The Pirate Bay censurata: inaccessibile dall'Italia
The Pirate Bay censurata: inaccessibile dall'Italia.
Bloccato uno dei più noti motori di ricerca per file torrent. In prima
pagina sul sito di Pirate Bay: "L'Italia è uno stato fascista".
(la pagina cache solo testo di google)
Da ieri il sito The Pirate Bay, che ospita uno dei più noti tracker per Bit Torrent, è irraggiungibile.
Il messaggio di errore che viene mostrato a chi cerca di visitare il sito è : "Il server thepiratebay.org sta impiegando troppo tempo a rispondere", che lascia intendere l'esistenza di un problema al server ma così non è.
A quanto pare a forza di tentare sembra che alla fine il "potere" sia riuscito a convincere i provider ad applicare filtri, alla faccia delle richieste alla Cina di rispetto dei diritti civili, probabilmente concedendo loro maggior autonomia nella discriminazione degli utenti a scopo commerciale.
Il commento della Baia non si è fatto attendere: "Uno stato fascista censura The Pirate Bay".
La traduzione letterale del disclaimer dedicato al nostro paese recita:
"Siamo abbastanza abituati alla presenza di paesi con regime fascista che non permettono la libertà di parola. Molte piccole nazioni permettono che i loro dittatori decidano di bloccare il nostro sito, visto che possiamo favorire una diffusione di informazioni che potrebbe essere dannosa ai dittatori stessi. Stavolta è il turno dell'Italia. I suoi abitanti vantano un passato veramente nefasto, poiché una delle federazioni dei discografici fu fondata in Italia durante gli anni del fascismo, e oggi hanno un <omissis> al potere: Silvio Berlusconi. Berlusconi è anche la persona più potente d'Italia nel campo dei media, poiché possiede molte aziende in competizione con The Pirate Bay, e vorrebbe che le cose rimanessero così. Per questo motivo uno dei suoi <omissis>, Giancarlo Mancusi (il pubblico ministero di Bergamo, N.d.R.), ha ordinato di bloccare il nostro dominio e il nostro IP in Italia, per rendere il cammino difficile a chi non vuole supportare l'impero di Berlusconi".
Certamente i legali di The Pirate Bay troveranno le vie per contrattaccare giuridicamente il provvedimento, facendo rilevare quanto meno l'incostituzionalità del provvedimento.
E' necessario un supporto dilagante sia massmediale che internettiano.
Ancora una volta è la Costituzione e i diritti del cittadino che vengono calpestati, è ora e tempo che si scenda in piazza e non in una piazza virtuale ma bensì reale, le notizie che circolano in rete di un possibile "Patriot Act" dedicato al cyberpazio, pronto, in attesa dell'occasione migliore per la sua applicazione, i numerosi segnali di controlli sempre più pervasivi, il continuo prolungamento della "data retention", ben oltre le direttive europee, prova senza la minima ombra di dubbio la volontà del "potere" e degli attuali governi di trasformare lo Stato da tutore dei diritti dei cittadini in stato sovrano dei cittadini, questa operazione nei confronti di The Pirate Bay ne è, se servisse, un'ulteriore prova. Le classi, le categorie, gli strati sociali, comunque si voglia chiamarli, nella storia hanno dimostrato che se l'inerzia favorisce l'esasperazione, la reazione è comunque arrivata ed è stata sempre un'evento drammatico. Ancora una volta ci appelliamo a quanti lavorano, navigano, si dilettano o ci vivono in Rete a costituire una "massa critica" omogenea d'intenti in grado di contrastare la deriva nefasta verso il tecnocontrollo imboccata dalla nostra società.
Associazione di promozione sociale Partito Pirata
Athos Gualazzi - presidente




























