Comunicato stampa Partito Pirata: "Il terrorismo della SIAE"
Comunicato stampa Partito Pirata: "Il terrorismo della SIAE"
Comunciato stampa dell'Associazione Partito Pirata
"Risulta doveroso sanzionare moralmente il comportamento dei vertici della SIAE, non si tratta sicuramente di salvaguardia degli interessi degli autori bensì di terrorismo mediatico ai danni della cultura.
Stiamo assistendo ad una vera e propria campagna mediatica per ostacolare la libera diffusione della cultura.Partiamo dalle dichiarazioni dell'ufficio stampa della SIAE apparse giorni scorsi sul Corriere delle sera dove la lettera su "Internet e i diritti di autore" del Capo Ufficio stampa SIAE pubblicata nella rubrica Interventi e Repliche di sabato 19 contiene affermazioni che non corrispondono a quanto stabilisce la legge 633/1941 vigente sul Diritto di Autore.
L'affermazione "chi condivide senza specifica autorizzazione le opere protette da diritto di autore per uso personale senza scopo di lucro commette reato" non trova riscontro negli art.171 e seguenti del Titolo III, Capo III, Sezione II della legge. Tra le fattispecie penali da perseguire non è infatti compreso qualcosa di assimilabile allo scarico di files da internet per uso personale.
Osservazione analoga vale per l'altra affermazione "chi si limita a scaricare illegalmente a uso personale non commette reato ma incorre in sanzioni amministrative".
Infatti l'art.163 facente parte della precedente Sezione I della legge che tratta le sanzioni nel contenzioso civile, non prevede l'automatica applicazione di sanzioni ma solo la possibilità di erogarle in particolari circostanze.
Perfino l'attuale legge 633/1941 con i suoi limiti prevede una serie di utilizzi liberi a fini di ricerca e di studio ( ad esempio l'art. 70, comma 1bis, introdotto nel gennaio 2008, consente "la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. ").
A questo si aggiunga la pervicace insistenza sull'applicazione del "bollino" reiterata a ogni piè sospinto ignorando quanto stabilito sia a livello europeo che nazionale.
La SIAE nel comunicato pubblicato sul proprio sito il 18 aprile propone una sua interpretazione della recente Sentenza della Corte di Cassazione Penale n. 13816 e che deriva direttamente dalla Sentenza della Corte di giustizia UE del novembre 2007.
L'ambiguità della posizione assunta dalla SIAE risiede nel suo comunicato dove omette volutamente di chiarire che, a seguito della citata decisione della Corte di Giustizia, non sussiste più alcun obbligo di apporre il "bollino" su supporti diversi da quello cartaceo contenenti opere dell'ingegno.
L'Ente di Viale dell'astronomia si limita a segnalare che "la presenza del contrassegno è, dunque, una garanzia utile ed efficace per eliminare ogni dubbio sulla legittimità dei prodotti, rimanendo in pratica la prova determinante che è stata chiesta alla SIAE la licenza per la riproduzione meccanica delle opere tutelate" omettendo di riferire che non vi è più alcun obbligo nè penale nè amministrativo di tale operazione.
Il terrorismo della SIAE è insito nel continuo ammonimento, attraverso le pagine del loro sito, circa le conseguenze della mancata apposizione del contrassegno sui supporti contenti opere dell'ingegno posti in distribuzione anteponendo un interesse che per molti versi è più dei vertici che degli associati.
A questo punto nasce il dubbio che la posizione dell'Ente sia dovuta anche al timore di richieste di risarcimento per le spese sostenute in adempimento di quanto preteso e si continua a pretendere ingiustamente ventilando una maggiore facilità di operare delle forze dell'ordine nel settore.
La SIAE si ostina a interpretare qualsiasi situazione nel modo più restrittivo possibile ostacolando anzichè aiutare lo sviluppo culturale.
Adotta una condotta che, qualora fosse stata posta in essere da un imprenditore sul libero mercato nei confronti dei consumatori, costituirebbe una condotta commerciale quanto meno scorretta minacciando conseguenze sanzionatorie inesistenti.
E' davvero disdicevole che un pubblico servizio come la SIAE si intestardisca nel diffondere le interpretazioni più restrittive e terrorizzanti che non difendono il diritto di autore, bensì lo trasformano in un blocco alla diffusione culturale.
Il principio del diritto di autore è giustissimo purché non sia concepito come un monumento di marmo gravante su autori e fruitori e sia invece commisurato e modellato sulla realtà dei tempi.
Athos Gualazzi
pres. a.p.s. Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
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