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Francia: il P2P verso la legalità

Francia: il P2P verso la legalità

da punto-informatico.it del 23.12.2005

Un
clamoroso emendamento alla nuova legge sul diritto d'autore che in
queste ore si discute in Francia è stata approvato dal ramo basso del
Parlamento, un emendamento che prevede la legalità per l'uso da parte
di privati cittadini e senza scopo di lucro dei sistemi di condivisione
peer-to-peer anche per lo scambio di musica e film.

Perché il giochino funzioni, si prevede l'introduzione di un canone
mensile (si parla di una cifra attorno ai 6,5 euro) con il quale gli
utenti P2P possano compensare i detentori del diritto d'autore e così
garantirsi la possibilità di scambiarsi l'un l'altro qualsiasi genere
di contenuto. In particolare l'emendamento prevede una sorta di
eccezione al diritto d'autore quando afferma: "Gli autori non possono
vietare la riproduzione di opere in qualsiasi formato in un servizio di
comunicazione online quando si intende utilizzarle a scopi privati" e
senza finialità di lucro.

L'emendamento, che riprende in toto una vecchia proposta di Electronic
Frontier Foundation, si muove in diretto contrasto con la volontà del
Governo che con la nuova legge intendeva imporre nuove e più severe
misure repressive contro gli utenti che si "macchiano" di scambio di
file protetti.

Il voto, com'era lecito attendersi, ha scatenato le ire e le
perplessità dell'industria. "I deputati - ha dichiarato a Bloomerg
Nicola Seydoux, CEO della Gaumont, uno dei principali produttori
cinematografici francesi - hanno votato così per dimostrare di essere
indipendenti dal Governo, ma non sanno cosa stanno facendo".

Bernard Miyet, presidente dell'equivalente della SIAE in Francia, la
SACEM, ha parlato alla Reuters di una misura "sovietica", in quanto "si
parla di imporre una tariffa calmierata decisa da una commissione senza
alcuna relazione con l'economia della musica e del cinema".

Molti in queste ore gli editori ed artisti, non solo transalpini, che
si stanno esprimendo contro l'emendamento. Johnny Hallyday ha
dichiarato che "legalizzare il download della musica, dietro un
pagamento pressoché nullo, significa uccidere il nostro lavoro".

Non manca peraltro chi invece sostiene questa novità. La più importante
associazione dei consumatori francesi, UFC-Que Choisir, parla
dell'emendamento in termini entusiastici, perché darebbe vita "ad una
nuova area di libertà, che consente agli utenti internet di accedere
alle diversità culturali offrendo al contempo un giusto compenso agli
autori".

Va detto che l'emendamento entra in un complesso passaggio della nuova
legge che è, in sostanza, una ratifica della direttiva europea sul
diritto d'autore (EUCD) da tempo ratificata dall'Italia. Perché
l'emendamento si traduca in legge, però, ci vorrà ancora il voto del
Senato e, nel contempo, il Governo ha la possibilità procedurale di
poter riaprire il dibattito sull'emendamento alla Camera bassa
spingendo per un voto di segno opposto a quello passato oggi. Facoltà
che membri dell'esecutivo hanno già dichiarato di voler mettere in
campo e che scandirà il dibattito a partire dal 17 gennaio, quando il
Parlamento transalpino tornerà a riunirsi dopo la pausa natalizia.