Il futuro è libero

Un «pirata informatico» alle elezioni europee

Un «pirata informatico» alle elezioni europee

Marx passava ore a guardare affascinato i treni. Fantasticava su quella, e su altre invenzioni, come l’elettricità, e su come avrebbero potuto contribuire alla emancipazione del proletariato. «La sinistra è sempre stata progressista e attenta alle innovazioni, anche tecnologiche. Poi, negli ultimi venti o trent’anni si è smarrita. Ed è diventata conservatrice o, nel migliore dei casi, indifferente».

Tratto da www.unita.it - di Cesare Buquicchio - 28 aprile 2009

A parlare così è Alessandro Bottoni: un pirata. Un pirata comunista e un po’ deluso. No, non ci sono da chiamare i Marine o i caschi blu dell’Onu. Il 48enne consulente informatico di Ferrara è un “pirata digitale”, è segretario del Partito Pirata Italiano ma, soprattutto, è una delle novità della lista elettorale di Sinistra e Libertà per le europee che sarà presentata domani.

«Mi candido da indipendente - ci tiene a precisare – anche perché rappresento un movimento molto trasversale che ha attivisti sia di destra che di sinistra. Un movimento, quello che combatte per la libera circolazione su Internet di informazioni e cultura (musica, film, libri, ecc), che in questi anni non ha trovato nessun partito pronto ad ascoltare le sue richieste e anche le sue proposte di iniziative legislative. Abbiamo sempre sostenuto che le leggi non vanno eluse ma se sbagliate vanno modificate. Quella che vogliamo portare al parlamento europeo è una voce competente sulla materia e interessata a disciplinarla senza farsi schiacciare dai divieti».

Bottoni confessa di essersi guardato molto intorno («abbiamo avuto un dialogo molto proficuo con l’onorevole Cassinelli del Pdl») e di aver considerato seriamente anche l’ipotesi di confluire nel Pd, ma poi gli unici ad essersi fatti avanti concretamente sono stati quelli di Sinistra e Libertà: «Ed eccoci qua».

Sul perché la sinistra abbia perso il “treno tecnologico” il pirata ha una sua idea molto precisa: «È stata l’influenza di un certo ecologismo verde che contrapponeva i valori naturali alle novità della tecnica: si è scivolati lentamente nel conservatorismo». «Ma attenzione – fa notare Bottoni – non dappertutto è così: basta vedere quello che ha fatto Obama con Internet per la sua campagna elettorale e quello che sta facendo ora come presidente».

Intanto, l’apostolo del “peer to peer” imita Barak per nella raccolta di finanziamenti («su Internet si può donare da un euro in su per sostenermi»), spera che i tanti sostenitori virtuali si concretizzino nelle urne e non si fa intimorire dalla condanna inflitta dal tribunale svedese ai suoi piu’ celebri colleghi: «Li stanno usando come capro espiatorio, ma quando dialoghiamo privatamente con le controparti come la Siae o i discografici, ci dicono di rendersi conto che una guerra contro il downloading è perdente in partenza. Si tratta di trovare un compromesso buono per tutti». Ed è per questo che il vascello dei pirati informatici punta dritto verso Bruxelles.