''Niente Coca Cola, non rispetta i lavoratori''
"Niente Coca Cola, non rispetta i lavoratori"
Il municipio XI boicotta in scuole e uffici la bevanda USA. Il minisindaco Smeriglio: "Solidarietà agli operai colombiani vessati dalle società imbottigliatrici". La compagnia: "Nessuna violazione dei diritti umani"
da www.romaone.it del 22 ottobre 2004
"Al bando la Coca Cola!". L'amministrazione dell' XI municipio (zona Appio Latino) scende in campo per boicottare la nota bibita americana.
Nessuna ideologia o retorica dietro la posizione assunta dal minisindaco Massimiliano Smeriglio (Prc), docente di scienza della formazione presso l'università Roma Tre. ''Con l'iniziativa di mettere al bando la Coca Cola dai nostri uffici - afferma Smeriglio - aderiamo alla campagna internazionale promossa dai lavoratori colombiani che attraverso i sindacati lamentano vessazioni da parte delle società imbottigliatrici che lavorano per conto della multinazionale. Riteniamo che gli enti locali debbano mettere al centro della propria iniziativa il tema della responsabilità sociale delle imprese''.
Al posto della Coca Cola il municipio promette di sostituire in uffici e scuole bevande bio.
''La nostra decisione -conclude Smeriglio- sarà adottata anche da una serie di comuni che fanno parte della Rete del Nuovo Municipio come Bologna, Genova, Venezia, Napoli e Cosenza, allora sarà il momento di fare un confronto pubblico con la Coca Cola''.
Ma la battaglia di Smeriglio arriva ben presto ai vertici politici nazionali.
''Boicottare la Coca Cola è sacrosanto e fa parte di una campagna mondiale contro questa bevanda che sta crescendo molto''. Ramon Mantovani, deputato di Rifondazione Comunista, difende la scelta del suo compagno di partito Massimiliano Smeriglio.
''E' assodato, è sicuro - accusa Mantovani - che la Coca Cola e' mandante dell'assassinio di sindacalisti nei suoi stabilimenti in Colombia ed ha precise responsabilità per i maltrattamenti dei lavoratori in moltissime delle sue imprese: è giusto quindi boicottarla''.
La crociata intrapresa dal municipio XI incontra anche i favori del Comune. ''Sono perfettamente d'accordo con la decisione presa dal minisindaco Massimiliano Smeriglio; d'altra parte il Comune di Roma già in passato ha bandito alcune sponsorizzazioni come la Nike, la Nestle' e la Coca-Cola''. E' questo il commento dell'assessore alle periferie e al lavoro, Luigi Nieri.
''Tra l'altro - prosegue l'assessore - il Comune di Roma darà vita a una 'Commissione etica' che verifichi appunto l'eticità delle compagnie che sponsorizzano attività dell'amministrazione capitolina. La delibera è stata già approvata in giunta e ora deve passare in Consiglio comunale".
Nieri annuncia che all'interno della città dell'Altra Economia, che sorgerà nel quartiere di Testaccio, ''daremo vita a un centro di assistenza che aiuti le aziende romane ad adottare un comportamento davvero etico. I lavori per il centro partiranno a dicembre''.
Non si fa attendere la risposta della compagnia Coca Cola alla singolare protesta del presidente Smeriglio. ''Apprendiamo con grande disappunto che l'XI Municipio di Roma ha deciso di boicottare la Coca-Cola e le bevande di The Coca-Cola Company dai propri uffici e dalle scuole del Municipio stesso. Le ragioni di questa decisione, secondo quanto riportato dai media, si riferiscono ad accuse di presunte violazioni dei diritti umani da parte della The Coca-Cola Company in Colombia''.
Secondo il testo del comunicato ''azioni di questo genere danneggerebbero i circa 3mila lavoratori di Coca-Cola in Italia".
Riguardo alle presunte violazioni dei diritti umani in Colombia, Coca-Cola risponde che ''se qualche lavoratore si sente in pericolo, noi, insieme ai sindacati locali e al governo colombiano, provvediamo al trasporto dal e al posto di lavoro, concediamo finanziamenti per alloggi sicuri e forniamo gratuitamente telefoni cellulari da utilizzare in caso di emergenza''.
Per ciò che riguarda le accuse che avrebbe lanciato il Sinaltrainal, il sindacato nazionale lavoratori imprese nel settore agroalimentare, di ''collusione con forze paramilitari in azioni di intimidazione e assassini di sindacalisti'', Coca-Cola risponde invece che questo sindacato ''ha presentato una denuncia negli Usa, presso la Corte Distrettuale di Miami'', che nel marzo 2003 ha assolto la compagnia per ''mancanza di ogni evidenza fattuale o legale''.



























