UN TRIBUNALE MONDIALE SULL'IRAK
3 Febbraio, 2005 - 01:00
Linux Show
- Ore 21.00 - Serata promossa dal WTI-Italia
- Proiezione del Film Citizen Berlusconi
- Interventi di Hana Al Bayaty (Iraq) e degli organizzatori del WTI-Italia
- Ore 22.30 - Concerto del gruppo Chakra
- Ore 23:45 - dj set

Serata di Autofinanziamento del Tribunale Mondiale sullIraq
WTI-Italia - Tribunale Mondiale sullIraq
Sessione su: Violazione dei Media contro la Verità e l'Umanità 10-13 Febbraio 2005
Roma - Aula Magna del Rettorato Università degli Studi Roma Tre
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Peoples' Law Programme - Legge dei Popoli
Tribunale Mondiale sull'Iraq - WTI
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contatti: Jayan Nayar - Walter Musco – Flavia Gasperetti
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tel. 0039.06.68.65.352 – fax 0039.06.68.77.774
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Tribunale Mondiale sull'Iraq
world tribunal on iraq - tribunale mondiale sull’iraq
rome - istanbul - new york - brussels - hiroshima - copenhagen - tokyo
Un tribunale di cittadini sull’Iraq giudica i media.
Un esame delle responsabilità dei media durante la guerra in Iraq.
Gli organi di informazione richiedono costantemente che i governi e il settore privato agiscano in modo responsabile. Denunciano e rendono pubbliche le violazioni compiute dai politici e gli episodi di corruzione delle aziende e della finanza. Ma che dire dell’operato dei media stessi? Chi ne determina le responsabilità – soprattutto ora che le distorsioni e le inesattezze veicolate dai media hanno contribuito in modo decisivo all’uccisione di decine di milioni di persone durante la guerra in Iraq?
Il Tribunale Mondiale sull’Iraq (WTI), un’iniziativa internazionale promossa da cittadini che intende esaminare e accertare la verità in merito alla guerra e all’occupazione dell’Iraq, sta organizzando, per la prima volta, un tribunale dei popoli che indaghi sul lavoro svolto dai media riguardo al conflitto iracheno. Una Sessione su “Le violazioni dei Media contro la Verità e l’Umanità” si svolgerà nei giorni 10-13 febbraio a Roma presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università Roma Tre.
Un pannello di esperti ascolterà le deposizioni di testimoni iracheni, di giornalisti indipendenti e osservatori dei media, come anche analisti esperti di strategie governative atte a raggiungere il “predominio sull’informazione” e manipolare la comunicazione mediatica. Tra gli altri ricordiamo: Issam Rasheed, film-maker e attivista iracheno; Dahr Jamail, importante esponente del giornalismo indipendente che sta operando in Iraq; l’ex producer della CNN e di ABC News Danny Schechter, attualmente editor di MediaChannel.org, e regista del premiato documentario sui media WMD: Weapons of Mass Deception; Fernando Suarez del Solar, di guerreroazteca.org, attivista contro la guerra e padre di Jesus A. Suarez del Solar Navarro, uno dei primi militari americani uccisi in Iraq nel 2003; David Miller della Strathclyde University in Scozia, autore di "Tell Me Lies - Propaganda and Distortion in the Attack on Iraq” e Direttore di Spinwatch.org e Corinne Kumar, coordinatrice internazionale della World Court of Women.
Vari organi di informazione, quali il New York Times, il Washington Post, e i direttori delle News di ABC, NBC e CBS hanno ammesso che la copertura mediatica del periodo precedente alla guerra era viziata. Ma che dire della copertura della guerra, incluse le reticenze ad informare sulle violazioni dei diritti umani e sulle torture di prigionieri? Che dire della copertura attuata tuttora sullo svolgimento dell’occupazione? Che dire dei media di tutti gli altri paesi al di fuori della “coalizione” inclusi quelli dell’Africa e del Medio Oriente?
Questi mea culpa e pentimenti tardivi non bastano. Quello che serve è ben più di un semplice riconoscimento di singoli casi di mancata professionalità. Il Tribunale Mondiale sull’Iraq reclama un giudizio da parte dei cittadini. Un giudizio sulle bugie, le falsificazioni, le manipolazioni e il silenzio colpevole dei media.
I media daranno risalto a questa sessione o la marginalizzeranno come già hanno fatto nei confronti di tante voci critiche che si sono levate contro la Guerra? Noi speriamo di No!
Linux Expò
- Mostra personale di Carlo Blasi Pittura olio su tela.
Carlo Blasi è nato a Roma nel 1974. Dopo la maturità scientifica e un anno di Agraria, all’università di Perugia, ha indirizzato i suoi interessi verso la pittura, ritenendola il campo in cui poteva esprimersi meglio.
Ha così intrapreso gli studi all’Accademia delle Belle Arti di Roma diplomandosi nel 2000.
Tutt’ora (malgrado tutto!) si dedica esclusivamente alla pittura. Diverse le mostre sia personali che collettive.


























