ORDINANZA contro PIRATEPARTY.IT e MARCO MANUEL MARSILI

By Partito Pirata Il Tribunale di Milano ha stabilito che abbiamo il diritto d’impedire che il nostro nome “Partito Pirata” sia usato da altri per danneggiare la nostra associazione ed i valori del Partito Pirata. Non siamo certo entusiasti della soluzione che siamo stati costretti ad adottare ma purtroppo la nostra strada deve essere pulita e trasparente, non ci devono essere fraintendimenti e situazioni che tendano solo a sfruttare una situazione che potrebbe dare qualche vantaggio in termini di visibilità a qualcuno che si fregia inopinatamente del nostro nome senza condividerne i contenuti, le aspettative e gli obiettivi che ci prefiggiamo. Avremmo preferito trovare altre soluzioni, ma di fronte all’impossibilità di stabilire un dialogo, siamo stati costretti a richiedere l’intervento della Magistratura per fare chiarezza e difendere i nostri valori. L’ordinanza che chiarisce la situazione stabilisce:
RG N. 72111/2011 — TRIBUNALE DI MILANO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE E INTELLETTUALE Il giudice designato, dott. Pierluigi Perrotti, nel procedimento cautelare recante il numero di ruolo sopra indicato, promosso da ASSOCIAZIONE PARTITO PIRATA, con l’avv. Marco Ciurcina RICORRENTE —
CONTRO ASSOCIAZIONE PARTITO PIRATA e MARCO MANUEL MARSILI, con gli avv.ti Davide Colombo e Francesca Caricato RESISTENTI —
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
Con ricorso depositato in data 29.11.2011 Partito Pirata esponeva di essere un’associazione non riconosciuta costituita il 16.9.2006 e statutariamente impegnata, tra l’altro, nell’attività di studio e di modifica delle leggi inerenti la cultura, il diritto d’autore e la privacy. Sin dalla sua istituzione utilizzava come proprio segno grafico una vela gonfia verso destra inserita in un cerchio, come di seguito raffigurata.
In data 24.10.2011 aveva appreso dell’esistenza della omonima associazione Partito Pirata (di seguito Pirateparty), operante anche attraverso il sito internet www.pirateparty.it, registrato da Marco Manuel Marsili il 17.10.2011. Pirateparty utilizzava un segno identico a quello della vela spiegata a destra inserita in un cerchio, unitamente al simbolo tradizionale dei pirati ovvero il c.d. jolly roger. Si era ingenerata confusione su quale fosse il “vero” Partito Pirata ed invocava quindi la tutela della propria identità e, in particolare, del diritto al nome, ai sensi dell’art. 7 cc. L’esigenza della tutela cautelare derivava anche dal fatto che Pirateparty aveva sostenuto e sosteneva posizione ideologiche antitetiche a quelle del Partito Pirata sul tema di libertà della rete internet, sul diritto d’autore, ecc..
Concludeva chiedendo l’inibitoria di qualsiasi uso del nome Partito Pirata, anche in lingua straniera, anche come nome di dominio, e del proprio segno grafico, con la fissazione di una penale adeguata e la pubblicazione del provvedimento.
Pirateparty e Marsili si costituivano con memoria difensiva depositata il 20.2.2012.
Evidenziavano che l’associazione non riconosciuta Pirateparty era stata costituita il 7.10.2011. Eccepivano l’incompetenza per materia della Sezione specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale, trattandosi di controversia devoluta alla cognizione del Tribunale ordinario. Negavano ogni attitudine identificativa e distintiva della denominazione Partito Pirata vista la sua genericità. Peraltro Pirateparty si presentava al pubblico sempre con la denominazione anglosassone e con la bandiera dei pirati. Infine la ricorrente era un’associazione culturale, non operante alla stregua di soggetto politico, viste le sue più limitate finalità
Source: Frontiere Digitali

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