Il futuro è libero

Ma si potrà cambiare, questa politica?

Ma si potrà cambiare, questa politica?

Alla fine non ho resistito, era da un po’ che mi frullava nella testa ed ho finito per provarci. Tutte le volte che sento parlar male dei partiti mi viene sempre da pensare che se ne possa uscire, che ci sia il modo per arrivare ad una classe politica diversa ed a una società migliore. Eppure, i temi che mi stanno a cuore non sono mai stati nell’agenda politica di nessuno, nessun partito ha mai fatto lo sforzo di provare ad affrontarli e tirarne fuori una sintesi in modo da far capire alla gente che sono temi importanti.

Tratto da http://leonardo.lilik.it - 31.03.2009

Allora ho deciso che forse era il caso che provassi io a farlo capire almeno ad un partito. Essendo una persona di sinistra ho provato ad entrare in contatto con l’associazione La Sinistra di Firenze [lasinistrafirenze.org], che raccoglie quelle persone che non si riconoscono nel PD ma neanche in quei partiti che nel 2009 stanno ancora decidendo se è il caso o meno di togliere la falce e il martello dal loro simbolo. Alla fine non è andata male.Pur non essendo nessuno ho partecipato ai gruppi di lavoro che hanno scritto il programma de La Sinistra per le prossime elezioni amministrative. Il clima che ho trovato è stato accogliente ed ho potuto portare dei contributi sui temi che conosco meglio, cioè le nuove tecnologie e l’università. In particolare sono molto orgoglioso di uno dei punti scaturiti dal gruppo di lavoro cultura e formazione che recita:

  • Rapporto con le nuove tecnologie

E’ necessario garantire l’accesso alle nuove tecnologie alla totalità dei cittadini, e combattere la privatizzazione dei contenuti che sta avvenendo negli ultimi anni con il pretesto della pirateria. L’amministrazione pubblica di una città di cultura come Firenze può dare un segnale di inversione di tendenza.

  • Software libero

Va promosso l’utilizzo nelle strutture pubbliche di software libero (ad es. GNU/Linux), che sposta i costi dalle licenze in spesa per lo sviluppo e la gestione dei software. In questo modo si finanzia un’attività di produzione e di gestione che restituisce ai cittadini dei prodotti utilizzabili e migliori, piuttosto che pagare licenze per software proprietario. L’assenza delle licenze produce un ovvio e tangibile vantaggio economico sul lungo periodo.

  • Copyleft

Deve essere adottato l’utilizzo di licenze copyleft per tutte le produzioni culturali e informative di Comune e Provincia. Ogni anno le amministrazioni producono enormi di quantità di materiale che viene spesso dimenticato: se queste informazioni fossero liberamente utilizzabili e riproducibili la loro diffusione aumenterebbe e tornerebbero ad essere un bene pubblico.

  • Digital divide

Per non sottrarre opportunità e competenze a vasti settori di cittadinanza è necessario monitorare lo stato dei progetti in corso per superare il digital divide e verificare che in tempi brevissimi si arrivi ad una copertura totale della popolazione con linee ADSL.

Insomma, per essere l’ultimo arrivato aver trovato spazio e incoraggiamento per poter mettere le mani sul programma mi ha dato una certa speranza!.

Siamo solo all’inizio. La settimana passata l’assemblea degli iscritti l’associazione ha approvato il programma e su quella base ci sarà un confronto con Matteo Renzi, il candidato del PD alle comunali. Poi ci sono le elezioni da cui la speranza è di uscire con un risultato che dia la possibilità di incidere sul futuro di questa città.

E’ buffo, io vedo le cose con un certo distacco perchè sono entrato con un’idea molto ben definita (parlare di diritti digitali) e non per pura passione politica, come ho riconosciuto in tanti. Eppure ci sto prendendo un certo gusto e spero di avere spazio per portare avanti questi temi. D’altra parte sono anche ragionevolmente convinto che un partito di sinistra non può non condividere certi valori ed è nostro compito lavorare perchè ne capiscano l’importanza. Infine, nell’associazione ho visto fino ad ora molte persone che per la prima volta si affacciano a qualsiasi attività politica e molti ragazzi, tutte persone che sentono la necessità di fare qualcosa. Insomma, un contesto molto poco partitocratico che mi incoraggia.