#RomaDebout e la tecnopolitica

By Partito Pirata Domenica scorsa, 15 maggio, è stato il giorno di #GlobalDebout, l’appello internazionale rivolto al mondo intero dal movimento francese Nuit Debout, che da fine marzo occupa le piazze di Parigi e altre città francesi rivendicando un mondo diverso. Tutto era cominciato con la protesta contro la legge sul lavoro, ma in poco tempo è maturata la consapevolezza che le persone in quelle piazze avevano una visione comune ben più ampia: dal rifiuto dell’ideologia del mercato e della disuguaglianza alla difesa dei diritti e dell’ambiente, passando per una democrazia vera, autentica e partecipata.
Anche in Italia diverse piazze hanno risposto all’appello. Tra di esse Roma; e quando a Roma due o più persone si riuniscono per parlare di questi temi, quasi sicuramente vi si troverà anche Felice Zingarelli aka FelynX, hacktivista del Partito Pirata.
D. Nel corso degli ultimi 8 anni sono state diverse le manifestazioni spontanee e dal basso. Alcune rimaste solo un movimento, seppur con capacità di incidere e condizionare la politica del proprio Paese (pensiamo ad Occupy Wall Street e al gradimento di Bernie Sanders tra i giovani); altre trasformate in movimenti politici veri e propri, con tanto di rappresentanti nei Parlamenti (Podemos). Ciò che però è mancato, negli anni, è stata la capacità di unire globalmente questi movimenti, pur riconoscendo la consapevolezza diffusa che le rispettive lotte potevano appunto completarsi l’una con l’altra. Ora #GlobalDebout sembrerebbe voler fare esattamente questo. Pensi ci riuscirà?
R. È vero, in passato non ha funzionato, ma sono fiducioso che ci avvicineremo sempre di più a questo obiettivo, perché è sempre più diffusa l’idea che la convergenza delle istanze sia la cosa giusta e perché aumenta sempre di più il disagio del cosiddetto 99% della popolazione mondiale.
Non è un caso che la data del 15M coincida con il quinto anniversario dell’occupazione di Puerta del Sol in Spagna, e cinque anni dopo le piazze sono sempre più teatro di questa tendenza.
Domenica a Roma ho visto gli attivisti “incorreggibili” e anche qualche esponente della politica old-style venuto lì a curiosare, ma ho visto anche facce nuove, studenti, o persone che non scendevano in piazza da cinque anni. Persone scese in piazza nonostante la pioggia torrenziale.
Devo dire che è stata un’esperienza emozionante, il passare dallo scoraggiamento per la pioggia sotto al colonnato del Pantheon diluiti tra i turisti, alla chiamata a raccolta del megafono nella suggestiva location -generalmente lontana dal popolo reale di questa città- che ha fatto da spartiacque tra i turisti e chi era venuto lì al richiamo dell’appello francese, diventato #WorldDebout per surfare nella rete ma anche #ItaliaDebout e #RomaDebout.
D. La tua provenienza politica è quella dei movimenti, e anche dopo esserti iscritto al PP continui a partecipare ad assemblee, incontri, dibattiti. Quindi si può dire che questo mondo lo conosci bene. È corretto secondo te affermare che da noi è mancato un qualcosa paragonabile non solo a Nuit Debout, ma anche a Podemos, Occupy? Voglio dire: vista da fuori la sensazione è che di movimenti in Italia ce ne siano tantissimi, ma nonostante appelli …read more

Source:: Frontiere Digitali

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