La strategia del cavallo
La strategia del cavallo
Free lance: diario di uno scienziato flessibile
di andrea capocci da www.galileonet.it del 25 Feb 2008
Qualche giorno fa ero a Bologna, all'incontro Info Free Flow 3.0 in un'aula occupata della facoltà di Scienze Politiche. L'atmosfera delle
aule studentesche di Bologna, a distanza di anni, mi ricorda ancora il Paz.
Un manifesto nell'aula proponeva: "Per S. Valentino ti regalo un sanpietrino". Noi si parlava di proprietà intellettuale con Kai Zen (quelli della Strategia dell'Ariete e del Romanzo Totale) e con i napoletani di libreremo.org.
Tutti d'accordo contro il copyright, ma qualche punto non banale è emerso.
- i Kai Zen hanno convinto Mondadori a mettere i loro libri sotto Creative Commons perché "un libro scaricato è un libro venduto" secondo le statistiche editoriali. Quelli di libreremo fanno la cosa opposta: dal loro portale si possono scaricare i testi universitari per evitare di comprarli. All'università Orientale di Napoli, d'altronde, ci sono ancora quei docenti che firmano le copie degli studenti per assicurarsi che ciascuno abbia comprato una copia nuova del suo magnifico testo d'esame. Chi sbaglia, Kai Zen o Libreremo? Nessuno: il fatto è che il mercato editoriale classico (quello delle librerie) è una cosa, quello didattico (scuola e università) è un'altra. Sono entrambi mercati drogati, in quanto ogni anno vengono pubblicati 55mila libri che in maggioranza vendono meno di due copie (cioè zero o una) e chiaramente un mercato così dovrebbe sparire, se avessero ragione gli economisti neoclassici. Però, i due mercati fanno uso di sostanze diverse. In libreria ci sono troppi libri, e venderne uno è un'impresa tale per cui gli editori sono disposti persino a regalartene una versione digitale (come con le canne in compagnia) pur di arrivare all'utente. Il mercato della didattica invece è un monopolio in cui l'offerta (il libro del barone) ha pieno potere sulla domanda (gli studenti): come il pusher di roba e il tossico con la scimmia.
- i libri di Kai Zen proseguono in rete. Si vendono anche dopo l'uscita in libreria perché continuano ad essere scritti da altri che per scrivere hanno bisogno di leggere, prima. Perciò, se il libro è copyleft, l'il gioco funziona perché tutti possono leggerlo, spedirselo via e-mail eccetera (e poi spesso lo comprano, se non altro per regalarlo). Se c'è il copyright, il gioco si ferma. Quindi, il segreto per battere il copyright è far libri che non siano solo pagine di carta, ma storie da far proseguire con mani altrui anche dopo averle inserite nel catalogo di una casa editrice. Con le major, invece dell'ariete, è meglio usare il cavallo di Troia (oggi siamo in vena di metafore). A quel punto, o la casa editrice ci sta o ciccia, il libro non si vende.
- la ricerca è un "Romanzo Totale" da sempre. Eppure, qualcuno se lo sta dimenticando.



























