Olanda: bocciata la “tassa musicale” su chiavette USB

Olanda: bocciata la "tassa musicale" su chiavette USB

Il governo respinge seccamente il tentativo della lobby musicale olandese di far tassare gli USB Flash drive. Produttori, consumatori e politica hanno detto no, ma in Italia la SIAE ci sta pensando.

Tratto da OFF – Quotidiano di spettacolo – 18.03.2007 – di Simona Carloppi

Il Ministro della Giusitizia olandese Hirsch Ballin ha respinto il tentativo delle case discografiche olandesi di estendere la pratica del cosiddetto "equo compenso" cioè il costo aggiuntivo scaricato sulle tasche dei consumatori per presunti mancati profitti che l’industria subirebbe in altri settori a causa della diffusione e dell’uso di determinati prodotti.

L’associazione "SONT", che rappresenta gli interessi dell’industria dei contenuti, aveva infatti tentato di imporre una tassazione di 0,05 euro per ogni USB Flash drive venduto e un ulteriore sovrapprezzo progressivo calcolato in relazione alle capienze per "compensare le perdite" dovute all’evasione dei diritti di copyright. In realtà si tratta di un tentativo ripetuto più volte negli ultimi 2 anni e sempre sventato dal Governo. Consumentenbond la più grande organizzazione dei consumatori dei Paesi Bassi, ha definito l’idea di un balzello sulle penne USB abbastanza "bizzarra" visto che la maggior parte di questo tipo di dispositivi non è utilizzata per la musica, ma per l’archiviazione di immagini e documenti.

Anche i produttori delle memorie si sono coalizzati con le associazioni dei consumatori per opporsi ad ogni eventuale "apertura" sulla tassa, come è già successo spesso in casi analoghi. Come dimostrato in molte occasioni e dichiarato apertamente da tempo, infatti, tutte le maggiori associazioni industriali sono estremamente contrarie a questo policy che aumenta il prezzo finale dei loro prodotti e, di fatto, li danneggia.

Alcuni mesi fa, infatti, nell’aprile 2006, è stata addirittura fondata l’associazione europea "Copyright Levies Reform Alliance" proprio per combattere contro l’equo compenso che entro il 2009 rischia di portare, solo in Europa, a un aumento di mezzo miliardo di euro dei prodotti "colpiti". Si tratta di una prospettiva che fa letteralmente tremare l’intero settore dei supporti digitali che intende fare di tutto per impedirne la realizzazione. La SIAE olandese ha invece stigmatizzato l’ostruzionismo del governo: "Non c’è stata neanche una proposta formale", ha protestato Andre Beemsterboer, direttore dell’agenzia olandese. "Ma non è finita qui, dato che in base ai nostri dati almeno il 20/25% delle chiavette è utilizzato per l’archiviazione di musica".

La battaglia sulle chiavette USB appare un’esclusiva olandese e sono ancora pochi i Paesi che discutono sull’applicazione di "equo compenso" ai flash drive. Ma la pratica potrebbe diffondersi in modo pericoloso. In Canada, ad esempio, il "Private Copyright Collective" (CPCC) sta attualmente tentando di nuovo di far tassare gli iPod – anche se la proposta è già stata ritenuta illegale nel 2004.

In Italia, il presidente della SIAE Assumma in un’intervista al quotidiano "La Stampa" ha rivelato che l’associazione sta vagliando la possibilità di un far applicare l’equo compenso a chiavette USB e hard disk.: "Al momento la legge non lo prevede, ma è una possibilità che stiamo valutando – perché per il direttore della SIAE – il diritto d’autore non è uno solo, ma tanti: leggere, riprodurre, circolare, prestare, dare in noleggio e altri. Non si paga più volte, si pagano più autorizzazioni diverse". A questo punto viene da chiedersi quanto tempo impiegheranno le associazioni "di tutela dei diritti" prima di chiedere una tassazione anche sul prestito fra amici e familiari.

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