Quei Linux Angels ringiovaniscono PC obsoleti

Quei Linux Angels ringiovaniscono PC obsoleti

Parte la prima Operazione Lilliput, una serie di iniziative mirate alla diffusione della cultura open source. Al centro di tutto c’è un pool di giovani addestrati per prendere computer vecchi e rinnovarli con il
software libero

da punto-informatico.it del 17.11.2006

Roma – Si chiamano Linux Angels e nelle parole di Silverio Carugo, rettore di Didasca (azienda che lavora nella formazione informatica nell’ottica del lifelong learning) "sono proprio come gli angeli: gente che va a dare consiglio supporto e assistenza.

Chiaramente nel settore del software open source!". Si tratta di ragazzi, studenti di licei romani (quasi tutti provenienti da licei tecnici industriali o professionali) impegnati nella diffusione di una cultura dell’open source tramite dimostrazioni di come questi software siano più semplici da utilizzare rispetto ai tradizionali software proprietari.

È questo lo spirito con cui i Linux Angels danno vita all’Operazione Lilliput, pensata per ampliare la cultura del software libero e a dimostrare la sua usabilità, portata avanti "con la stessa intraprendenza e alacrità dei piccoli abitanti visitati da Gulliver in uno dei suoi viaggi".Tra queste attività, una delle più interessanti consiste nel prendere computer ritenuti obsoleti perché troppo vecchi e trasformarli in macchine perfettamente operative, grazie a sistemi open source e software gestiti da un server centrale. Al momento, la destinazione di questi computer di rinnovata utilità sono le scuole e la formazione degli anziani (altra attività patrocinata dal comune di Roma). Di tutto questo Punto Informatico ha parlato con lo stesso Carugo.

Punto Informatico: Cos’è l’Operazione Lilliput? A leggere quel che si dice è una sorta di progetto di formazione "virale" focalizzato sull’open source
Silverio Carugo: È tutta un’attività svolta dai nostri studenti-insegnanti ai quali noi spieghiamo come funziona la tecnologia e poi loro, su richiesta, vanno a fare dimostrazioni al sindaco, al presidente del consorzio tal dei tali, dei commercianti ecc. ecc. fino al singolo padre di famiglia e eventualmente ad altri studenti.

PI: Quali sono i vostri agenti-docenti?
SC: Questi studenti già insegnano e sono inquadrati in classi dove spiegano agli over 60 come usare internet. Per il momento l’Operazione Lilliput è attiva a Roma, dove consiste appunto in un corso di perfezionamento per Linux Angels. A loro insegniamo in modo specifico a usare la tecnologia LazzaroNX. Dopodichè loro la installeranno sui pc obsoleti che poi andranno nelle scuole per i corsi per gli anziani ma anche per i più giovani.

PI: Perché ricorrere proprio a LazzaroNX?
SC: La tecnologia LazzaroNX consiste nella creazione di un ecto-server ovvero un grande server remoto fornito di sistema Novell e di tecnologia NX che permette la creazione in parallelo, nella grande memoria dell’ecto-server, di migliaia di pc virtuali ai quali si accede
via internet anche con un vecchio pc. Così chi usa questo vecchio pc
avrà la sensazione di usare un pc nuovissimo, di grande potenza, perché in realtà le operazioni computazionali invece di essere fatte
localmente sono fatte dalla memoria e dalla potenza dei processori
dell’ecto-server.

PI: E invece l’iniziativa "Non buttarmi… al centro anziani c’è post@ per me"? In che modo si integra all’Operazione Lilliput?
SC: È un’idea del Consorzio Gioventù Digitale, e parte dell’Operazione Lilliput:: in sostanza si invitano le aziende e la pubblica amministrazione a non buttare i pc obsoleti ma consegnarli al Consorzio. Dopo averli sottoposti al nostro trattamento, i computer ritornano utili e vengono distribuiti per fare scuola agli anziani.

PI: Se non sbaglio è parte dell’iniziativa "Nonni su Internet", no?
SC: Sì, è stata lanciata dal comune di Roma già 3 anni fa. Oltre 3mila persone hanno partecipato a questi corsi con grande successo. Ma mentre anni fa usavano software molto artigianali e arcaici, da qui in avanti con l’ecto-pc sono nel futuro del computing, il web2computing. Un nuovo sistema di utilizzare le applicazioni che non girano sul pc ma sui server remoti, un po’ quello che fa Google con i suoi servizi come Gmail o Google Spreadsheets.

PI: La vostra attività si traduce in un impulso locale al software libero. Come vede lo scenario di mercato: l’aumento degli utenti di sistemi aperti andrà ad intaccare la leadership dei software proprietari?
SC: Il 2 novembre Microsoft e Novell si sono accordate per rendere compatibili i due sistemi operativi. È evidente quindi che Microsoft riconosce in Linux un concorrente terribilmente pericoloso, per cui meglio accordarsi con lui e trarre vantaggio dai suoi punti di forza. A questo punto che OpenOffice debba sostituire Office nelle scuole è palese, non ci piove. Anche perchè è meglio di Office e non costa niente.

PI: Ma far abituare gli studenti ad OpenOffice quando poi nel mondo del lavoro troveranno Office non è fuorviante? C’è chi lo sostiene
SC: No, è il contrario! Perché OpenOffice è più intuitivo. Chiunque sa usare OpenOffice sa usare anche Office. E poi nel mondo del lavoro d’ora innanzi anche le aziende useranno OpenOffice, per una ragione semplice, perché Microsoft li spinge verso Office 2007 che richiede risorse hardware superiori a quelle attuali. E poi, spiegare ad un dipendente come usare Office 2007 è più costoso che usare OpenOffice che dà le stesse prestazioni.

PI: Dopo Roma, l’Operazione Lilliput proseguirà in altri comuni?
SC: Sicuramente. Abbiamo già degli accordi con comuni molto importanti dei quali non posso fare il nome, uno è al nord e uno poco sopra Roma per iniziative simili a quelle di Roma, cioè un polo educativo che faccia dimostrazioni.

a cura di Gabriele Niola

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