ORCHESTRA SINFONICA PANHARMONIKON
5 Febbraio, 2005 - 01:00
Con il Patrocinio del Municipio Roma XI

presenta
SABATO 5 FEBBRAIO 2005
ORCHESTRA SINFONICA PANHARMONIKON
Musicàltera, opera prima
Direttore Giuseppe Puopolo
G. Delgado, Preludio I
W. A. Mozart, Sinfonia n. 40 in sol min. K550
G. Delgado, Preludio II
L. Van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do min.
G. Delgado, Postludio
inoltre
Proiezioni video a cura di Claudio Martinez e Davide Grasetti
discopatia mascherata a cura di dj Bodo e Daze
Esposizione artistica a cura di Roberto Mastrocinque
sonorizzazione a cura di Roberto Boarini

L'orchestra sinfonica Panharmonikon, composta da circa 40 elementi, si esibirà per la prima volta al Linux Club, sabato 5 febbraio 2005.
La contaminazione fra diverse forme di espressione, soprattutto quando ciò avviene con il coinvolgimento di aggregazione cosi numerose di persone, è di certo la forma favorita dall'Associazione Linux Club Italia. Composta da 50 soci fondatori e legata principalmente alla sperimentazione delle nuove forme di tecnologia nate nell'era di internet, essa è perfettamente in sintonia nel confrontarsi con un'altra giovane nascente associazione composta da quasi lo stesso numero di soci fondatori in questo caso Artisti.
Mescolare l'Arte con la Tecnologia e contaminarsi a vicenda, questa è la strada che si cerca di percorrere alla ricerca di nuove forme di espressione. Sperimentare la socialità e ridare uno spazio moderno a forme antiche di espressione...
La musica di Beethoven, di Mozart e di altri grandi Artisti del passato non merita di essere riposta in un Museo. E' sicuramente ingiusto e stupido che essa venga ascoltata solo da pochi in spazi noiosi dai quali i giovani si tengono lontani. Il suo valore è innegabile, come la sua bellezza. L'unione di due associazioni così diverse negli scopi, ma con un metodo così simile nel concepirsi, non potrà che avere un effetto dirompente ...
Roberto Tupone
---> Linux Show
- Ore 21.30: Ingresso al Linux Club
- Ore 22.30: Orchestra Sinfonica Panharmonikon
- Musicàltera, opera prima - Prima parte
. Gustavo Delgado - Preludio I
. W. A. Mozart, Sinfonia n. 40 in sol min. K550
- Ore 23.10: Orchestra Sinfonica Panharmonikon
- Musicàltera, opera prima - Seconda parte
. Gustavo Delgado, Preludio II
. L. Van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do min.
. Gustavo Delgado, Postludio
- Ore 24.00: fine spettacolo
. Componenti dell'Orchestra Panharmonikon
Archi
- Maestro Marcello Manari - violino I
- Renata Florian - violino I
- Lorenzo Marquez - violino I
- Alberto D'Annibale - violino I
- Kim Sunghyun - violino I
- Giuseppe Marcucci - violino I
- Luca Blasio - violino II
- Cristina Aquiletti - violino II
- Chiara Ascione - violino II
- Alessandro Maffei - violino II
- Marzia Ricciardi - violino II
- Daniele Sabiu - viola I
- Bruno Meri - viola
- Davide Caciotti - viola
- Roberto Boarini - violoncello I
- Gennaro Della Monica - violoncello
- Fabrizio D'Anna - violoncello
- Giuseppe Civiletti - contrabbasso
Ottoni
- Daniele Arena - tromba I
- Alessandro Garofalo - tromba II
- Salvatore Fragapane - trombone I
- Lucio Farina - trombone II
- Daniele Moroni - trombone III
- Fernando Servidone - corno I
- Paolo De Gasperis - corno II
Legni
- Cristina Vinci - Ottavino
- Ilaria De Bona - flauto I
- Luca De Marchis - flauto II
- Piero Picone - oboe I
- Diego Rivas - oboe II
- Massimo Profili - clarinetto I
- Rina Mastrototaro - clarinetto II
- Massimo Mannoia - fagotto I
- Salvatore Arena - fagotto II
Percussioni
- Claudio Piselli - timpani
Direttore
- Giuseppe Puopolo
Compositore
- Gustavo Delgado
Proiezioni video
- Claudio Martinez e Davide Grasetti (con la partecipazione di Alessandro Pintus)
Organizzazione
- Giuseppe Puopolo - presidenza
- Davide Conte - segreteria
- Roberto Tupone - organizzazione
- Ore 24.00: Discopatia mascherata
. Selezioni di musica a cura di djs Bodo e Daze (Rock, Revival, Happy music)
---> Linux Vision e Linux Expò
. Sonorizzazione a cura di Roberto Boarini
. Esposizione artistica a cura di Roberto Mastrocinque


---> Amici dell'orchestra

---> Altre notizie
. Come nasce l'Orchestra Panharmonikon...
Da dove nasce l’idea di fondare un’orchestra?
L’idea di una nuova orchestra nasce con l’intento di creare una attività lavorativa ed un luogo artistico che ridefinisca il campo della musica classica.
Perchè la musica classica sia nuova-mente “desiderabile”.
Perché fondare una nuova orchestra?
Per ragioni economiche.
Le orchestre che già esistono, meno quelle che funzionano con risorse pubbliche, hanno alcuni grossi problemi che impediscono un’attività lavorativa continua. Primo fra tutti l’alto costo di ogni concerto legato soprattutto ai costi della gestione e dei giorni di prove.
Per questioni etiche.
Quando proposi ad altri direttori d’orchestra l’idea di fondare un’orchestra, in molti mi hanno posto una questione economica. Il nocciolo della questione fu che senza uno stipendio-compenso a priori non era possibile fondare un’orchestra. Occorrevano innanzitutto delle risorse finanziarie e poi si sarebbe potuto convocare dei musicisti. Occorreva un mecenate. Meglio ancora un ente pubblico.
Tuttavia mi chiesi se era questa la conditio sine qua non. Un mecenate può garantire il funzionamento di una struttura, ma è necessario che questa struttura già esista e che soprattutto sostenga un discorso.
Nessun mecenate, tranne gli enti pubblici, ha mai pagato un’intenzione salvo compenso.
Oltretutto un compenso a priori garantisce la stabilità economica di un discorso, ma rischia di minare, di burocratizzare, il desiderio di coloro che lo fondano e lo sostengono.
Aumentare la paga non basta. Il mondo del calcio, a questo proposito, ci offre un ottimo esempio.
Mozart, che abbandonò Salisburgo ed uno stipendio sicuro in cambio della libera professione, lo fece solo per ragioni legate ad un compenso e di un incarico non adeguato alle sue possibilità?
Per concludere.
Un orchestra che stipendia i propri professori, a priori, rischia di diventare un elefante costoso ed opaco.
Tuttavia immagino un’altra strada. Una nuova direzione che crèi la sua causa in un altro registro, diverso da quello economico.
Con questo non voglio dire che si debba lavorare gratis, ma che le carte in tavola saranno altre, ed il loro ordine andrà invertito.
La prima carta sarà quindi un desiderio, che promuova un discorso, la seconda, un compenso che offra la possibilità di esercitarlo.
E’ chiaro che questo compenso si regge sull’efficacia, la presa, la riuscita, di questo discorso.
Questa presa è dell’ordine dell’imprevedibile, dell’incalcolabile, dell’insalariabile.
Perché creare un Orchestra-Luogo dove si parli di musica?
Per ridefinire i confini del campo musicale che dai tempi del genio di Schoenberg non ha più smesso di corteggiare il discorso della scienza. Per rendere nuovamente attraente il discorso della musica e più in generale dell’arte. Per operare finalmente e nuovamente una distinzione logica tra il discorso della scienza e quello dell’arte.
A questo proprosito e perchè la questione sia chiara a tutti, vorrei prendere come esempio lo sforzo che è stato sostenuto da molti per equiparare il diploma musicale ad una comune laurea.
Il diploma di musica era un titolo conferito ad un aspirante musicista che si affidava ad un maestro. Un documento legale che iniziava uno studente alla professione del musicista, che non poteva essere speso in nessun altro campo se non in quello dell’arte. Un titolo che rappresentava già una grande strappo con il passato, basti pensare che né Haydn, né Mozart, né Beethoven, ne hanno mai posseduto alcuno.
Ebbene questo strappo è stato così presto dimenticato che ne è stato reclamato, ed a gran voce, un altro, trasformando un’opera d’ingegneria legale in una laurea.
Una laurea che annulla quel marchio di incommensurabilità che il diploma musicale imprimeva sulla carne del musicista.
Come è nata l’orchestra Panharmonikon?
L’orchestra nasce da un atto, quello della sua fondazione, che inizia con un documento pronunciato in un’assemblea pubblica.
Questa assemblea, in cui sono state esposte le linee salienti del percorso di fondazione, ha riunito coloro che hanno riposto ad un volantino fatto circolare liberamente nell’ambiente musicale.
Possiamo dire che l’orchestra nasce con una con-vocazione.
Uno dei capisaldi di questo discorso è l’organizzazione della struttura.
L’orchestra è composta da professori d’orchestra, un direttore ed una piccola segreteria che insieme investono nella creazione di unico spettacolo da replicare più volte (con un solo spettacolo da replicare più volte è possibile abbattere i costi delle prove) decidono di proporre questo spettacolo, senza nessuno scopo pedagogico, presso un nuovo pubblico: grandi locali, centri sociali, teatri di prosa, teatri-cinema.
Il titolo del primo spettacolo è “Musicàltera opera prima”.
Chi sono i componenti dell’orchestra?
Tutti i musicisti presenti alla prima convocazione hanno avuto la possibilità di formulare la domanda di entrare nell’Orchestra Panharmonikon sostenendo un’audizione ed un colloquio con il direttore. A questo primo gruppo si sono unite altre persone che hanno aderito al progetto e dopo una lunga serie di audizioni si è costituito un gruppo di appassionati, che è formato da neo-diplomati, aggiunti dell’orchestra della Rai di Torino e dell’Accademia di S.Cecilia, insegnanti di Conservatorio.
Fanno inoltre parte dell’orchestra Panharmonikon alcuni compositori che presentano i loro lavori all’interno dello spettacolo.
Cosa vuol dire quando parla di spettacolo?
Qual è la differenza con un concerto normale di musica classica?
Un normale concerto di musica classica è uno spettacolo.
Come tutti gli spettacoli prevede un palco, un pubblico ed almeno un artista.
In un concerto di musica classica ci sono dei piccoli riti ed elementi che formano la cornice del concerto. L’entrata ed uscita del pubblico, dell’orchestra e del direttore, l’intervallo, le luci a mezza-sala e le luci del palco, l’applauso, il programma di sala, sono gli elementi di questa cornice.
Quando parlo di spettacolo penso alla somma tra il concerto vero e proprio, dove i musicisti suonano, e questa cornice.
Perché la musica classica?
E’ la musica più congeniale alla nostra orchestra che è composta da archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi), legni (fagotti, clarinetti, oboi e flauti), ottoni (corni, trombe e tromboni) e percussioni (timpani).
Quale repertorio?
Il nostro repertorio ripropone i grandi capolavori, cioè quella musica che ha potuto attraversare intere epoche senza subire il confronto con le mode e gli stili che cambiavano.
Se è vero che ogni musica nasce in un tempo, alcune musiche sembra che lo trascendano, conservano nel proprio moto intimo una continua attualità nell’ordine della loro presa.
Come giustifica la presenza di diversi stili musicali ed artistici in questo spettacolo?
Prima abbiamo già parlato di uno spettacolo come somma tra la musica e la cornice del concerto.
In questo spettacolo vengono sottolineate le diverse componenti della cornice attraverso queste interpolazioni di stili ed arti.
L’entrata dell’orchestra, ad esempio, sarà sottolineata da una piccola performance tratta dall’esperienza del teatro. Così come i tempi dell’entrata ed uscita del pubblico saranno musicati da un panorama sonoro di musica elettro-acustica.
Musicàltera, opera prima è un meccanismo che traspone in musica il concerto stesso. E’ il concerto del concerto.
Quali forme artistiche e stili sono presenti in questo “spettacolo”?
Le forme artistiche sono tre: il teatro, l’arte visiva e la musica.
Per il teatro ci siamo ispirati alla body-art utilizzandola come riflessione del tragitto dell’orchestra e del direttore dal camerino al palcoscenico.
Per la musica abbiamo voluto riprendere alcune performance di John Cage, che è riuscito ad incorniciare il pubblico della sala e la musica elettro-acustica come breve introduzione a due sinfonie, la Quaranta di Mozart e la Quinta di Beethoven.
Un filmato, infine, ripercorre il cammino di fondazione dell’orchestra.
Perché anche fuori da una sala da concerto?
Per ragioni pratiche!
Quando è nato il desiderio di formare un’orchestra, abbiamo osservato il funzionamento e i modi di diversi gruppi musicali, dalle formazioni bandistiche, a quelle jazz, rock, etniche.
Ebbene, alcune delle componenti fondamentali del loro successo, almeno in quello lavorativo, era basato sul contenuto dello spettacolo, e soprattutto la capacità di spostamento accompagnata da una duttilità che permetta di suonare ovunque.
Le orchestre dimostrano di essere degli elefanti anche per il loro scarso movimento. Le bande, invece, sembrano più duttili da questo punto di vista. Meglio ancora le formazioni Jazz e Rock.
E’ strano che il Jazz si suoni dai centri sociali al teatro, e questo non valga per le orchestre.
Per azzardo!
Riteniamo che questo spettacolo eseguito da un’orchestra di quasi quaranta elementi funzioni anche presso un pubblico che non ascolta questo genere.
L’orchestra è già bella quando sta ferma e non suona, pensate alla sua bellezza in movimento, alle prese con dei capolavori come queste due sinfonie.
Il “musicista soggetto” e non “oggetto”?
Cosa vuol dire essere proprietari della propria orchestra?
Prendendo come esempio importante formazioni orchestrale abbiamo pensato di costituire un’orchestra dove i singoli elementi sono anche i fondatori, in un certo senso i proprietari. E’ nato tra i componenti stessi dell’orchestra una sorta di slogan che recita: musicisti soggetto e non oggetto.
Questa definizione che è molto appropriata, merita tuttavia, di essere considerata da un diverso punto di vista. Ha bisogno di qualche chiarimento. Alla fine le idee non saranno così chiare come lo slogan vuol farci credere.
Musicista “oggetto”, ma di che cosa?
Dalla domanda sembra chiaro che si possa essere oggetto di un proprietario, di un padrone e a questo punto bisognerebbe delinearne la figura, la consistenza.
Chi è il padrone?
Una intervista non può esaurire la questione, ma una domanda è sufficiente a mostrarne la portata.
La premessa è che quaranta musicisti potrebbero recarsi ad un appuntamento in piazza del Popolo a Roma, muniti di una sedia, di un leggìo e del proprio strumento, e cominciare a suonare una sinfonia di Beethoven.
Di solito questo non accade, e non per ragioni legali. In effetti potrebbero anche decidere di investire una minima somma per le tasse ed i permessi.
Chi è il padrone in questo caso?
Giuseppe Puopolo



























