Referendum Costituzione: è emergenza firme!

By Partito Pirata Il Referendum sulla “riforma” della Costituzione voluta dal Governo si terrà a ottobre, ma i tempi della burocrazia sono molto più stringenti. Come spiegato sul sito del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale:

Entro il giorno 2/07/2016 i moduli dell’Italicum e entro il 13 luglio quelli per la Costituzione, completi delle firme autenticate e certificate, dovranno essere depositati presso la Corte di Cassazione a Roma dalla Segreteria operativa centrale.
Quindi le operazioni di raccolta delle firme, compreso il ritiro dei moduli dai Comuni, dovranno concludersi entro il 20 giugno per l’Italicum e il 1 luglio per la Costituzione, altrimenti sarà impossibile completare la documentazione per rendere valide le firme.

La propaganda governativa a favore del “sì” è già partita, e con toni e riferimenti anche molto pesanti (su tutti, il riferimento del Ministro Boschi ai supposti “veri” partigiani, che a suo dire voteranno sì, contrapposti ad altri, evidentemente non ritenuti autentici).
Intanto sulla televisione pubblica lo spazio dedicato ai sostenitori della riforma è ampiamente superiore a quello dei suoi detrattori, così come grande risalto viene dato dai telegiornali Rai all’affannosa ricerca di accademici per il “sì”, da contrapporre al “no” dei vari Rodotà, Zagrebelsky e altri costituzionalisti.
Che si tratti di una sfida decisiva per le sorti del Paese è chiaro a tutti. L’eventuale approvazione della riforma della Costituzione, unitamente all’approvazione della nuova legge elettorale (il c.d. Italicum) trasformerebbe l’Italia in un Paese molto più simile a certi stati latino-americani che non alle democrazie occidentali. Un solo partito al comando, e -vista la tendenza passata, presente e futura dei partiti italiani- un solo uomo al comando.
Un impianto riformista che parte dall’assunto che per rendere “governabile” un Paese sia fondamentale ridurre al minimo il dibattito (in Parlamento come fuori), e affidarsi a un Premier la cui funzione somiglia più a quella di un General Manager aziendale che di un Primo Ministro. Non è un caso che già nel 2013 JP Morgan criticasse molte costituzioni europee, bollandole come “troppo socialiste e antifasciste” (difetti gravi per la “competitività” sul mercato); e non è neanche un caso che tra i sostenitori dell’impianto riformista si sia da pochi giorni aggiunta anche Confindustria, tramite il suo nuovo Leader Boccia.
L’invito che dunque rivolgiamo a chi legge è quello di andare a firmare (qualora non l’abbiate già fatto) sia per il Referendum abrogativo dell’Italicum, sia per quello contro la riforma della Costituzione.
Di seguito la mappa dei vari banchetti in cui è possibile farlo, e un po’di materiale informativo elaborato dai comitati.
Breviario ragioni del NOModifiche costituzionali in sintesi

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Source:: Frontiere Digitali

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