Il Parlamento europeo chiude la porta in faccia alle grandi industrie
sulla controversia dei brevetti dei software. Oggi la direttiva
fortemente voluta dalle compagnie maggiori, frutto di un accordo tra
Consiglio e Commissione europei, è stata bocciata con 648 voti contrari
14 a favore e 18 astenuti. Secondo le procedure Ue, trattandosi di una
co-decisione in seconda lettura il no dei deputati fa ripartire da zero
la procedura. Tuttavia la Commissione ha già annunciato che non farà
una nuova proposta: "E' un esempio di democrazia a livello europeo", ha
dichiarato il portavoce, spiegando che "la commissione rispetta la
decisione del Parlamento".
La direttiva, sostenuta dalle grandi industrie, che hanno fatto un
intenso lavoro di lobbyng, prevedeva un sistema di brevetti per
proteggere l'invenzione che utilizza i programmi informatici e gli
stessi programmi.
I sostenitori dei
software così detti "open source", tra i quali figurano le piccole
imprese, auspicano invece che i brevetti siano limitati alle invenzioni
stesse, lasciando i software di base senza protezione e dunque a
disposizione di altri utenti.
Le grandi industrie della tecnologia informatica, risultate oggi
perdenti con il no dell'aula, sostengono da sempre i brevetti
che,secondo le lobby industriali, agevolerebbero gli investimenti nella
ricerca e metterebbero le invenzioni europee al riparo della
concorrenza americana.
"Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c'è una collera
collettiva e unanime per l'attitudine della Commissione e del
Consiglio, che hanno mostrato totale disprezzo e sarcasmo nei confronti
delle scelte fatte dal Parlamento europeo in prima lettura", ha detto
il deputato socialista francese relatore del progetto. E' questa la
terza volta che il Parlamento europeo respinge in modo totale una
direttiva del Consiglio e della Commissione.























