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MIX GENERATION

Il linuXclub di Roma

MIX GENERATION

Note su “LPM 2006” - Roma

Tratto da www.teknemedia.net - di Ilari Valbonesi - 30.11.2006

Che cos’è un vj? Tutto sta ad intendersi. E’ difficile invece immaginare un mondo senza immagini. La sintesi già si annuncia nello sguardo che risponde di un ambiente complesso. Poi, come altre figure sintetiche del post moderno, il video jocker ha iniziato la sua carriera selezionando immagini “date” al fine di produrre un nuovo “dato” d’esperienza. Fonti oggettive, già materiali interattivi per un’arte della composizione. Fino ad arrivare al concetto di Multimedia dove suono e immagine, in realtà a braccetto da sempre, iniziano a co(i)mplicarsi nella costruzione di piattaforme di scambio. Interfacce web fisicamente connesse - come il caso di AViT - un network di artisti visuali uniti nello scambio di esperienze e di ricerca. www.avit.info.

I Visual Berlin, una serissima delegazione tedesca del nuovo movimento dei visuali mondiali arriva al Live Performing Meeting 2006 di Roma per testimoniare questa necessità “interna” di configurare un’etica professionale. E raccontano come a Berlino già organizzano il “VJ Stammtisch”, un meeting su base mensile, dove intavolare discussioni per il bene dell’immagine comune, fuori da logiche di competizione e di mera esibizione individuale. Una forma d’arte collaborativa, post moderna e post esibitiva. E diciamolo pure: una configurazione teorica della figura del VJ e di net-art locale. www.visualberlin.org

Invece il Meeting romano della pratica visiva non sembra aver prodotto tutte queste interazioni. La mia impressione da “esterna” è stata la mancanza di collante e una confusione di aspettative, per quanto ammirabile lo sforzo e la fatica dell’organizzazione. Ma i nodi vengono al pettine. E non è una questione di fili. Se tra impacci e intoppi dopo ventiquattro ore il Meeting dal punto di vista performativo era sistemato - fili, schermi e partecipanti tutto intrecciato - improvvisamente ci si rende conto che non c’è evento interattivo. O meglio l’evento c’è stato. Nelle adesioni degli artisti: 185. E il connettersi idealmente in una comunità. Quello che manca è l’attenzione del pubblico e l’interazione con l’esterno. E non è un disguido tecnologico. Lo si nota dall’imporsi di live di qualità differente che rimettono in gioco il vigeismo come forma d’arte relazionale o installazione ambientale e non come mero gioco proiettivo di consunzione dell’immagine. LPM 2006 è stato un evento Live a livello simbolico. Per una logica da addetti ai lavori. Così mi sovviene la forza teorica delle performance anni ’50 di Cunningham che pedala o corre sul palco mentre Cage gli accorda i suoni. E non è un caso che le performance in questione si chiamassero Collage.

Vincenti dunque a LPM 2006 quelle poche performance audio video che hanno equilibrato l’immagine al suono per una sperimentazione interattiva. Sintesi digitale dove le parti si esaltano a vicenda. E si rispondono coinvolgendo(si). Anche attraverso elementi in apparenza semplici come le classiche ballerine in tutù assemblate nella performance di Mantaraffu e Dub mode per la Signorafranca, che mi racconta:

“la parte difficile è stata recuperare il materiale, vecchi filmati amatoriali dei saggi delle scuole di danza. per il resto non ho fatto altro che mettere in fila le parti che mi interessavano e eseguirle. mi sono concentrato molto più sull'audio. in ogni caso quello di venerdì è solo un estratto di un progetto più ampio ideato e sviluppato insieme a carolina melis… possiamo incontrarci solo poche volte l'anno e portare avanti un progetto è assai difficile. contiamo di completarlo questo natale.

per quanto riguarda ciò che sta sotto questo lavoro, mi sembra sia abbastanza chiaro. sono immagini che fanno parte di un immaginario abbastanza comune.. stavamo parlando di immaginari collettivi. e il riferimento è tanto per le immagini quanto per il suono. riguardo la ricerca di una sintesi tra i due, questo dipende anche da quale mi colpisce per primo. poi tutto si costruisce intorno. al lpm ero curioso di vedere l'effetto dei video senza alcun tipo di post-produzione e in alternanza con le composizioni e le immagini vettoriali e molto spigolose di Dubmode. i due progetti sono stati realizzati autonomamente, uno qui a Roma e l'altro a Cagliari. sono stati assemblati insieme nel momento in cui ci siamo esibiti (ci siamo visti dopo mesi poche ore prima della performance). parlare di sintesi è strano, in ogni caso lpm mi sembra la circostanza giusta dove fare questo tipo di prove. riguardo alle musiche, le ho composte senza mai pensare a forme di sincronia. non era quella l'idea che volevo dare. ho cercato di contestualizzare le immagini lavorando sull'ambiente e su alcuni campioni” www.signorafranca.com

Interessante anche la ricerca e-motiva di BUGZ (http://www.bugzone.it) e la minimale di Ziv Jacob caratterizzata dall’uso esclusivo di strumenti analogici, dove tutti i suoni sono creati dal vivo. La performance audio/video Dust Devil (www.xxxyvisuals.com) definisce un ambito processuale di continua metamorfosi gestita da tre performers che controllano gli “stadi” di mutazione della materia informata dalla videoproiezione www.tederemusic.com. Che dire invece dei Gastronauts e il loro live food-set con videoproiezione di genere alimentare? Veri e propri CUTS e belle immagini. Un mixer trifasico che tende ad omogeneizzare il gusto corrente nell’immagine satura e patinata. Degni eredi tecnologici però degli aperitivi chillout. Poi qualche figura coerente e qualcuna trainante. Alla prima categoria appartengono i PHAG OFF, dove il main Bear dj mostra ancora una volta una certa sapienza nel rendersi conto dove e chi ci sta. Si guarda intorno e salda la collaborazione con Infidel così come la coerenza del discorso sul genere e di analisi dei luoghi comuni attraverso una dissacrazione anatomica del sesso. E di un corpo che diviene una macchina di (estremo) piacere. Alla categoria “trainanti”, due veterani della Mix generation e poeti della nuova ricerca beat: Claudio Sinatti e Mud degli Otolab:

"L'evento mi e' piaciuto, così come lo spirito dell'organizzazione,
bello il clima amichevole tra i performer.
La serata mi e' sembrata complessivamente ben riuscita.

Il set presentato con claudio era alla prima uscita, volevamo testarlo dal
vivo e ci e' sembrata una buona occasione .

E' un A/V live set techno, progettato e provato con Claudio.
I visual sono sincronizzati all'audio attraverso l'audiocontroller di Isadora.
Claudio ha sviluppato una patch molto sofisticata con la quale controlla
un complesso oggetto 3d in tempo reale e manipola una serie di parametri.
E' stato pensato uno storyboard A/V per l'evoluzione del racconto.
L'audio del live e' interamente di mia produzione e dal vivo ? gestito con
Ableton Live, kaosspad e un miixer DJ."
www.otolab.net
www.claudiosinatti.com

Surreale invece il collettivo Proletari Arts + Videocratz + La Maquina de Turing + Pa||se Vj aka HELLEN KELLER per una ricerca di equilibrio tra improvvisazione ed automatismo dell’immagine cinematica tra ricorrenze e sincronicità. Giulia Mainenti - Alan Vele - Giulio Maresca per un A/V - V/A performance 2006 di specie autogenerativa. Pulita, avvolgente e di standard internazionale. Unica nota di Haktivism e di intervento critico lo sguardo incappucciato di Salvatore:

“l'overdose sensoriale fa perdere l'attenzione. il Linuxclub è troppo piccolo per tutti quegli schermi. la seconda serata è stata meglio, perchè c'erano più schermi che mandavano contemporaneamente la stessa cosa.. ti dovevi
parallelizzare solo su 2 o 3 cose, non su 125 come la prima serata…poi non ci sono teorie solide a supportare l'estro. l'estro è divertente, ma non caratterizza, dura poco, e significa meno. ci sono eccezioni, naturalmente, e quelle risplendono come fari, infatti … dall'altro lato ancora: la gente. la gente è addormentata…”

Per concludere una comunicazione di servizio da parte della Avit France: dal 19 al 21 gennaio 2007 si terrà il festival Vision’R a Parigi. Aperte le iscrizioni fino al 30 novembre: www.vision-r.org. Ed un sito www.lecollagiste.com - video, audio, foto, live, VJing, webfilm, streaming video e radio blog per l’arte del collage interattivo. Magari di foto lomografiche. Una filosofia che si racchiude in uno scatto e in un motto: Don’t think just shoot con tanto di Worldbrowser: www.lomography.com/worldbrowser.

http://lpm.flyer.it