SIAE: sceriffi con il buco nel bilancio

By Partito Pirata di Giovanni Amoroso
Il governo “tecnico” presieduto da Mario Monti, in carica un 1 anno 5 mesi e 12 giorni non è riuscito a scalfire il regime di monopolio della SIAE.
Il decreto liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei Ministri di fatti non è servito a porre rimedio a un sistema che costa oltre 13 milioni di euro all’anno a artisti e consumatori.
Per fare un parallelo con il Regno Unito le licenze costano meno e gli artisti hanno una maggiore remunerazione, perché non essendoci una legge che sancisce il monopolio pubblico di una società di intermediazione dei diritti, le società preposte operano in modo più efficiente trattenendo una percentuale degli incassi inferiore rispetto all’Italia.
Ma proprio durante quest’anno tecnocrate che all’interno della SIAE sono avvenuti notevoli cambiamenti, bene orchestrati da una vera e propria casta che mira a delegittimare lo stato democratico del suddetto ente.
Il 19 novembre 2012 il Commissario Straordinario Gianluigi Rondi (anni 92), fa approvare il nuovo statuto che stravolge l’assemblea dei soci, riducendola da 64 membri iscritti provenienti dalle sedi provinciali a 34 membri del nuovo Consiglio di Sorveglianza, eleggibili unicamente in una sola giornata di votazioni a Roma.
Le prime votazioni con il nuovo statuto sono avvenute l’1 marzo 2013 i cui votanti sono stati solo il 2.5% su 100 mila iscritti, un terzo rispetto alle precedenti elezioni.
La lista vincitrice è stata quella delle “case discografiche” che ha poi scelto Gino Paoli (anni 78) a guidare la presidenza della SIAE.
Successivamente l’Ufficio Multimedialità della SIAE, a seguito di una denuncia da parte di una casa di produzione e di distribuzione cinematografica ha collaborato attivamente al monitoraggio e agli accertamenti amministrativi dando il beneplacito per l’operazione “Crackdown”, che dal 24 Aprile 2013 ha bloccato 400 mila file audio e video.
La SIAE coglie la palla al balzo e preannuncia che in tre anni si perderanno più di ventimila posti di lavoro, più un danno complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, di cui 800 milioni nel settore dei film e 700 milioni in quello della musica, ma omettono di informare che la SIAE stessa ha un grave buco nel bilancio che – dal 2010 ad oggi – ha superato il miliardo di euro, di cui 803 milioni di debiti nei confronti degli artisti.
Questi dati allarmanti sono riportati dalla rivista Oggi Impresa (http://www.oggimpresafvg.com/ascom/novembre_2012), mensile online di Confcommercio, che nel mese di novembre titolò così: “SIAE un miliardo di buco, ma i soldi dei commercianti dove finiscono? “.
Probabilmente, per far fronte a questo buco, la SIAE ha preso parte all’operazione congiunta con la Polizia Postale di Roma volta alla repressione nei confronti di ben 27 siti web pirata, dichiarando alla stampa: “E’ il sequestro più importante in Europa e uno dei più rilevanti al mondo, nell’ambito del contrasto alla violazione dei diritti d’autore attraverso il web”.
Ma non è finita qui, l’AgCom aveva annunciato per il 24 Maggio un regolamento Anti-pirateria, che sarebbe stato in grado di chiudere i procedimenti per violazione di copyright in soli 35 giorni di tempo.
Anche se quest’idea resterà soltanto un’ipotesi, è stupefacente …read more

Source: Frontiere Digitali

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