Pirati digitali festeggiano la libertà in rete

Pirati digitali festeggiano la libertà in rete

Al Teatro delle Arti della Garbatella di Roma spettacoli multimediali, relazioni, dibattiti e laboratori tecnici

Tratto da www.corriere.it – di Manuela Pelati – 24.03.2009

ROMA – La «festa dei pirati», titolo ispirato dall’uscita del libro La baia dei pirati – Assalto al copyright di Luca Neri (Cooper editore), è un vero e proprio evento culturale con spettacoli multimediali, relazioni, dibattiti e laboratori tecnici divulgativi. Il tutto si svolgerà il 28 marzo a partire dalle 10 della mattina per proseguire fino a mezzanotte, al Teatro delle arti della Garbatella di Roma. Il tema? Rifiutare l’equazione pirata=ladro in favore della libertà di file-sharing, lo scambio sulla rete che le istituzioni cercano di arginare con leggi e protezione del copyright.

FILE-SHARING – La libertà è un principio fondamentale per i pirati che vogliono salvaguardare lo scambio di file di qualsiasi tipo, dalla musica, ai film, ai videogame fino ai software che circolano sulla rete. «La musica che ha più di 18 mesi difficilmente si trova nei negozi , che male c’è a scaricarla?» Dice Luca Neri che oltre ad essere ispiratore della festa, fa parte dell’organizzazione dell’evento. I pirati del resto sono forti di una statistica: i due terzi del traffico in internet a livello mondiale è generato da protocolli «peer to peer», detti anche «p2p» o per dirla in italiano, sistemi paritetici. Che sarebbe a dire il modo di scambiarsi in rete qualsiasi file digitale in collegamento via computer senza intermediari. Si condivide così la canzone preferita, il libro consigliato, le opinioni, i gusti e le tendenze preferite. «E’ la passione dei giovani, ma anche il divertimento degli adulti» continua Luca Neri.

I CONSUMATORI – L’uso di internet si differenzia con l’età e gli studi dimostrano che tra i giovani ci sono i consumatori più accaniti . Ma non è sempre vero: spesso in provincia vivono le persone che frequentano maggiormente la rete, perché uscendo da casa non trovano un cinema, un teatro o una mostra così facilmente come in città. «E’ in questi casi che diventa evidente come internet avvicini la cultura globale. Si può dire che la tecnologia annulla le distanza e il merito è del p2p che crea coinvolgimento»

L’EVENTO – Tra gli interventi in programma sono previsti: un mini-corso di pirateria, dove si spiega come scaricare facilmente file con il p2p; l’intervento di esperti in sociologia, politica e diritto che spiegano alcune proposte di legge come quella riguardante il pacchetto sicurezza nella quale un emendamento propone di bandire contenuti non firmati e quindi non riconducibili a una persona fisica. Gli esperti racconteranno fenomeni sociologici come il partito politico nato in Svezia, denominato «pirata», fortissimo tra gli studenti universitari e delle scuole superiori al punto che è diventato il primo partito tra i giovani. Infine ci saranno concerti e spettacoli di artisti e musicisti che sono favorevoli alla diffusione della musica in internet. A dimostrare che diffondere la musica gratis in rete è il modo migliore per pubblicizzare un concerto. Per i dettagli su come raggiungere il Teatro delle Arti, programma delle attività, lista dei relatori, biografie e altre sorprese si può cliccare su www.no-copyright.net.

CHI SONO I PIRATI – «La pirateria è una cosa positiva, buona e moralmente giusta. Imbracciamo la bandiera dei pirati». Questo lo slogan dei numerosi organizzatori dell’evento: la rivista LOOP in collaborazione con spazio di libera auto-organizzazione Frontiere Digitali, l’associazione Scambio Etico, l’associazione di promozione sociale Partito Pirata, comunità di p2p TNT Village, LinuxClub Italia, Free Hardware Foundation, REFF (RomaeuropaFAKEFActory), Cooper editore, (A)rtis(O)pen(S)ource, LPM (Live Performers Meeting), progetto FLxER (Flash Video Mixer).

IL LIBRO – La baia dei pirati – Assalto al copyright di Luca Neri, giornalista e consulente informatico, è un libro-inchiesta sul mondo dei corsari della rete fra Italia, Stati Uniti e Svezia, dove è stato fondato il sito Pirate Bay diventato famoso la scorsa estate quando il governo italiano decise di oscurarlo. Nel libro il «download gratuito» è visto come atto di disobbedienza civile e la pirateria come un’esigenza insopprimibile in un’epoca che ha bisogno di libera comunicazione elettronica.

Manuela Pelati
24 marzo 2009

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