SIAE: Società Italiana Autorizzata all’Estinzione

By Partito Pirata di Giovanni Amoroso
 Contrastare la pirateria per la SIAE è un modo per mostrarsi attivi in difesa del diritto d’autore, ma l’opinione pubblica compresi gli stessi artisti da anni sono a conoscenza della reale situazione, si è tutti d’accordo che non è assolutamente la pirateria a danneggiare lo stato dell’arte, la stessa Unione Europea grazie a un’indagine svolta per conto della Commissione, attraverso un suo organo tecnico, il Joint Research Centre afferma che la pirateria non danneggia la musica, questo lo troviamo riportato sulle pagine del Corriere.it uno dei principali organini d’informazione del paese.
Dando per assodato che non parliamo di illegalità, quello attorno alla pirateria dunque è da sempre un problema prettamente culturale, la condivisione dei contenuti tra gli utenti della rete non è un reato, perché persone facenti parte di una comunità hanno il diritto di scambiarsi ogni sorta di conoscenza. Tuttavia, in questi ultimi anni i software di file sharing hanno avuto una notevole diminuzione d’utilizzo a causa della predominanza dei portali di streaming. La stessa società Vuze ha delineato nel suo blog qual è lo scenario ripercorrendolo storicamente in un grafico.
Negli ultimi quattro anni si è passati dal peer-to-peer, all’utilizzo dei siti di cyberlocker, dove i file vengono uploadati in servizi di cloud storage, per cui nel web è possibile trovare il download e lo streaming di film, musica, libri e quanto altro ancora, ma essendo tutti questi file ospitati in un server centrale possono essere messi comodamente fuori uso da coloro che hanno l’autorità di far sparire questi importanti portali.

 Fatta questa dovuta premessa per coloro che soffrono di amnesia o a cui piace far finta che le cose stessero diversamente, passiamo a riassumere i deliri di onnipotenza e le malefatte di un ente che è a tutti gli effetti uno dei principali responsabili della cattiva gestione del diritto d’autore in Italia.
Il caso recente in cui la SIAE aveva tentato di far valere la sua autorità per il sequestro preventivo di 27 portali (come riportato nel nostro precedente articolo) è stato ritenuto troppo invasivo dal Tribunale di Roma, che ha annullato il sequestro del portale rapidgator.net, (unica società a fare ricorso) sancendo come legittima la sua attività. Una significativa vittoria che l’avvocato Fulvio Sarzana, legale rappresentante della società, nel suo blog ha riportato nel dettaglio il parere della corte.

I funzionari della SIAE scrissero sul loro sito di essere molto soddisfatti dell’operazione che aveva portato all’oscuramento dei 27 siti, addirittura erano entusiasti di aver orchestrato uno dei più rilevanti sequestri a livello mondiale, ma nel frattempo che erano notevolmente impegnati a fare la voce grossa, la Guardia di Finanza arrestava gli ispettori della SIAE di Sorrento che estorcevano denaro a gestori di locali intascandosi ingenti somme di denaro e non procurando entrate per l’ente preposto. Un fatto questo che mostra chiaramente la totale mancanza di serietà, la cui esistenza di quest’ente ha senso di esistere soltanto per i soliti noti artisti che godono da sempre di un enorme successo.
L’intenzione della SIAE è quella di …read more

Source: Frontiere Digitali

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