Sui desktop russi l’ODF di IBM

Sui desktop russi l’ODF di IBM

Big Blue, Red Hat, un produttore austriaco e un distributore polacco invaderanno i mercati dell’Est europeo con l’alternativa a Windows ed Office. Costi minori per gli utenti, più business verso il formato open

da punto-informatico.it del 6 marzo 2008

C’è Open Document Format (ODF) e Linux nel cuore di una nuova iniziativa software per i PC dell’Europa orientale, una operazione di largo respiro che unisce IBM, Red Hat, l’austriaca VDEL e il distributore polacco LX Polska. Sarà questo raggruppamento di imprese ad offrire ai mercati dell’Est europeo un pacchetto tutto incluso alternativo a Windows.

la sede dell’azienda a moscaVDEL ci metterà i suoi servizi di gestione di documenti e applicativi, Red Hat ci infilerà il suo sistema operativo Linux Desktop e IBM condirà il tutto con Lotus Notes e con gli applicativi di Lotus Simphony: il tutto troverà la via di mercati nei quali le soluzioni open source, tendenzialmente più economiche di quelle proprietarie, vengono generalmente recepite con ancora maggiore interesse di quanto avvenga sui mercati più “maturi”. Dentro quindi anche Lotus Sametime (unified communication), WebsSphere Portal, Lotus Connections, Lotus Quickr e Lotus Expeditor.

L’interesse c’è tutto: in questi giorni a Mosca si sono incontrate numerose società pubbliche e private che hanno potuto prendere visione dell’offerta OpenReferent, il pacchetto alternativo centrato sullo standard documentale approvato da ISO, ODF appunto.
A piacere sarebbero soprattutto le caratteristiche di sicurezza attribuite a Linux ma c’è anche chi parla di scalabilità e performance. Secondo Inna Kuznetsova, dirigente Linux di IBM, “questo accordo con VDEL espande ulteriormente l’impegno di IBM nel fornire scelta ai propri clienti attraverso Linux, dal server al desktop. Questo accordo fornirà un pacchetto importante di prodotti Lotus, associati al Red Hat Enterprise Linux Desktop, cosicché le imprese in Russia ora potranno scegliere una alternativa a Microsoft”.

Ed è proprio Microsoft l’obiettivo ultimo della strategia accerchiante di IBM e Red Hat, che vedono in OpenReferent una nuova arma per sottrarre al gigante del software preziosi utenti dei mercati emergenti, spingendo non solo i propri prodotti ma l’intero ecosistema delle proprie alleanze tecnologiche, stringendo accordi con le imprese locali ed apparendo più “integrate” agli ambienti produttivi dei singoli paesi che intendono “aggredire”.

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