Si scrive "copyleft" si legge "libertà"
Si scrive "copyleft" si legge "libertà"
Su parcocastelliromani.it i documenti, le pubblicazioni, le carte, le foto, le relazioni,
le analisi, gli studi sono tutti liberamente scaricabili
Tratto da www.parcocastelliromani.it - 31.12.2009
Migliorare l’ambiente significa anche far circolare liberamente le idee, le informazioni, le esperienze e, se ce ne sono, qualche buona pratica. Il Parco dei Castelli Romani ha deciso che tutto ciò che viene pubblicato sul proprio sito Internet istituzionale, parcocastelliromani.it, è liberamente consultabile, scaricabile e utilizzabile. Così, sulla base di una trasparenza e disponibilità, che in questo caso è attivata da un Ente pubblico, si può arrivare alla generosa creazione di valore aggiunto sociale.
Il Parco ha inteso capovolgere il concetto di “diritto d’autore” - il copyright - per trovarci, con un gioco di parole nel copyleft, che al contrario indica il “permesso d’autore”. In pratica è il Parco stesso che incentiva la circolazione, lo scambio e l’utilizzazione delle informazioni che ha prodotto, con l’unico vincolo che chi le utilizzerà dovrà usarle esattamente negli stessi termini di come sono state proposte dall’Ente Parco e sempre con l’indicazione della fonte.
Il documento che nasce con il marchio copyleft può essere copiato e distribuito da chiunque, ma sempre con l’obbligo della gratuità. Nessuno può brevettarlo, utilizzarlo a sua volta come “prodotto originale” o impadronirsene a fini di profitto. I documenti copyleft appartengono al dominio pubblico, possono essere diffusi, ma non per fini commerciali o istituzionali.
“In un mondo in cui uno dei maggiori strumenti di potere è il sapere - commenta il direttore Roberto Sinibaldi - un Ente pubblico come il Parco dei Castelli Romani mette a disposizione tutte le proprie informazioni e conoscenze, in una visione protesa verso il progresso sociale, che non può prescindere dal miglioramento ambientale, attuato in maniera condivisa dalla collettività e non solo da pochi soggetti istituzionali”.
Da oltre due anni il sito del Parco contiene la raccolta completa di leggi, regolamenti e norme che sono strumento di conoscenza ma anche di studio e lavoro per le migliaia di utenti che consultano il portale. Grazie alla disponibilità on line di documenti e modulistica si registra l'apprezzamento crescente da parte dei cittadini per un servizio che alleggerisce la burocrazia e riduce spostamenti e code.

Seguono le avvertenze del sito in merito al copyright: "Il materiale del sito è liberamente utilizzabile: leggi il © Copyleft"
I documenti, le pubblicazioni, le carte, le foto, le relazioni, le analisi, gli studi contenuti nel sito dei Castelli Romani sono tutti liberamente scaricabili.
Riteniamo che “migliorare l’ambiente” significhi anche far circolare liberamente le idee, le informazioni, le esperienze e, se ce ne sono, qualche buona pratica. Così, sulla base di una trasparenza e disponibilità, che in questo caso è attivata da un Ente pubblico, si può arrivare alla generosa creazione di valore aggiunto sociale.
Si capovolge in questo modo il concetto di “diritto d’autore” - il copyright - per trovarci, con un gioco di parole nel copyleft, che al contrario indica il “permesso d’autore”. In pratica è il Parco stesso che incentiva la circolazione, lo scambio e l’utilizzazione delle informazioni che ha prodotto, con l’unico vincolo che chi le utilizzerà dovrà usarle esattamente negli stessi termini di come sono state proposte dall’Ente Parco e sempre con l’indicazione della fonte.
Il documento che nasce con il marchio copyleft, può essere copiato e distribuito da chiunque, ma sempre con l’obbligo della gratuità. Nessuno può brevettarlo, utilizzarlo a sua volta come “prodotto originale” o impadronirsene a fini di profitto. I documenti copyleft appartengono al dominio pubblico, possono essere diffusi, ma non per fini commerciali o istituzionali.
In un mondo in cui uno dei maggiori strumenti di potere è il sapere, un Ente pubblico come il Parco dei Castelli Romani mette a disposizione tutte le proprie informazioni e conoscenze, in una visione protesa verso il progresso sociale, che non può prescindere dal miglioramento ambientale, attuato in maniera condivisa dalla collettività e non solo da pochi soggetti istituzionali.























