Diffusione della Cultura: le ragioni del Copyleft
Diffusione della Cultura: le ragioni del Copyleft
Lettera aperta a tutti gli Editori Italiani
Tratto da www.iquindici.org
Comunicato stampa
de iQuindici - gruppo di lettori della Wu Ming Foundation
Abbiamo inviato questa lettera agli editori italiani, per sensibilizzarli sul tema del copyleft e della diffusione orizzontale della cultura. Ci sembra un tema veramente importante e crediamo che qualora attuato potrebbe dare una grande spinta all’allargamento dei fruitori di letteratura, contribuendo in ultima analisi al suo sviluppo. Lo sara' ancora di piu' se ricevera' l’attenzione del pubblico tramite una menzione nei vostri spazi editoriali. Grazie iQuindici
DIFFUSIONE DELLA CULTURA: LE RAGIONI DEL COPYLEFT - LETTERA APERTA A TUTTI GLI EDITORI ITALIANI
Gentili Editori,
Prima di tutto una breve presentazione per chi ancora non conosce il nostro progetto: siamo un gruppo di lettori nati intorno al collettivo Wu Ming, che si pongono l’obiettivo di leggere gratuitamente manoscritti inediti e darne un’opinione onesta e motivata agli autori, senza pretese di critica letteraria ma dal punto di vista del piacere della lettura.
Alcune cose che ci hanno piu' colpiti le abbiamo presentate nel mondo editoriale, e a volte ci sono state richieste direttamente dagli editori quando le hanno lette sulla nostra web-zine “INCIQUID”. Ad oggi abbiamo gia' alcuni titoli usciti (con clausola copyleft) per Einaudi Stile Libero e Alberto Gaffi Editore, ed un'altra mezza dozzina di prossima uscita con diversi editori.
Ci rivolgiamo a voi per sensibilizzarvi su un tema che ci sta molto a cuore: il copyleft. E' un argomento del quale si parla poco e soprattutto male, per cui molti ne hanno un’idea piuttosto errata. Rendere un'opera copyleft significa semplicemente consentire che l'opera circoli gratuitamente fintanto che nessuno ci lucra sopra, cioe' in due parole lasciare che chi vuole leggere un libro ma non ha i soldi per comprarselo possa farlo senza essere passibile di denuncia penale. Liberta' di leggerlo sul suo pc, fotocopiarlo, stamparlo e regalarlo a un amico.
L’autore che ha lavorato prestando il suo ingegno per creare un’opera e l’editore che ha scelto di darle fiducia investendoci i suoi denari, continuano ad essere gli unici beneficiari del ricavo economico. Ma aggiungendo la clausola copyleft hanno un vantaggio in piu', soprattutto i piccoli e medi editori: l’opera sara' scaricabile in rete, sara' visibile anche lontano dalla grande distribuzione. Un abitante di Falcade con a disposizione solo qualche cartolibreria non avra' bisogno di fare 50 chilometri per andare a Belluno a imbattersi - forse - nel romanzo del giovane scrittore esordiente, ma leggendo il testo in rete potra' decidere di ordinarlo in libreria o per posta, per potere avere il piacere di leggerlo tenendolo tra le mani, oppure di regalarlo a un amico.
Perché i libri sono anche odore di carta, pagine fruscianti, copertine, colori, materia, sensazioni di tatto, e chi ama leggere ama anche conservare i suoi libri e riaprirli, prestarli o regalarli, forse li ama talmente tanto che li lascia su una panchina in bookcrossing, perché li possa amare qualcun altro. Che qualcuno abbia avuto l’opportunita' di leggere gratis a video o stampato su fogli A4 un romanzo non e' un guadagno perso ma e' diffusione di cultura, e diffusione della conoscenza di un libro.
Non vi basta? Facciamo allora un’altra riflessione: la narrativa italiana, soprattutto esordiente, fa fatica a decollare, tolte alcune eccezioni. Mentre quando acquistate i diritti di opere straniere non potete modificare le clausole originarie del contratto e quindi difficilmente potete applicare il copyleft, quando stipulate un accordo con uno scrittore italiano avete facolta' di aggiungere questa clausola d’accordo con l’autore. Cosi' facendo, il copyleft verrebbe applicato soprattutto alla narrativa italiana, e questo significherebbe una sua maggiore diffusione, quindi una sua crescita, in tutti i sensi, anche qualitativa, a beneficio di tutti.
Non vi basta neanche questo? Allora un’ultima considerazione: pensate a tutte le persone ipovedenti o non vedenti che potrebbero finalmente avere accesso illimitato alla fruizione di testi che sulla carta restano morti: un’enorme biblioteca finalmente accessibile per loro senza dover chiedere, potendo scegliere come dagli scaffali di una libreria. Quest'ultimo aspetto risulta particolarmente importante date le difficolta' attuali a fornire a pagamento, a chi ne fa richiesta, i file sorgenti con le versioni digitali dei libri pubblicati in versione cartacea: diffondendo i testi in copyleft, infatti, si comincerebbe a dare realmente ai ciechi la possibilita' di rimuovere gli ostacoli che non permettono loro una libera fruizione della cultura.
Se avete bisogno di informazioni piu' dettagliate vi invitiamo a visitare il nostro sito www.iquindici.org.
iQuindici - gruppo di lettori della Wu Ming Foundation
info@iquindici.org - www.iquindici.org
Roma, 11 marzo 2005



























