kipiunehapiunemetta
1 Ottobre, 2006 - 19:00
kipiunehapiunemetta
Cultura per capire, arte per urlare. Musica, teatro, pittura, foto, cinema...
Inaugurazione
Kipiunehapiumetta in diretta su Radiorama, in collaborazione con NoSlappers, per sostenere il lavoro di harembee, colosseo, greenpeece...
Linux Show
- Ore 21.30: Ingresso e Buffet
- Ore 22.00 Live show: Valeria Andreozzi presenta: "La ragazza delle Ceneri"
- Ore 22.30 Live Music: Red Stripes in reggae jam and guests
- Ore 23.30 Dj set: Loggia Omega, Lima Dread, Pat_Omega, Renato.
Linux Vision
- Angolo del reading: Paole e Elisa
- Proiezioni: Archivio Eventi Ki+
Linux Expo
- Carlo Marchetti e Elisa Sgri "Malindi e Dintorni"
- Stand supporters: Riciclone e M&C

Leggi:
i progetti a cui destiniamo le nostre energie:
www.watotokenya.com
www.colosseo.org
www.brownsea.it
www.greenpeace.it
i nostri partners:
www.radiorana.it - la nostra radio
www.sleepless.it - rivista free-press in cui puoi trovare articoli su Ki+
www.linux-club.it - Locale che ci sostiene e che sosteniamo
www.trovainvideo.tv - per i nostri video firmati Jajo
www.noslappers.com - ass. di musica italiana originale che ci sostiene.
www.e-volutions.net - per una responsabilità civile delle imprese
i nostri sponsor:
www.box51.it
www.bananariders.eu - sport estremi, riders per l'Africa.
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FAQ per Colosseo:
1- il vostro gruppo ha già fatto diversi viaggi in Mali; come è nato e chi lo compone?
Il Gruppo Colosseo nasce come gruppo di ex alunni del Liceo Francese di Roma Chateaubriand classe 1991. A noi con il tempo si sono aggiunti gli amici, i conviventi, i mariti e le mogli compresi i loro figli. Ad oggi siamo 47 membri e sono tutti elencati nella pagine principale del sito www.colosseo.org .
Dall'inziale mailing list di contatto siamo giunti ad un vero e proprio sito, dove ogni membro ha il suo spazio e dove diversi temi vengono affrontati, da quelli storici di Roma, arte, beneficenza e sensibilizzazione, quindi ognuno di noi può arricchire questi temi con le proprie esperienze.
Io, Fabrizio Di Mauro, visto le mie conoscenze professionali, gestisco il sito aggiornandolo quotidianamente, e come tutti gli altri ho portato le mie esperienze nelle diverse attività.
Nella sezione Beneficenza ho approfittato dei miei contatti con l'Africa. Ci sono praticamente nato e cresciuto fino a 15 anni, seguendo i miei genitori nei progetti ingegneristici di mio padre Alfio Di Mauro. Negli ultimi anni questi progetti lo hanno portato a vivere per 3 anni nel Mali, dove non vedevo l'ora di scapparci appena possibile.
In questa esperienza mia madre, Marisa Mastella, ha fatto la conoscenza delle suore Missionarie di Kati tanto da partecipare attivamente negli interventi di diversi villaggi. Uno di questo l'ha colpita negli ultima anni, Koba. Tramite lei quindi ho conosciuto il Mali e Koba e mi sono detto che dopo tutto potevamo fare qualcosa anche noi qui da Roma.
2.molte sono state le iniziative che hanno condotto a concrete e utili realizzazioni; quali motivazioni vi spingono a farlo?
Far partecipare tutto il gruppo colosseo a questa nuova missione di aiuti per un solo villaggio non richiese tanti sforzi, visto che tutti ci conosciamo da parecchi anni e che se qualcuno crede in qualcosa non chiediamo verifiche o altro, diciamo che ci fidiamo di noi, questa penso sia la base per la riuscita di qualsiasi cosa:"credere fino a che non venga meno la fiducia" é una condizione sin equa non per poter andare avanti, e così abbiamo fatto.
Il punto era far conoscere il problema (sensibilizzazione), capire come aiutare e sopratutto essere sicuri che i nostri sforzi fossero andati direttamente alle persone che ne avevano bisogno. Per fare questo ci siamo impegnati a portare di persona gli aiuti fruttati negli anni.
Abbiamo cominciato con le solite cene ma questa volta in beneficenza, abbiamo proseguito con feste, aste di oggetti maliani (tramite artigiani del posto www.kassapromo.org ) e non ed infine con raccolta fondi per uno specifico progetto.
Tutte queste attività ci hanno portato a collaborare per la costruzione del pozzo di Koba, alla costruzione del dispensario sanitario e nel primo viaggio abbiamo partecipato per 15 giorni alla vita del villaggio per meglio capirlo e forse per capire anche bene quello che stavamo facendo.
Le motivazioni penso siano le stesse che possano avere i missionari che partono ogni mattina in macchina al fine di andare ad aiutare qualcuno, non possiamo dire che lo facciamo per atto di fede o meglio la nostra fede é quella che ci permette di poter aiutare qualcun'altro, essere sicuri di farlo, il tutto perché ci rendiamo conto che non tutti hanno gli stessi privilegi e se possiamo in qualche modo anche aggiungere una goccia al mare degli aiuti siamo ben felici di farlo.
Ognuno di noi lavora, ha la sua vita, ma pensa anche che ci sono persone che sopravvivono a situazioni estreme e visto che possiamo farlo perché non aiutare e dedicare un pò del nostro tempo e denaro a qualcun'altro?
Non esiste uno statuto del gruppo colosseo o delle regole, ognuno di noi fa quello che può e questo é bastato fino ad adesso per aiutare 800 persone in un villaggio sperduto nella savana del Mali e non solo, partecipiamo anche alle sensibilizzazioni di guerre scordate come quelle dei Papuani nella Papua occidentale per esempio.
3.colpisce anche la continuità del vostro impegno - ormai sono anni - e il modo con cui vi siete "presi cura" di questi fratelli africani
E' vero che la goccia non é niente rispetto al mare di cose che bisognerebbe fare, ma penso che una goccia che continua a cadere costantemente riesca a fare intanto una pozzanghera per poi divenire un lago, per questo continuiamo nelle nostre attività e la ragione per la quale continuiamo é che ci siamo accorti negli anni che questo tipo di aiuto é ben visto dalle persone, che ti parlano, che ti vogliono conoscere e perché no che vogliono partecipare, con le loro feste come Carlo di Kipiunehapiunemetta (www.kipiu.org) che organizza feste per l'Africa e ci ha chiesto se poteva darci dei soldi che erano riusciti a raccogliere o con la propria partecipazione nel partire con noi in un viaggio socialmente utile, questo ci ha colpito e per questo che continuiamo a fare tutto.
4. avete conosciuto in questi viaggi le suore pianzoline - Missionarie dell'Immacolata Regina Pacis e pare quasi sia nato come un gemellaggio.... perché?
Le suore Missionarie di Kati sono l'unico anello che ci permette di aiutare per adesso il villaggio di Koba ma nel futuro altre realtà, questo perché senza di loro, il contatto con una realtà così diversa e così delicata non poteva avvenire.
Avremmo potuto prendere una macchina a Bamako (la capitale del Mali) e andare a cercarci un villaggio, ma non siamo pronti a questo e non vogliamo neanche farlo, noi ci fidiamo delle persone e la prima volta che ho incontrato le suore di Koba, io mi sono fidato di loro. Il Gruppo Colosseo é apolitico e ateo, noi crediamo nelle persone che incontriamo, con le quali parliamo e sopratutto che guardiamo negli occhi.




























