Oasi criptate: intervista con Patrizia Garofalo

By Pagina Tre Vicenza, 30 maggio 2013. Si è svolta questa sera presso la sede dell’associazione culturale CasaLorca la presentazione della silloge di poesie Oasi Criptate (Edizioni Il Foglio, 2012). Ho avuto il piacere di dialogare ancora una volta con una carissima amica e una raffinata poetessa, Patrizia Garofalo, che ha incontrato il suo pubblico e, con la consueta generosità e sincerità, sia umana che artistica, ha condiviso con me e i partecipanti aspetti cruciali della sua vita interiore e del rapporto con suo padre, figura chiave in questa sua ultima fatica in versi. Colgo l’occasione per ringraziare l’associazione CasaLorca per la squisita ospitalità e in particolare Emiliano Gregori che ha dato voce alle pagine delle Oasi.
Oasi criptate è un progetto collettivo; pure se Patrizia Garofalo ne è insieme chiave di volta e catalizzatore, stiamo parlando di una raccolta di versi scritta a sei mani. Mi spiace non aver avuto l’opportunità di vedere sedute accanto a me pure Margherita Gadenz e Nina Nasilli, impegnate in altri fronti. Per fortuna abbiamo avuto Patrizia, che si è occupata in prima persona della pubblicazione di questo testo per la collana di poesia di cui è curatrice, la Orizzonti delle Edizioni Il Foglio.
Oasi criptate è un libello di breve respiro ma di grande peso specifico. L’antefatto dal quale ha origine la raccolta ce lo spiega Patrizia in una intervista che ha rilasciato a Matteo Bianchi per La Nuova Ferrara: «Avevo confessato a Nina e Margherita un mio profondo disagio. Una mattina ho trovato una mail che diceva: “Aggiungi due versi ai miei”. È iniziata così la nostra storia e la storia di questo libro che amalgama ricordi, presente e passato riemersi durante un caldo giugno di due anni fa.» In quel periodo moriva il papà di Patrizia. L’incontro di queste tre autrici avviene sotto l’egida dell’empatia, dote di cui sono prodighe, pur nelle loro peculiarità, nelle loro differenze individuali e di poetica.
A.C.: Parliamo del titolo della raccolta. Come è stato avallato Oasi criptate? Oasi come rifugio, ristoro per il viandante assetato di bellezza, realtà o miraggio? Criptate perché si riferisce a un codice, quello della poesia, messaggio “esclusivo” per chi si accosta alla parola poetica e viene ammesso al suo cospetto attraverso un percorso iniziatico, per differenti livelli di evoluzione sensibile? O ancora un luogo-non luogo, un locus amoenus dove l’anima possa dialogare con altre anime e ritrovare la propria autenticità?
Patrizia Garofalo: Alberto, possiamo parlare sia di oasi come luogo di sosta, ristoro, abbeveraggio dell’anima sia di oasi criptate intendendo luogo-non luogo ideale e protetto e nascosto e silenzioso dove poterci incontrare, originando un dialogo libero e senza mediazioni. È da un silenzio protrattosi per mesi che è nata questa silloge, entro la quale sostano e si rincorrono i pensieri di Margherita, Nina e miei. E solo quest’empatia ha permesso di veicolare per tutte e tre noi il ricordo del padre, il vuoto della sua scomparsa. Così è riportato nella sinossi «amore in forma di versi trascorre un’estate, mentre vita e morte si succedono come fanno le …read more

Source: Frontiere Digitali

Image for: Oasi criptate: intervista con Patrizia Garofalo