formale è congionta a l’efficiente, et è quella per cui l’efficiente opera, e come la medesima vien suscitata dall’efficiente dal grembo de la materia; come coincida in un soggetto principio l’efficiente e la forma, e come l’una causa è distinta da l’altra. Settimo, la differenza tra la causa formale universale, la quale è una anima per cui l’universo infinito, come infinito, non è uno animale positiva, ma negativamente, e la causa formale particulare moltiplicabile e moltiplicata in infinito; la quale, quanto è in un soggetto piú generale e superiore, tanto è piú perfetta; onde, gli grandi animali, quai sono gli astri, denno esser stimati in gran comparazione piú divini, cioè piú intelligenti senza errore e operatori senza difetto.
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Source:: Frontiere Digitali

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