Creative Commons aggiunge due licenze
Creative Commons aggiunge due licenze
Annunciati due nuovi strumenti legali per le licenze Creative Commons: la CC Plus, che regola lo sfruttamento commerciale dell'opera, e la CC Zero, che rafforza il concetto di pubblico dominio e lo estende in quelle legislazioni che no lo contemplano espressamente.
Di Gabriele De Palma da visionpost.it del 18/12/2007
Ancora ebbri per i festeggiamenti del quinto anniversario delle prime licenze Creative Commons, celebrati sabato 15 dicembre, i legali dell'associazione per una concezione meno restrittiva dei diritti d'autore hanno annunciato altre due tipi di licenze. O meglio di strumenti pratici, protocolli, a disposizione degli autori per esercitare i propri diritti. Si tratta della CC+ (creative commons plus) e della CC0 (creative commons zero).
La CC+ permette a chi ha scelto un tipo di licenza che esclude l'utilizzo commerciale gratuito della propria opera di regolamentare anche questa possibilità per coloro volessero utilizzare l'opera anche per scopi commerciali. Come spiega Lessig "immaginate di avere le vostre foto su Flikr, e che queste abbiano la licenza CC attribution-non commercial; la CC+ permette di continuare a offrire le vostre foto liberamente per chi non ne farà uso commerciale, e allo stesso tempo fornisce un semplice modo di vendere i diritti di sfruttamento commerciale per chi ne fosse interessato".
Uno strumento, la CC+, che fa coesistere gli elementi di sfruttamento commerciale con le istanze più generose dei creative commons. Uno modo per rendere ancora più elastiche la già molte forme di protezione e tutela della propria opera. E che sarà molto utile a tutti coloro che vogliono diffondere le proprie opere gratuitamente per il pubblico finale e in cambio di soldi per chi volesse riutilizzarla a scopo di lucro. Insomma una forma di tutela per gli autori CC che vogliono comunque guadagnare dal loro ingegno.
La CC0 invece permette agli autori di affermare che la propria opera non ha vincoli legali o di rinunciare a qualsiasi tipo di diritto legato all'opera. Una specie di pubblico dominio – opere a disposizione di tutti per qualsiasi scopo – ma con il rafforzamento della tutela internazionale dei diritti abbandonati. Come ci spiega Stefano Maffulli - già presidente della sezione italiana della FreeSoftwareFoundation Europe - "si tratta di un legalismo che serve a rendere più sicuro il concetto di pubblico dominio in quelle legislazioni dove non è espressamente contemplato." Il protocollo CC0, non ancora definito in tutti i dettagli, verrà diffuso in versione provvisoria (Beta) e sottoposto a pubblica discussione a partire dal 15 gennaio prossimo.


























