Oscuriamo la Cina!

Oscuriamo la Cina!

da beppegrillo.it del 29.01.2006

In Rete sta girando lo slogan: "FATE SKYFO" indirizzato a SKY di Murdoch che ha chiesto la chiusura di due portali: coolstreaming.it (80.000 utenti) e calciolibero.com.

I portali sono stati chiusi dalla Guardia di Finanza e i gestori dei siti inseriti nel registro degli indagati per violazione delle norme sui diritti d’autore per aver consentito la visione delle partite del campionato italiano di serie A e di serie B.

Le partite sono in realtà rese visibili da siti cinesi.

Come funziona il sistema:
il canale televisivo cinese CCTV trasmette in chiaro in Cina le partite;
Synacast, società di capitali cinese, invia il segnale su Internet, sembra in accordo con CCTV.
Risultato: le partite del campionato italiano comprate da CCTV sono in rete e si possono vedere in tutto il mondo con applicazioni P2P, applicazioni che consentono lo scambio di informazioni in rete.

E’ chiaro che bloccare due siti italiani non serve a nulla.

Bisogna allora oscurare la Cina.
Ed è questo che sembra stia avvenendo con delle richieste agli internet provider italiani.
Se poi le partite fossero messe in rete anche dalla Mongolia e da Taiwan si oscureranno pure quelle nazioni?
E’ come se Mediaset comprasse delle partite di baseball americano e chiedesse all’FBI di oscurare Cuba per impedire di vederle sulla Rete.

I governi sono ormai superati dalle multinazionali

segue articolo da zeusnews.it

Italia, allarme rosso censura di Internet

Cominciata come una storia di calcio, sta
diventando uno dei maggiori rischi censura: la Guardia di Finanza
oscura gli IP stranieri.

da ZEUS Newswww.zeusnews.it del 01-02-2006]

E’ cominciata come una storia di calcio, adesso sta diventando uno dei maggiori rischi censura che il Web italiano abbia affrontato negli ultimi anni. Ne parla Punto Informatico, ma la polemica è arrivata sui blog, ripresa da Beppe, scandagliata dalla community di Cortiana.
In due parole, quello che è successo è che per la prima volta in Italia
la Guardia di Finanza ha adottato il metodo radicale di oscurare IP
stranieri.

Ha ottenuto che i provider italiani vi bloccassero l’accesso agli utenti. Gli IP in questione sono di due emittenti cinesi
e riguardano il calcio; ci si chiede però dove si possa arrivare, di
questo passo, visto che il blcco degli IP a monte è uno strumento
usatissimo nei paesi totalitari per limitare Internet ed evitare che
gli utenti vadano nei siti considerati pericolosi per il regime.

Certo, si dirà, siamo un Paese democratico; da noi ci sono
strumenti e garanzie che potrebbero evitare che il sistema delle
blacklist degeneri e sia usato in modo improprio, lesivo delle libertà
individuali. E’ vero, ma non è detto che queste garanzie siano sufficienti:
ad oggi basta la denuncia di qualcuno, contro un sito straniero, e la
volontà della magistratura perch� quell’IP sia oscurato agli italiani
fino alla conclusione delle indagini.

Davvero vogliamo affidare tutto questo potere a un magistrato
che, per quanto segua le regole di un paese democratico, potrebbe
comunque, spinto da errori, ignoranza di Internet o da interessi di
parte, firmare il documento per l’oscuramento del sito?

Si consideri che se un sito italiano pubblica qualcosa di diffamante, e non è una testata giornalistica, rischia il sequestro, ossia l’oscuramento,
in caso di denuncia di chi si sente diffamato. Ma che succede se la
vittima, poniamo un politico importante, si sente diffamato su quanto
scritto su un blog o magari anche una testata giornalistica stranieri?
Gli utenti italiani potrebbero essere tenuti lontani con la forza da
quel sito, che entrerebbe in una blacklist finch� le indagini non sono
concluse?

Il rischio è troppo grande e viene dal fatto che i siti Internet non hanno ancora quelle tutele,
contro questi rischi denuncia, che hanno le testate giornalistiche
italiane. E’ un altro caso in cui il codice italiano è arretrato
rispetto allo sviluppo della tecnologia, che facilita la diffusione di
informazioni su canali diversi dalla testata giornalistica e permette
agli utenti di accedere in un attimo a contenuti stranieri.

Servono quindi leggi. Norme che limitino questo potere di censura dall’alto
di un sito, di un IP e che descrivano l’ambito in cui possano essere
applicate. Le invochiamo, perch� si evitino derive totalitarie. Qui la
tentazione di molti è grande a bloccare siti come rotten.com (contro
cui già negli anni scorsi c’è stata un’interrograzione parlamentare).
Rischiamo una Internet meno libera, dove sono i magistrati a decidere
che cosa possiamo vedere.

Ci stanno cambiando Internet sotto il sedere, svegliamoci!

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