Il futuro è libero

DRUMBAMATIC - 2.2


12 Febbraio, 2005 - 01:00

Linux Show

Drumbamatic-in-love

Tutta l’arte di amare si riduce, mi sembra, a dire esattamente quel che il grado di ebbrezza del momento comporta, … in altre parole ascoltare la propria anima. Stendhal, De l’amour.

Dappertutto, e anche nei trattati sull’amore, vale il principio di eccentricità del corpo rispetto la sua mondana definizione. Ma è proprio negli stessi trattati d’amore che la verità delle parole ci attraversa e al sentimento di certezza, vuoi matematico, speculativo o frutto di abitudine sopravviene la naturalezza del corpo ed il suo pudore. L’unico fenomeno vital che si spoglia e fa spogliare degli habitus, nasce e muore senza che la volontà abbia alcun ruolo e apre alle gioie più grandi. Questa naturalezza à la Stendhal è la semplicità dell’ascoltare la propria anima e di beneficiare del corpo e della parola nuda. L’amore è un fenomeno consenziente, compassione naturalmente decentrata, disequilibrata e nello stesso tempo naturalmente composta. Drumbamatic-in-love predispone all’amore perché “la musica perfetta mette il cuore esattamente nella stessa disposizione in cui si trova quando gioisce della presenza dell’amata... la musica dà la gioia più viva che esiste sulla terra”.

Anche Drumbamatic-in-love è musica per gli occhi e le orecchie del cuore.

Drumbamatic proudly presents:

- South Suburb Quartet
Demian Buscatti, Manuel Bastioni, Riccardo Appolloni, Marco Righi : South Suburb Quartet una band di giovanissimi ragazzi, un’indicazione di senso ed una coordinata musicale, di chi si trova al limite della città, di chi nasce e cresce al limite dell’urbe e del suo ordine accentrante. Al suo limite la città si conforma decentrata, al suo limite la città si trasforma. Jazz, Blues, Hard Rock e Power Metal le quattro referenze di genere, e anche preferenze personali del quartetto.

Quattro generi che nella polifonica performance dei South Suburb Quartet per Drumbamatic saranno decentrati e ricomposti nella ricorrenza del beat sincopato che intreccia improvvisazioni Bossa e Blues, Rock Ballads e Psicadelia.

Allo slogan d’identità e all’inno di un'unica patria di appartenza di tutti i suoni sostituisce una ben più profonda coappartenenza di matrice sonora : South Suburb Quartet è l’utopia di una città invisibile, in ogni suo punto liminare, dove la musica e l’immaginazione ridisegnano continuamente i limiti della città rivelando sottopassaggi metropolitani, differenti contrade aperte al nuovo e nuovi spazi d’immaginazione cosmopolita.

Ciò che tiene insieme è il vero talento della band e la passione, orientamento del corpo cuore ed espressione di cittadinanza armonica.

- Mitdjsein: Steo (funky break beat), Ludmilla (Hipe Teck house), ilari (Acid Progr)
- Live set: Nax (Fantastic Lap top)
- Discovernissage: The difference of Love

Artista: Andrea Quercioli
Concept matrix: Ilari Valbonesi
Curatore: Alessio Fransoni
Produzione e ufficio stampa: Calamaro Agency - info@calamaroagency.com

- Andrea Quercioli, Alluminio (particolare), 2004. Bitume alluminato su tela, 120x120 cm

Quercioli lavora con un unico colore bituminoso. Distribuisce sulla tela grezza dei segni, cui successivamente sovrappone altri strati di pittura. A quadro ultimato dalla superficie monocroma apparentemente uniforme quei primi segni emergono dalle aree circostanti per sottili differenze. E’ la diversità di impregnamento del supporto a tradursi in variazioni del grado di saturazione del colore e di brillantezza. Per apprezzarne gli effetti lo spettatore è costretto a muoversi rispetto al quadro e alla fonte di illuminazione, a variare l’angolo di osservazione, a decentrarsi continuamente.
Non potendo avere vernice protettiva, che distruggerebbe la resa ottica, la pittura è particolarmente sensibile agli agenti esterni, e, col tempo, i le macchie lasciate dai processi di ossidazione e dagli urti accidentali si confondono con la traccia dell’azione iniziale. Per vivificare i rapporti originari l’artista prevede una particolare manutenzione: dare di tanto in tanto un’altra mano di colore sul quadro. Ad ogni passata la superficie riacquista la sua pulizia e i segni nitore. Il quadro letteralmente “torna nuovo”. Tuttavia è un processo che non può continuare all’infinito, in quanto ad ogni passata la differenza di resa ottica tra segno e campo si ridefinisce, ma anche si attenua leggermente, la superficie tende all’omogeneità. Questo aspetto costituisce la trama concettuale del lavoro: il quadro vive nel tempo rispondendo all’influenza dell’ambiente e all’intervento antropico. Il risultato è che alla progressiva saturazione della superficie cromatica corrisponde una progressiva dissipazione della forma.
Per il Drumbamatic Discovernissage del 15 febbraio un grande monocromo (Alluminio, 2004, bitume alluminato su tela, 180x180 cm) è appoggiato su un lato della stanza. Sull’altro lato è proiettata un animazione giocata su minime variazioni di toni di grigio. Tutto è pervaso da una traccia sonora che su un’onda continua (monocroma anch’essa) lascia trasparire a intervalli delle increspature ritmiche. Parafrasando Paul Klee si potrebbe dire che il compito di un’opera suono, non sia quello di rendere l’udibile, ma di rendere udibile. Il quadro di Quercioli risuona come ambiente sonoro. Il suono udibile non commenta la pittura visibile, ma tra pittura e suono c’è una perfetta contiguità spazio-temporale. Tutta superficie monocroma che rende percepibile i suoi processi di formazione, trasformazione e degenerazione.

Linux Expò

"Looking Around" a cura di Officine Fotografiche. La mostra è il risultato di un anno di lavoro dl Laboratorio di Reportage, tenuto da Dario de Dominicis e Gaetano Crupi.

Linux Vision

- Ore 15:00-16:30: Lezioni di Chi Ball
(metodo australiano con elementi di Tai Chi, Yoga, Feldenkrais & Pilates)