Il futuro è libero

La corte dei bianchi


12 Maggio, 2005 - 23:00

Linux Show

- Ore 21.00:

Presentazione libro di NOTTETEMPO con cena e letture dell’autore: traduzione dal cinese al romanesco

Le edizioni nottetempo e l’Associazione Italia-Cina vi invitano all’evento:

- Parentele fantastiche
(Roma incontra la saggezza cinese del Chuang-Tzu)

. Reading in romanesco di Paolo Morelli da “Er Ciuanghezzù (ner paese der Gnente)” – edizioni nottetempo
. Reading in cinese dal “Chuang Tzu”
. Stornelli romaneschi cantati da Leonardo Lombardi e Massimo Carrano
. Lettura di sonetti romaneschi inediti di Leonardo Lombardi
. Mostra fotografica Marco Palombi – Cina-sud est - minoranze etniche cinesi
. Gastronomia romana e cinese

- Ore 23.00 – 01.00:

Index Muta Imago

presenta

LA CORTE DEI BIANCHI

Ovvero uno spettacolo evento che raccoglie in una sola serata ben undici tra attori, performer e ballerini, due scenografi siamesi e un musicista contemporaneo

Ideazione: Daniele Giuseppe Bornino Riccardo Fazi Tatiana Lepore Massimo Troncanetti

Regia: Riccardo Fazi

Scenografie e installazioni siamesi: Daniele Giuseppe Bornino, Massimo Troncanetti

Di e con: Tanja Fahrtmann, Riccardo Fazi, Mariana Ferratto, Sara Filipponi, Mario Migliucci, Tatiana Lepore, Daniela Pellegrini, Yamila Suarez, Giovanni Vaccaro

Musicista contemporaneo: Andrea Laruffa

La corte dei bianchi è una festa grottesca di inizio millennio. Una “fiera delle atrocità” che vedrà undici tra attori, ballerini e performer agire gli spazi del Linux e dare vita a un mondo caotico, frenetico, grottesco, a volte violento. Uno spettacolo della durata di circa un’ora e trenta che trasformerà gli spazi del locale in una realtà altra, parallela, polverosa, ma sempre festosa, goliardica. Come nelle canzoni di Tom Waits, dove pianoforti ubriachi cercano inutilmente di comporre una melodia, qui le vite sbandate di personaggi destinati al macero si incontrano, come si immagina che facciano sempre, alla fine di ogni giornata, nel loro ritrovo preferito. Un locale riadattato per l’occasione, trasformato esso stesso in un polveroso luogo di memorie, tra porte che continuano ad aprirsi, ma che non conducono da nessuna parte, piccoli palchi da avanspettacolo dalle lampadine fulminate, angoli di strada atmosferici, dove a volte piove, a volte nevica, a volte c’è bel tempo.

Una puttana-maddalena innamorata e orgogliosa del suo lavoro, che fa del bene con l’unica cosa che possiede, il suo corpo; una sirena al bancone del bar sempre pronta a regalare le sue storie per un bicchiere di whisky, tra canzoni da operetta stonate e imprecazioni; una sposa abbandonata che si muove in continuazione, all’ostinata ricerca di ciò che ha perso, una bambola con i suoi segreti inconfessati, un uomo al guinzaglio, gran scopatore, sempre in cerca di qualcuno da cui dipendere; una donna barcollante che non riesce ad entrare nei suoi vestiti; un pappone-barbone vestito di tutto ciò che trova e che di ogni cosa fa una storia da raccontare; due gemelli siamesi, un libro degli antecedenti, un compositore di musica elettronica, uno sgangherato capocomico che cerca inutilmente di dare un senso a tutto quanto. Personaggi, veri, persone, piuttosto, chiuse dentro le loro maschere da centinaia di anni, con il loro passato, i loro rapporti presenti, i loro drammi, le loro felicità.

Note di regia
Nel lavorare a “La corte dei bianchi” quello che ci ha più affascinato è il senso della fine. Fine della vita, fine della morte, fine della passione, dell’ispirazione, della tradizione: grigiore, desolazione, macerie. Ma se tutto sta finendo o è già finito, riconosciamo nei nostri personaggi e nelle loro storie, raccontate e agite, il più alto significato: la possibilità di una rinascita, di una scoperta, che proprio da queste macerie parta in vista di un futuro Rinascimento del pensiero, dell’anima. Dietro i personaggi che prenderanno vita all’interno dei locali del Linux, si cela un mito nascosto in tutti i tempi, nel deserto biblico e nell’ ”Inferno” di Dante, nella Roma di Pasolini e nell’America sporca e grottesca di Bukowski e Tom Waits. Nascono analogie, collegamenti, dei barlumi di bellezza e speranza si affacciano tra i volti di questi “avanzi” di inizio XXI secolo, in realtà già macerie del XX, sopravvissute fino ad ora; una selezione della letteratura e dell’immaginario di quest’ ultimo quarto di secolo forma la cassa di risonanza di questo spettacolo: da Pasolini, appunto, a Berkoff, da Prevert a Montanari, da Merini a Kavafis, da Jonathan Safran Foer a Garcia Lorca, da Kennet Patchen a testi scritti dagli stessi attori, tenendo sempre bene a mente, come di dovere, gli antecedenti illustri di Beckett e Brecht.

Riccardo Fazi

Linux Expo e Linux Vision

- Ore 19.00: Esplor_azioni urbane / Sviluppo in_sostenibile
Mostra di Hugh FULTON “Man and the River” 12 maggio - 24 maggio 2005 con il patrocinio del Municipio XI.

- Ore 19.00: Linux Club Italia in collaborazione con:

ZONE ATTIVE - COMUNE DI ROMA - MUNICIPIO ROMA XI:

FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma
IV EDIZIONE - APRILE-MAGGIO 2005
"ORIENTED"

Marco Palombi - Yunnan tra tradizione e modernità

Lo Yunnan è una regione della Cina meridionale. In un paese dominato dal desiderio di modernizzazione, si delinea uno scenario surreale, in cui i materiali della tradizione si alternano ai segni della tecnologia e del progresso, spesso a discapito dell'ambiente. E tuttavia, nei villagi vicini al cielo, l'uomo rende omaggio alla montagna tramite preghiere quotidiane e pellegrinaggi rituali, percorrendo a piedi, per sette giorni, la circonferenza della montagna. Sono riti con cui l'uomo riconosce umilmente la propria piccolezza e s'inchina di fronte a una natura sovrana che rispetta in ogni sua manifestazione.

Marco Palombi è nato a Roma nel 1959.
Di recente ha realizzato reportage soprattutto in Oriente (India, Cina e Sud est asiatico).

Produzione Associazione culturale Linux Club Italia.
Patrocinio Municipio Roma XI.
Curatore Roberto Tupone.

Linux Show

Mostra di dipinti dal titolo:

MITI E SUPER EROI di Luciano Sozio