RAI verso la grande svolta

RAI verso la grande svolta

Qualcuno rema contro ma se il decreto passerà intatto RAI pubblicherà online tutti i propri contenuti, stimolerà l’auto-produzione degli utenti e consentirà la distribuzione dei materiali nel rispetto delle licenze Creative Commons

da punto-informatico.it del 21.12.2006

Le novità

Roma – Se ne parla da qualche settimana nei corridoi del Palazzo ma ora è ufficiale: la RAI è ad una svolta dal sapore epocale che investe l’intera rete italiana e che potrebbe proiettare la radiotelevisione italiana in una dimensione nuova dei rapporti con i contribuenti-utenti.

Lo segnala Quintas weblog e tutto si trova sul sito del Governo: sotto la dicitura del Nuovo contratto nazionale di servizio RAI di durata triennale (fino a fine 2009) si cela una grande riforma fin qui solo sperata dagli utenti italiani. In estrema sintesi, se la riforma rimarrà invariata, la RAI metterà a disposizione della rete italiana i propri contenuti, ne promuoverà di nuovi ad hoc, stimolerà l’autoproduzione degli utenti, darà vita a forme di interazione diretta con chi seguirà il suo nuovo sito, che non solo sarà reso accessibile secondo le specifiche del Web Consortium ma che distribuirà tutti i materiali sotto le licenze copyleft di Creative Commons.

Dal PDF del decreto del Contratto di servizio tutti i particolari di quella che viene definita l’offerta multimediale:

"1. La RAI si impegna a definire una strategia di valorizzazione della propria produzione editoriale e dei propri diritti audiovisivi sulle diverse piattaforme distributive, comprendenti l’offerta digitale terrestre, satellitare; IPTV, mobile e Internet.

2. La Rai si impegna ad incrementare e aggiornare il servizio offerto sul portale RAI.IT al fine di estendere l’attuale produzione di contenuti specifici per Internet e dare adeguata visibilità a tutta l’offerta di contenuti RAI, con particolare riferimento all’offerta radio-televisiva.

3. La Rai si impegna, per quanto riguarda l’offerta di contenuti sul portale RAI.IT, a:

a) definire linee guida di pubblicazione sul portale RAI.IT in modo da facilitare e rendere coerente e accessibile la navigazione dell’utenza all’interno di tutti i siti che fanno capo a tale portale. In particolare, la RAI si impegna a rispettare i criteri di accessibilità e usabilità, secondo i criteri coerenti con quanto specificato dal consorzio internazioneW3C;

b) rendere disponibili sul portale RAI.IT tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla RAI a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale, avendo cura di rendere disponibile i contenuti trasmessi dalla televisione e dalla radio non appena termina la trasmissione di tali contenuti;

c) negoziare l’acquisizione dei diritti per la diffusione sul web di tutti i contenuti trasmessi nell’ambito dell’offerta radiotelevisiva. A Tal fine, la RAI si impegna a destinare all’acquisizione di tali diritti non meno del 7% di tutte le risorse finanziarie da essa impiegate per la produzione o acquisizione di contenuti trasmessi nell’ambito dell’offerta radio-televisiva;

d) offrire una produzione di contenuti specifica per il portale RAI.IT;

e) offrire all’utenza, nell’ambito della licenza nota come Creative Commons, la possibilità di scaricare via Internet tutti i contenuti radio-televisivi prodotti dalla RAI mediante proventi dei canoni di abbonamento;

g) offrire a tutti i siti web, che si impegnino a rispettare l’integrità dei contenuti e la restrizione dell’accesso a tali contenuti nell’ambito del territorio nazionale, la possibilità di distribuire tutti i contenuti presenti sul portale RAI.IT, nei limiti della propria disponibilità dei diritti su tali contenuti;

h) offrire agli utenti spazi di comunicazione e discussione all’interno del portale RAI.IT, con adeguata visibilità, inclusa la possibilità di commentare l’intera programmazione radio-televisiva RAI, e la possibilità di pubblicare contenuti auto-prodotti dagli utenti stessi;

i) promuovere il portale RAI.IT attraverso tutti i programmi radio-televisivi che offrano contenuti su detto portale in modo da incrementare il numero di utenti unici che visitano detto portale;

l) sviluppare interfacce tecnologiche per la diffusione dei contenuti del portale RAI.IT su tutti i principali nuovi dispositivi di fruizione audiovisiva disponibili sul mercato, incluso cellulari, pda, lettori audio portatili, lettori video portatili, set-top-box IPTV e console da videogiochi collegati ad Internet;

m) sviluppare un’offerta specifica internazionale per le comunità di Italiani residenti all’estero e per la promozione economico, culturale e turistica del paese all’estero.

4. La RAI è tenuta a trasmettere al Ministero e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per ciascun semestre, entro i successivi tre mesi, una dettagliata informativa circa il numero dei contenuti pubblicati e del traffico giornaliero generato dall’utenza per ciascun sito del portale RAI, con riferimento particolare agli utenti unici, ai tempi medi di fruizione, alle tecnologie impiegate per accedere e alla provenienza degli utenti".
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Reazioni e conseguenze

Il decreto con cui il Ministero delle Comunicazioni apre alla svolta viene salutata in queste ore con entusiasmo dalla rete, a giudicare dalle prime email giunte in redazione dopo la pubblicazione su Punto Informatico delle novità RAI.

"Non mi aspettavo nulla del genere – scrive Silvano F. – Negli ultimi anni ci hanno abituato al peggio, parlo dei nostri governanti, e una simile lungimiranza è come un fulmine a ciel sereno, solo che non fa i danni del fulmine, semmai illumina come un fulmine. Rimango speranzoso che non sia passeggero come un fulmine". Considerazioni utili, perché il timore che serpeggia nell’ambiente in queste ore è che qualcuno prema per modificare il decreto.

Perché? Le ragioni sono molte ma una sembra prevalere, e ne accenna anche il Weblog di Stefano Quintarelli che per primo ha riportato la notizia della svolta RAI, e riguarda gli equilibri del mercato TLC. La novità infatti è che la RAI crea in questo modo un rapporto diretto con l’utente e "questo – scrive Quintarelli, che è presidente dell’associazione dei provider AIIP – dovrebbe tagliare definitivamente la testa al toro della potenziale NON apertura della rete. Qualunque utente di qualunque operatore DEVE poter accedere ai contenuti della RAI erogati dal portale RAI.IT".

Questo è un dato centrale in un momento in cui viene messa in discussione la neutralità della rete e soprattutto nelle settimane in cui operatori e Telecom confliggono sull’offerta IPTV dell’incumbent, che gli altri operatori ritengono "irreplicabile" a causa dei costi che comporta ("10volte10 più alti di quelli reali", segnala Quintarelli). Una questione che il 16 gennaio verrà affrontata dal Consiglio di Stato.

Inoltre, perché il decreto divenga operativo, dovrà arrivare il via libera della Commissione parlamentare di Vigilanza e Mauro Landolfi che la presiede già nei giorni scorsi ha fatto sapere di voler aprire una serie di audizioni piuttosto estese: in ballo ci sono questioni economiche che potrebbero finire per influire sull’effettiva potenzialità di investimento ed estensione dei servizi Internet della RAI. Audizioni che partiranno proprio nei giorni della vicenda IPTV al Consiglio di Stato.

Le difficoltà sul percorso della riforma RAI non le nasconde Altroconsumo secondo cui "le resistenze e le pressioni per cambiarne il testo, o comunque, per evitare di darne una concreta applicazione saranno certamente forti, se si pensa per esempio che oggi molti di questi stessi contenuti, lungi dall’essere fruibili gratuitamente online, vengono messi in vendita dalla stessa Tv di Stato su Dvd, su altri siti Internet, o entrano a fare parte dei pacchetti della Tv satellitare chiedendo di fatto al consumatore di pagare prezzi anche elevati per opere che ha già contribuito a finanziare attraverso il canone".

Ed è proprio la questione canone a tenere banco con il nuovo contratto di servizio. Dopo il putiferio scatenato dall’annuncio di un aumento del canone RAI, c’è chi si aspetta che la nuova "offerta multimediale" si traduca in una imposizione più facile e più diffusa non solo per i possessori di televisori ma più in generale di computer connessi ad Internet o telefonini di nuova generazione. "Scommettiamo – scrive Lorenzo D.G. a PI – che questa piccola grande rivoluzione costringerà chi vende computer con modem incorporato a verificare se l’acquirente ha pagato il canone?".

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