La RAI metterà on line tutti i programmi per gli abbonati?
La RAI metterà on line tutti i programmi per gli abbonati?
Nel nuovo Contratto di Servizio rispuntano molti diritti degli utenti cancellati dopo la prima stesura. Si parla di neutralità della rete e download, manipolazione e redistribuzione dei contenuti
Tratto da OFF - Quotidiano di Spettacolo - 23.02.2007
La riunione di venerdì scorso della Commissione di Vigilanza sulla RAI, ha reintrodotto una serie di diritti degli utenti televisivi che, dopo essere stati inseriti nella prima versione del nuovo contratto di servizio, erano rapidamente scomparsi dalle bozze successive. Tra i passi più significativi, come ha segnalato sul suo blog Mauro Vergari di Adiconsum, al comma 3 dell'articolo 6 del Contratto, si legge: "rendere disponibili, nel rispetto dei diritti dei terzi, i contenuti radiotelevisivi trasmessi nell'ambito dell'offerta televisiva e radiofonica di cui agli articoli 4, comma 1, e 5 direttamente dal portale RAI.IT agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica."
Si tratta di un'affermazione fondamentale, perché permettere la connessione diretta ai contenuti televisivi attraverso il portale RAI significa implicitamente riconoscere il diritto di tutti gli utenti in regola col canone di fruire di quei materiali alle medesime condizioni. La materia viene spiegata in dettaglio dal parlamentare della Rosa nel Pugno Marco Beltrandi, relatore della Commissione per il Parere sullo schema di Contratto di Servizio: "È importante sottolineare la necessità che i contenuti siano messi a disposizione direttamente dal portale Rai al fine di evitare pratiche escludenti da parte della rete di trasporto, sia mediante filtraggio o prioritizzazione, sia mediante discriminazione tariffaria per il servizio di trasporto dei dati, che comunque si tradurrebbe in una traslazione del costo aggiuntivo a carico degli utenti." Quindi: niente discriminazioni e niente costi aggiuntivi.
Inoltre la possibilità di scaricare quei contenuti e modificarli, nonché ridistribuirli, secondo le associazioni di consumatori, come Altroconsumo, di fatto restituisce a chi paga il canone l'effettiva disponibilità della programmazione RAI. Ma non solo: entro 12 mesi dall'entrata in vigore del Contratto la RAI sarà tenuta a mettere on line la programmazione radiotelevisiva non appena terminata la trasmissione e i contenuti così diffusi utilizzeranno i "formati tecnologici e di fruizione più diffusi nel Paese". con una clausola che ne garantisce l'accessibilità. Sottolinea Beltrandi, relatore della Commissione per il Parere sullo schema di Contratto di Servizio: "Per corrispondere alla sua fondamentale missione di servizio pubblico la Rai deve "garantire" l'accesso alla propria offerta multimediale alle persone con disabilità. Inoltre, al fine di corrispondere pienamente alle esigenze delle persone non vedenti, le specifiche programmazioni (...) dovrebbero essere rese disponibili in modalità tali da poter essere registrate su supporti VCR e DVD". Infine all'articolo 31, comma 1, viene garantito il diritto a chi paga il canone ma non è coperto dal segnale terrestre RAI di accedere "all'intera programmazione RAI diffusa sulle reti analogiche in forma non codificata e trasmessa in simulcast via satellite e via cavo". Sebbene il parere della Commissione non sia vincolante è sicuramente destinato a pesare nella definizione dei rapporti tra ministero TLC e RAI e c'è chi pensa che si possa tornare a sperare in un vero cambiamento dell'approccio RAI al web.
Articolo di Simona Carloppi




























