Pier Antonio Quarantotti Gambini: “I giochi di Norma”

By Pagina Tre (voce di Luca Grandelis)

Non ha avuto una lunga vita Quarantotti Gambini, morto a cinquantacinque anni, nel 1965, a Venezia dove risiedeva, ma assidua fu la sua presenza nel mondo letterario con collaborazioni a quotidiani e a riviste tra le più importanti, fra le quali mi piace ricordare “La fiera letteraria”, fondata da Umberto Fracchia, e “Il Mondo”, fondata da Mario Pannunzio, entrambi lucchesi. Notevole fu la sua produzione di poesie, racconti e romanzi. Nel 1932 apparvero in “Solaria” tre racconti dedicati alla sua terra d’Istria, poi raccolti da Einaudi nel 1949; “La rosa rossa” è un romanzo del 1937; “L’onda dell’incrociatore” è del 1947; “Primavera a Trieste” del 1951; “Amor militare” del 1955, poi variato nel titolo con “Amor di lupo” nel 1964; “Il cavallo Tripoli” è del 1956; “La calda vita” del 1958. Postume usciranno, nel 1965, le sue poesie “Racconto d’amore” e, nel 1967, il romanzo “Le redini bianche”. L’amicizia con il poeta Umberto Saba sfocerà nella pubblicazione postuma, nel 1965, del carteggio epistolare con il titolo “Il vecchio e il giovane”. “I giochi Norma”, che uscirà nel 1964, contiene tre racconti tra cui “Le trincee” del quale Giorgio Bárberi Squarotti scrive nel Grande Dizionario Enciclopedico UTET, 1971: “ ‘Le trincee’ sono un bellissimo racconto, di una perfezione quasi assoluta”.
Il primo racconto, “Alle saline”, narra la storia di un’amicizia tra due giovani, Nando e Paolo. Paolo ammira Nando: “Sempre scalzo come sul bragozzo di suo padre, Nando ha un suo modo di camminare e di muoversi, agile e solido. Vien da guardargli i piedi: alluci forti, staccati dalle altre dita, e mobili. Piedi che stanno bene nudi.” A forza di frequentarlo (è estate e si sono conosciuti in autunno) “Paolo si è fatto uguale.” Non si parlano molto e così Paolo “tace sempre più spesso anche a casa.” e “cammina ormai come Nando, poggiando forte sui piedi e dondolandosi.” Vive coi nonni, i genitori stanno invece a Trieste. Nando gli ha parlato così bene delle notti che trascorre sul suo bragozzo che Paolo sente la voglia di scappare di casa una sera per uscire in mare con l’amico. Ma non si deciderà mai, perché questo della indecisione sarà il punto debole del suo carattere.
Ancora si andava in carrozza, e Nando ha talvolta espressioni dispettose nei confronti delle famiglie più agiate, tra le quali quella di Paolo. Paolo ne è un po’ ferito, ma cerca di non farlo capire. Guardate questa immagine che raffigura con poche parole un’epoca: “La carrozza, giunta alla fine del ponte, rallentò; poi, svoltando in città, riprese il trotto e scomparve tra le barche e le case della riva.” La città è Capodistria, poco distante dal loro paese, Semedella, e la carrozza è quella del nonno di Paolo.
La scorgono mentre vanno a pescare “alle saline” e Paolo ha dimenticato di portare il barattolo dei vermi, che nasconde di solito in giardino, per non tenerlo in casa e subire i rimproveri della nonna. Nando va a prenderlo, e Paolo, restato solo alle saline, s’inoltra in
Source: Frontiere Digitali

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