Il futuro è libero

Perché sul web tutto viene fatto sembrare più cattivo

Contributi e riflessioni

Perché sul web tutto viene fatto sembrare più cattivo

Gli sviluppi della diffusione del crack HD DVD e la vicenda di e-gold, nel mirino delle autorità americane perché permette transazioni economiche non tracciabili, richiedono un’attenta riflessione sulla caccia alle streghe on line e il rispetto delle libertà democratiche

Tratto da OFF - Quotidiano di Spettacolo - di Simona Carloppi - 08.05.2007

Gli sviluppatori del sistema anticopia dei DVD ad alta definizione hanno annunciato che reagiranno alla diffusione sul web del codice alfanumerico per scardinare le protezioni anticopia. La ripubblicazione di quei codici non è diritto all'informazione, ma una vera e propria violazione di copyright. Per questo verrà valutata un’iniziativa tecnica e legale e, se appare impossibile perseguire legalmente tutti coloro che hanno pubblicato i dati (al momento Google mostra circa 2 milioni di risultati), queste parole fanno temere che si procederà per capri espiatori.

Probabilmente, chi rischia di più, è Digg.com il portalone di informazione autogestita che potrebbe venire accusato di complicità con i suoi utenti e rischiare addirittura la chiusura. Ma non si tratta di un caso isolato. Marco Calamari, ha dedicato un interessante fondo su “Punto Informatico” a una vicenda analoga. Il Ministero della giustizia americano (DoJ) ha aperto un procedimento contro e-gold, una società che fornisce servizi di scambio economico usando un denaro elettronico privato fondato sul possesso di oro.

L’accusa è favoreggiamento di presunti trasferimenti di fondi illegali da parte di alcuni clienti e di pedopornografia e truffe telematiche per il fatto di consentire transazioni economiche non tracciabili. Marco Calamari si chiede, giustamente, perché questo tipo di pagamenti venga accusato di complicità, quando i suddetti reati avvengono molto più spesso tramite denaro contante, anonimo per definizione e per legge. E anche, con ironia, si interroga sul perché non vengano perseguiti i venditori di caramelle che agevolano i pedofili fornendogli i mezzi per adescare i bimbi all'uscita della scuola.

Analogamente, nel caso dei codici anticopia, dovremmo chiederci: se l’informazione protetta fosse stata scambiata durante una conversazione in un bar, il gestore verrebbe perseguito per violazione del copyright? Il problema vero, a questo punto, è il diritto a vivere in una società che prima di offrire una presunta "maggiore sicurezza", offra reali e solide garanzie di libertà ai cittadini onesti. Pensiamo all'esistenza dei "paradisi fiscali", sui quali esiste una palese neutralità da parte di governi e altre influenti realtà economiche.

Non vengono attaccati perché non sono ritenuti altrettanto pericolosi di e-gold, o perché vengono utilizzati anche da molte entità economiche e persone non "criminali"?. Ma allora dove sta la sostanziale differenza tra i paradisi fiscali e le monete elettroniche, tra i social network e la pizzeria all’angolo?

La differenza è che le iniziative on line sono a disposizione di milioni di persone contemporaneamente, mentre i paradisi fiscali sono utilizzabili solo da pochi privilegiati e la comunicazione faccia a faccia coinvolge solo poche persone alla volta. La vera causa di attacchi di questo tipo a realtà web che tutelano la privacy è che diminuiscono le possibilità di tecnocontrollo pervasivo e preventivo a cui tutti siamo sempre più soggetti in maniera sempre meno percettibile, proprio a causa della Rete e della società dell'informazione. Non è accettabile che i tentativi di limitare la libertà vengano portati avanti con motivi pretestuosi e intellettualmente disonesti.

A queste spinte, con i metodi democratici, è necessario opporsi prima che, per riceverne i presunti benefici, finiamo per subirne tutti gravi danni.