Il futuro è libero

Arriva un ddl sul software libero emendato da blogger e internauti

Arriva un ddl sul software libero emendato da blogger e internauti

di Nicoletta Cottone da ilsole24ore.it del 26 GENNAIO 2010

Un disegno di legge sulla diffusione delle nuove tecnologie telematiche, la neutralità delle reti di comunicazione e lo sviluppo del software libero, emendato da blogger e internauti. Il provvedimento, presentato da un gruppo di senatori del Pd (Vita, Vimercati, Finocchiaro , Zanda, Latorre, Marco Filippi, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Di Giovan Paolo e Perduca), ha spiegato il senatore Vita, si propone come un disegno di legge aperto e discusso attraverso la "e-democracy". È stato inserito tra i provvedimenti che l'opposizione ritiene indispensabili. Dunque inizierà fra poco il suo cammino parlamentare.

Il popolo della rete ha avuto la possibilità di emendare il testo tramite una prima consultazione sul gruppo targato Facebook "Una legge per la rete". Si è tenuto conto dei consigli offerti su "word press" e tramite "wiki". «Il testo insomma – spiegano i senatori del Pd – è stato discusso e modificato direttamente da coloro che usano il web quotidianamente». Da più parti, spiega Vita, si cerca di imbavagliare il web. L'ultimo esempio, per i senatori del Pd, è costituito dal decreto legislativo n. 169 dello scorso dicembre, «di presunta applicazione della direttiva europea 2007/65/Ce sulla tv che contiene diverse norme per censurare internet». Per questo l'appello «perché queste norme siano prontamente cancellate dal testo».

Punti fondamentali della proposta targata Pd sono quelli di garantire un accesso neutrale alle reti di comunicazione elettronica, sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dei sistemi informativi pubblici garantendo il pluralismo informatico anche con l'uso del software aperto; diffondere l'uso delle nuove tecnologie delle comunicazioni presso il sistema delle imprese e delle università; rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso alle reti di comunicazione dei cittadini in condizioni di disabilità, di disagio economico e sociale.

Il ddl, composto da 18 articoli, è diviso in 3 parti: nella prima le finalità del ddl, nella seconda lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza, da promuovere attraverso la salvaguardia del principio di neutralità tecnologica e la promozione del software aperto. Nella terza le politiche per lo sviluppo della società dell'informazione. Il ddl inserisce nell'ordinamento il software aperto che, si legge nella presentazione del provvedimento, «non è una semplice alternativa ai sistemi proprietari, ma può essere ormai considerato un elemento capace di implementare la qualità e l'efficienza nel settore pubblico e nel privato».

Sul fronte dell'alfabetizzazione informatica è previsto un apprendimento costante attraverso processi formativi di base e specialistici. Da ripensare, poi, tutti i contenuti dei siti istituzionali per consentire maggiore chiarezza, trasparenza e fruibilità delle informazioni. Fondamentale il rafforzamento di chi produce servizi e prodotti per le telecomunicazioni, settore strategico per lo sviluppo del paese.

Il ddl avanza anche una proposta per la modernizzazione digitale del sistema delle imprese e della pubblica amministrazione, per lo sviluppo delle modalità di partecipazione dei cittadini e per la valorizzazione della libertà di rete e dei nuovi contenuti creativi. C'è anche la previsione di un fondo per lo studio e la ricerca del software aperto e la creazione di un partenariato pubblico-privato in grado di riunire le eccellenze in campo informatico, attingendo anche al tessuto imprenditoriale ed economico-sociale.