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Torvalds non crede ai bluff di Microsoft

Il Software Libero

Torvalds non crede ai bluff di Microsoft

In un'intervista rilasciata a Linux World il fondatore del celebre sistema operativo open source spiega il suo punto di vista sulle cause per violazione dei propri brevetti intentate da Microsoft e parla di cosa non vada nella sua comunità di sviluppatori

di Gabriele Niola da www.webnews.it del 5.2.2008

Il creatore di Linux, e attualmente tra i maggiori sviluppatori e coordinatori dei diversi sforzi open source, Linus Torvalds, ha parlato alla rivista LinuxWorld in una lunga intervista dalla quale sono emersi alcuni punti non certo scontati.

Innanzitutto il fatto che Torvalds ritiene che tutti gli sforzi di Microsoft per mantenere a suon di cause il dominio della propria proprietà intellettuale ai danni della comunità open source siano in realtà un bluff. Le azioni legali intentate contro Linux infatti sarebbero solo fumo negli occhi, specialmente in quanto provenienti da un quasi monopolista del mercato. Insomma secondo Torvalds Microsoft non userebbe i brevetti come un'arma benchè in molti li usino come armi e proprio contro di loro. Al contrario secondo il creatore di Linux le principali armi di Microsoft sul mercato sarebbero l'incertezza e il dubbio.

E sembrano non averlo toccato nemmeno le mosse recenti di Microsoft per aprire almeno parte del proprio codice. Secondo Torvalds da sempre dentro l'azienda coesistono le due anime, quella che vuole migliorare l'interoperabilità e quella che invece vorrebbe solamente «dare una pugnalata nella schiena dei concorrenti» solo che più spesso vince la seconda rispetto alla prima ed ecco perchè Torvalds tende a non fidarsi troppo di loro.

Infine le ultime battute sono state riguardo la comunità open source che si è creata intorno a Linux, parole di rimprovero verso il sistema che si è venuto a creare che scoraggia i nuovi esperimenti o chi vuole proporre nuovi codici per gli alti criteri di selezione che ormai vengono applicati. Il fondatore di Linux vorrebbe pescare nel nuovo per risolvere quel tipo di problemi, dando vita a nuovi driver e nuovo codice.

---- il sito programmazione.it riporta una diversa intervista a Linus Torvalds centrata più su aspetti tecnici ----

Il mondo secondo Linus Torvalds

di Alessandro Carichini da programmazione.it del 04-02-2008

In occasione della Linux Conference australiana, tenutasi la scorsa settimana a Melbourne, ComputerWorld ha intervistato Linus Torvalds, il papà di Linux, su alcuni aspetti personali e professionali. Ne è uscito un quadro interessante.

Per cominciare con qualcosa di soft possiamo affermare che Linus Torvalds non ama né i telefonini, che considera degli elementi di disturbo, né tanto meno i dispositivi “mobili”, di cui tanto si parla. Non a caso l'unico esemplare che possiede (su cui gira Linux) gli è stato regalato tempo fa, ma non l'ha mai utilizzato. Fortunatamente questo atteggiamento poi non incide negativamente sullo sviluppo dei sistemi embedded.

Un’altra tematica calda su cui Linus, al contrario, resta piuttosto freddo è la virtualizzazione. Egli afferma che la virtualizzazione è usata principalmente in tre casi: provare altri sistemi operativi, in modalità terminal server e per farci girare dei sistemi legacy. Per ciò che lo riguarda dunque, il primo utilizzo non gli è consono e risponde con un disarmante: ”Why would I want to run Windows on my Linux machine?” Sulla seconda opzione, egli sostiene che la virtualizzazione sia utile soprattutto agli IT manager, mentre per quanto attiene al terzo tipo di utilizzo, si giustifica col semplice fatto che non riguarda aspetti su cui abitualmente lavora.

Per concludere il lato frivolo delle dichiarazioni, aggiungiamo che Linus Torvalds, da sempre un fan dichiarato del KDE, non ha ancora provato la release 4.0 e con ogni probabilità aspetterà la 4.1 per farlo. Ma veniamo alla parte seria dell'intervista, nella quale Torvalds spiega le maggiori difficoltà incontrate durante i rilasci del kernel. Pare infatti che il vero problema sia di tipo “sociale”: alla fase di eccitazione iniziale dovuta alla scrittura del codice per implementare nuove funzionalità si contrappone spesso, un paio di settimane dopo, l'inevitabile fase di debug, che fa scemare drasticamente il precedente ritmo di produzione. E visto che ormai il suo lavoro consiste più nella guida tecnica rispetto a quello classico dello sviluppatore di kernel, ultimamente egli è impegnato a scrivere un gestore per il controllo dei sorgenti.

Infine, a chi gli chiede dove continui a trovare le motivazioni per un lavoro, che negli ultimi quindici anni lo ha soddisfatto in tutto e per tutto, Linus semplicemente risponde che gli stimoli derivano dalle esigenze altrui, anche se certe persone sono un po' pazze; poi precisa: ”But sometimes crazy people have some of the most interesting problems too”.