Software libero: sabato il Linux Day
Software libero: sabato il Linux Day
di Bartolo Scifo tratto dal quotidiano Terra del 22 ottobre 2009)
Sabato 24 ottobre si terrà la nona edizione del Linux Day, una manifestazione nazionale il cui obiettivo è quello di far conoscere i sistemi operativi liberi GNU/Linux. Il Linux Day è promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente da gruppi che condividono le finalità della manifestazione. La prima edizione del Linux Day si è tenuta nel dicembre del 2001 in quaranta città, il Linux Day 2009 sarà presente in oltre 120 città.
L’intento della manifestazione è rendere noto il mondo dei software liberi o open source. Ma di cosa stiamo parlando?
Per tentare una risposta non ci addentreremo in spiegazioni tecniche sulle peculiarità e le differenze fra Linux e altri sistemi (soprattutto Windows). Ci basterà sapere che Linux è un sistema operativo nato nelle università e non da una multinazionale; è un sistema sviluppato dalla collettività che in rete partecipa per realizzare un prodotto sempre migliore, libero da dinamiche di mercato. Inoltre, dettaglio da non trascurare, i software liberi sono liberi anche nel costo perché sono gratuiti copiabili e modificabili a piacimento.
Tutti i software, e quindi anche i sistemi operativi, sono formati da codici, una serie di comandi che consentono l’interazione fra il computer e l’utente. Nel caso dei software proprietari questo codice è “chiuso”: solo il produttore può intervenire per modificarlo e quindi modificare il programma. Nel caso dei sistemi Linux il codice sorgente dei software è aperto (open source), ovvero chiunque voglia e ne è capace, può modificare il software a proprio piacimento e per le proprie necessità senza incorrere in nessuna violazione di copyright; anzi questa sua modifica se condivisa sarà un miglioramento che servirà anche ad altri e diventerà un nuovo punto di partenza per ulteriori miglioramenti collettivi.
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello legato al mercato dopato software proprietario/computer: la realizzazione di software sempre più dispendiosi, dal punto di vista della potenza di calcolo del computer, implica, se non obbligano, all'acquisto di computer sempre più potenti, che a loro volta permetteranno di realizzare software ancora più dispendiosi. I sistemi Linux, permettono, invece, di poter utilizzare anche computer non proprio nuovissimi e quindi scardinando il circolo vizioso dell'acquisto compulsivo di computer sempre più potenti.
Il problema economico del software proprietario si pone anche per la pubblica amministrazione. L'osservatorio Netics ogni anno analizza i costi informatici nella PAL (Pubblica amministrazione locale: regioni, province, comuni e comunità montane). Negli ultimi anni le spese per l'acquisto di software si sono attestati mediamente intorno ai 30 milioni di euro annui, costi che potrebbero essere praticamente azzerati con l’utilizzo dei software liberi.
Infine un altro aspetto per nulla marginale, è quello legato all'istruzione: pensare di formare a scuola i nostri ragazzi all'informatica spiegando come funziona ad esempio Microsoft Office (magari comprato dalle scuole con licenze molto vantaggiose), non significa istruire all'informatica, ma significa far utilizzare un prodotto commerciale e obbligare i giovani ad utilizzare quel prodotto, costringendoli all'acquisto o all'illegalità.
Sono solo alcune delle informazioni ed implicazioni legate al mondo del software libero. Per saperne molto di più e testare con mano di che cosa si tratta, basta individuare l'evento Linux Day più vicino a casa vostra per scoprire che oltre le “finestre” c’è un mondo libero.























