Internet - Urbani 1-1
Internet - Urbani 1-1
Depositato il nuovo disegno di legge che impone un cambio di rotta radicale, tanto da suscitare le ire delle major.
da punto-informatico.it del 01/06/04
Non è ancora la notizia che tutta la rete sta aspettando ma ci manca poco: le modifiche alla Legge Urbani non sono più soltanto buoni propositi ma sono esplicitate in una proposta normativa che sulla carta ha l'appoggio della maggioranza e dell'opposizione nonché del Governo. Passati i giorni di sospensione dei lavori parlamentari prevista per le elezioni europee, è lecito ritenere che in breve tempo le modifiche saranno realizzate.
Le modifiche contenute in un disegno di legge appena depositato prevedono la cancellazione delle sanzioni penali per l'uso personale di file protetti scaricati dalla rete. Torna dunque la locuzione "a fini di lucro" che tende quindi a penalizzare chi fa commercio di opere abusivamente riprodotte. Ciò non toglie che scaricare file protetti rimanga illegale ma soltanto che l'abuso non sarà più penalmente perseguibile.
Il disegno di legge, oltre ad istituire la Commissione per capire internet di cui si è già parlato, cancella le tasse aggiuntive su masterizzatori e software di masterizzazione, accogliendo così le fortissime critiche espresse dalle major del software.
Inutile dire che le modifiche contenute nel disegno di legge, che rispondono agli impegni assunti dal ministro Urbani e dal Governo non piacciono alle major. In questo senso si è espresso il direttore generale di FIMI, Enzo Mazza, secondo cui il clima elettorale sta condizionando l'operato di certi politici.
"C'è chi pensa di regalare musica gratis dalla rete per fini elettorali - ha affermato Mazza - ma purtroppo ci sono trattati internazionali da rispettare e il download per uso personale non esiste. Reato era e reato rimarrà". Come noto, ancora prima del varo della Legge Urbani, Mazza in una intervista a Punto Informatico aveva sottolineato che le attività di condivisione rappresentano un reato e non un semplice illecito.
"Perchè il Ministro Stanca - si chiede ora Mazza - non regala invece linee telefoniche gratis agli italiani o banda larga gratis per tutti? Chi ha detto che la crescita della rete debba andare a discapito dei contenuti? Si continua con l'inaccettabile politica di avvantaggiare i contenitori a discapito dei contenuti, così la musica muore e le piattaforme di distribuzione online non decolleranno mai". Secondo Mazza, la presentazione delle modifiche equivale a quello che ha definito un ricatto. Mentre i dati mostrano un declino nel file sharing illegale, segno che si era sulla strada giusta, il Governo fa marcia indietro cedendo al ricatto dei pirati informatici, è assurdo".
Sulla stessa linea anche i commenti di Davide Rossi di Univideo, secondo cui con queste novità si rischia di discutere una questione tanto delicata "partendo dal presupposto sbagliato della differenza tra fine commerciale e non commerciale". Secondo Rossi "un baratto digitale non è altro che una primitiva forma di commercio fatta sulle spalle di altri". L'esponente dell'industria dell'audiovisivo ha spiegato che "qualcuno vorrebbe che tutto fosse concesso, purché sia ad uso privato. È pazzesco che si presenti come progresso quello che invece è solo far west".
Il varo del disegno di legge è stato invece accolto con favore dai Verdi, che come noto si sono opposti con ogni mezzo alla Legge Urbani, secondo i quali comunque "la mobilitazione del popolo della rete non si fermerà qui" perché dovrà accompagnare, a loro dire, una "veloce approvazione" delle nuove misure, affinché passino in via definitiva entro l'estate. Soddisfazione l'ha espressa anche il deputato diessino Pietro Folena che, sebbene il proprio gruppo si sia astenuto sia alla Camera che al Senato in occasione del voto sulla Legge Urbani, ritiene "positivo" l'annuncio delle modifiche al decreto Urbani. "Le pressioni del popolo di internet hanno funzionato - ha dichiarato Folena - e di tutto ciò dovremmo gioirne tutti: si sta sperimentando una novità importante, la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica attraverso la Rete".



























