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I Verdi lanciano la Costituzione per il web

I Verdi lanciano la Costituzione per il web

Fiorello Cortiana, senatore del movimento ecologista, propone da Tunisi la dichiarazione di principi per i diritti della Rete

Ma non è chiaro ancora come il progetto potrà essere realizzato

di Paolo Salom dal corriere.it del 17 novembre 2005

TUNISI -
«Oggi è un sogno. Ma da domani la costituzione di Internet potrà
trasformarsi in realtà. Con il contributo del popolo della Rete». E'
fiducioso il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana mentre illustra nello
stand italiano allestito al Wsis di Tunisi la sua dichiarazione di
principi per i diritti della Rete. Accanto a lui il ministro della
Cultura del Brasile Gilberto Gil, coda da rasta ben raccolta dietro la
nuca, annuisce con convinzione: "E' venuto il momento di confrontarsi
sulle contraddizioni che viviamo come individui di fronte alla
globalizzazione: un confronto aperto sul tema della libertà di accesso
e espressione è la strada giusta".
-
Tunisi Mon Amour: si chiama così l'iniziativa del senatore Cortiana.
"Vogliamo poter sognare un mondo capace di cambiare: dal basso.
Vogliamo superare le frontiere imposte dalla politica". Per farlo,
Cortiana immagina un insieme di articoli e regole condivise proposte ed
elaborate con il contributo di tutti. "Presto - spiega Cortiana - sarà
attivo il sito www.tunisimonamour.org: funzionerà grosso modo secondo
il principio di Wikipedia. Dunque la carta dei diritti crescerà nel
tempo seguendo le indicazioni dei naviganti, i veri padroni della
Rete". Il garante per la privacy Stefano Rodotà, in teleconferenza da
Roma è d'accordo: "Abbiamo bisogno di stabilire delle regole. Regole
che devono garantire il diritto di tutti, la libertà di pensiero e non
solo. Viviamo un periodo di crescita e di incredibili possibilità
offerte da Internet. Ma al tempo stesso dobbiamo considerare e
affrontare le molte minacce rappresentate da governi ma anche da
corporazioni che sfruttano la Rete per ben altri scopi che gli affari o
la diffusione delle informazioni". Certo, una costituzione scritta e
pensata per Internet, ovvero "leggi per il web" che affrontino temi
come la censura, la pornografia, lo spamming, la diffusioni di virus e
il controllo poliziesco attraverso software - come accade per esempio
in Cina - appare come un traguardo ideale in un summit, qui a Tunisi,
in cui i temi collaterali sono stati fagocitati dalla querelle tra
Stati Uniti e resto del mondo.

IL FUNZIONAMENTO
- Ma come potrebbe funzionare? In sostanza: chi è come avrebbe il
potere di infliggere sanzioni a individui o Stati che violassero le
regole accettate ratificando questa futura costituzione? Fiorello
Cortiana non ha una risposta definitiva. «Credo - spiega - che prima di
tutto dobbiamo impostare il lavoro sull'eleborazione delle regole
condivise. Poi il sistema si troverà: è ovvio che come tutti i trattati
internazionali, perché sia rispettato occorre che i singoli Paesi o le
singole comunità locali lo recepiscano e lo trasformino in iniziative
legali proprie». Gilberto Gil non ha esitazioni: «Se ci bloccassimo a
ogni ostacolo dove potremmo mai andare? Ricordiamoci del potere delle
parole. Tutto dipende dalla nostra capacità di comunicare. E tutto si
trasforma attarverso la verbalizzazione. Parlo da uomo di governo, ma
anche da autore e artista, oltre che padre di famiglia. Scoperte
scientifiche e tecniche, la cultura, l'arte, la musica: tutto dipende
dalla forza della parole, dal potere che la comunicazione umana ha in
sé. Dunque dobbiamo cominciare a lavorare. Il resto verrà».