Il futuro è libero

I sovversivi sono loro

Libertà e Diritti Digitali

I sovversivi sono loro

Se Aleksandr Solgenitsin fosse nato in Italia, non avrebbe potuto tenere un blog

di Alessandro Bottoni da www.partito-pirata.it

Otto Febbraio 1948

Dove eravate l'otto febbraio del 1948? Cosa stavate facendo quel giorno? Quelli di voi che hanno più di 60 anni, probabilmente non lo ricordano. Il 40% degli italiani attualmente viventi, non era ancora nato.

Il primo gennaio di quell'anno, dopo circa 18 mesi di lavoro, era entrata in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, carica di speranze e di ambiziosi progetti per il futuro.

Il 30 gennaio, a New Delhi, era stato assassinato il Mahatma Gandhi.
Lo sprito della “Grande Anima” era stato stroncato da alcuni colpi di pistola.

Tra il 22 ed il 28 febbraio, la Cecoslovacchia era stata travolta da un colpo di stato che avrebbe poi portato al potere i comunisti.

Il 2 aprile, il senato degli Stati Uniti aveva approvato il cosiddetto “Piano Marshall”.

Il 18 aprile, al termine delle prime elezioni libere della Repubblica Italiana, la Democrazia Cristiana aveva ottenuto il 49% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi.

In mezzo a questo turbine di eventi, l'otto febbraio 1948, un governo temporaneo, ancora non legittimato dal voto popolare, posto sotto pressione dall'azione sovversiva dei comunisti da un lato e dei fascisti dall'altro, si era trovato costretto a varare frettolosamente una legge che regolasse la pubblicazione di giornali e altri prodotti di stampa.

In quel momento storico ed in quel clima, è nata la legge che tutt'ora regola le attività di stampa e la libertà di espressione del pensiero nel nostro paese.
Sono passati oltre 60 anni da allora.

Il 6 Agosto del 1945, Hiroshima è stata oggetto del primo bombardamento atomico della storia, seguita, il 9 agosto, da un analogo bombardamento su Nagasaki.

Il 20 Luglio del 1969, l'uomo è “atterrato” sulla Luna.

Nei primi anni '70, due ricercatori dei Bell Labs, Ken Thompson e Dennis Ritchie, hanno sviluppato il linguaggio C ed il sistema operativo Unix.

Nel 1958 hanno avuto inizio i primi studi su ARPANet, divenuta Internet nel 1974.

Nel 1991, grazie ad un ricercatore del CERN, Tim Berners-Lee, è nato il World Wide Web.

Nel 1948, gli unici ”organismi” dotati di telefono (fisso) erano gli uffici pubblici (questure, prefetture, caserme, etc.). Oggi, 60 anni dopo, ogni italiano (compresi i minori) dispone di almeno un telefono cellulare, spesso due o tre, spesso associato ad un telefono fisso.

Il reato di stampa clandestina

La Legge Numero 47 dell'8 Febbraio 1948, “Disposizioni sulla stampa”, stabilisce:<
Art. 16 - (Stampa clandestina)
Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o
con la multa fino a lire 500.000.

La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero.

Questo articolo è associato ad un provvedimento del codice penale:

Codice penale

Art. 663-bis (Divulgazione di stampa clandestina)

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque in qualsiasi modo divulga stampe o stampati pubblicati senza l'osservanza delle prescrizioni di legge sulla pubblicazione e diffusione della stampa periodica e non periodica, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a un milione duecentomila.

Per le violazioni di cui al presente articolo non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Per molti anni, per “stampa” si è sempre inteso esattamente ciò che il termine significa a rigor di dizionario: “stampa su carta”. Per tale motivo, la pubblicazione di materiali con altri mezzi, è sempre stata ritenuta estranea ai fatti regolati dalla Legge N° 47 dell'8 Febbraio 1948. Questo è stato vero fino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge N° 62 del 21 Marzo 2001 "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto
1981, n. 416".

A firmarla è stato il Governo Amato II, eletto il 25 Aprile del 2000 e terminato l'11 Giugno 2001, cioè 110 giorni dopo la pubblicazione di questa legge.

La Legge N° 62 del 21 Marzo 2001 "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", stabilisce:

Articolo 1: Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici.

In altri termini, tutto è stampa. Tutto è soggetto a controllo, ad autorizzazione preventiva ed a registrazione.

La Condanna di Carlo Ruta, Storico

Il Giudice penale monocratico dr.ssa Patricia Di Marco, del Tribunale di Modica, nella pubblica udienza dell’8 Maggio 2008 ha pronunciato la seguente sentenza:

“Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p. dichiara Ruta Carlo colpevole del reato allo stesso ascritto e, concesse le attenuanti generiche, lo condanna alla pena di € 150 di multa oltre al pagamento delle spese processuali; visto l’art. 544 c.p.p.”

Il reato ascritto a Carlo Ruta era appunto quello di stampa clandestina, a causa del suo blog www.accaddeinsicilia.net.

Come spiega Punto Informatico del 16 Giugno 2008:

Roma - Un blogger italiano è il primo ad essere condannato perché considerato alla stregua di stampa clandestina, perché pubblicato in barba alle normative sull'informazione, sanzionato in particolare perché la sua periodicità non è regolare. Lo storico Carlo Ruta, che cura quel blog apprezzato da molti, ha subito per questa ragione una condanna pecuniaria presso il Tribunale di Modica, lui che il suo blog AccadeinSicilia lo aveva già visto finire sull'orlo dell'oscuramento.

Un fatto inedito. Per la prima volta un blog subisce una sentenza di questo genere perché la sua pubblicazione, il blog appunto, non segue i canoni e i ritmi della stampa tradizionale. Una sentenza che fa discutere perché con un colpo solo associa legge sulla stampa e
blog. La decisione dei magistrati, che non sembra proprio avere precedenti neppure in Europa, allarma gli osservatori.

Ed ancora:

Secondo Articolo 21, l'Associazione che si batte per la libertà di espressione, la decisione dei giudici crea grande incertezza. "Non siamo abituati a commentare le sentenze - ha
dichiarato Giuseppe Giulietti esponente dell'associazione - ma non vogliamo che questa resti avvolta nell'ombra perché riguarda l'articolo 21 della Costituzione e la libertà della rete, in un momento tra l'altro particolarmente delicato per l'informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite".

Una osservazione pubblicata sul blog di Franco Abruzzo, per molti anni tra i massimi dirigenti dell'Ordine dei Giornalisti, sottolinea come la registrazione presso un Tribunale di una
pubblicazione web sia richiesta, tra le varie ragioni, anche quando "rispetta una particolare periodicità". "Si può sostenere legittimamente e ragionevolmente - si legge - che sono da registrare nei tribunali (con un direttore responsabile) tutte le libere manifestazioni del pensiero rivolte al pubblico e strutturate come giornale".

In altri termini, ciò che per anni è stato un coltello puntato alla gola dei blogger, ora è diventato una triste realtà.

Se vale per uno, vale per tutti

L'Associazione Partito Pirata Italiano, di cui sono segretario, il 19 Settembre 2008 ha presentato presso il Tribunale di Rovereto un esposto di questo tono:

“i siti di seguito riportati sembrano possedere identiche caratteristiche rispetto ad “Accade in Sicilia” con conseguente eventuale configurabilità, in capo ai rispettivi gestori, della medesima ipotesi di reato:

TUTTO CIO’ PREMESSO

quest'Associazione

SEGNALA QUANTO SOPRA

affinché codesta onorevole Procura voglia accertare se nelle circostanze e nei fatti sopra esposti siano ravvisabili estremi di fattispecie penalmente rilevanti.”

Tradotto dal Legalese: se Carlo Ruta è colpevole del reato di stampa clandestina, allora lo sono anche molti dei nostri politici, molti dei nostri imprenditori, gran parte dei nostri intellettuali e tutti i circa nove milioni di blogger attivi nel nostro paese.

I sovversivi sono loro

Ora, noi dell'Associazione Partito Pirata, come tutti gli Italiani, restiamo in attesa di sapere, dal Tribunale competente, se è ancora vero ciò che abbiamo letto sui libri ai tempi della scuola media:

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

Se quanto asserito dalla Costituzione non dovesse risultare più vero, nei fatti, allora questo sarebbe la dimostrazione lampante che, ancora una volta, sono loro a violare le leggi, non i ragazzini dediti al file sharing. Sono loro a tentare di sovvertire in ogni modo i meccanismi della vita democratica, in nome di oscuri interessi.

E “loro” sono sempre gli stessi: coloro che ancora non sanno rassegnarsi alla Democrazia, al principio di Uguaglianza di fronte alla Legge ed all'inevitabile Progresso della Società e della Tecnologia.

Alessandro Bottoni
Segretario Associazione Partito Pirata Italiano