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 <title>Linux Club Italia - Il futuro è libero</title>
 <link>http://linux-club.org</link>
 <description>
L’Associazione Culturale Linux Club Italia persegue le finalità di promozione e diffusione del software libero, intese come diritto alla trasmissione della cultura e del sapere e come tutela dei diritti fondamentali dell'individuo: la libertà di pensiero, di espressione e di parola.L’Associazione Culturale Linux Club Italia si batte per ridurre il divario tecnologico-informativo (digital divide) sia tra i cittadini italiani che tra i popoli del mondo; per contribuire all’ utilizzo pieno e consapevole delle tecnologie ed in particolare di Internet; per la piena realizzazione dell'individuo; per la promozione ed il sostegno delle forme di economia a scopo etico. Linux è parte del sistema Gnu/Linux.La nostra segreteria è aperta dal 1 ottobre al 30 maggio dal mercoledì al venerdì alle ore 17.00. Per informazioni riguardanti la programmazione e i giorni di apertura serali si può consultare il CALENDARIO. Tutte le nostre iniziative sono gratuite ai Soci. Per poter sostenere l'organizzazione quotidiana di tutte le nostre attività la quota associativa per l'anno 2008 é di 5,00 euro, con validità fino al 31/12/2008La nostra sede è in Via Libetta 15C - 00154 Roma - tel. 06.57250551 - email: info@linuxclub.it</description>
 <language>it</language>
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 <title>FORUM PA: IL "CREATIVITY FORUM" PER UNA NUOVA ECONOMIA DELLA CONOSCENZA</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2849</link>
 <description>&lt;h1&gt;FORUM PA: IL "CREATIVITY FORUM" PER UNA NUOVA ECONOMIA DELLA CONOSCENZA&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Non un convegno ma un vero forum delle idee: una sessione di lavoro destrutturata in cui ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo di proposte, riflessioni, stimoli, problemi sui temi chiave per lo sviluppo di una vera economia della conoscenza e dei contenuti digitali.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Fiorello Cortiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad alcuni dei più autorevoli esponenti della "rete" il compito di introdurre le questioni spinose: libertà della rete, open source come occasione di sviluppo di una imprenditoria del software, comunità on line, nuovi modi di lavorare nella società della conoscenza, diritto d'autore e nuove regolazioni, open knowledge, internet per la trasparenza della pa e altro ancora... per riflettere costruttivamente sul futuro prossimo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per innovare non è sufficiente adottare nuove tecnologie occorre uno sguardo capace di vedere questo passaggio culturale, economico e sociale, occorrono una politica pubblica ed un sistema normativo adeguati a definire un ambiente favorevole per l'economia della conoscenza. Oggi il 70% dell’economia europea è oggi costituito dai servizi : proviamo a pensare quanta comunicazione, quanta conoscenza, sia in termini di relazioni sociali che di pervasività digitale, sono contenute in quel 70%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A fronte di questa percentuale occorre osservare che in Italia il sistema normativo, le procedure di rappresentanza e di negoziazione del mondo del lavoro, la definizione stessa delle politiche pubbliche, sono ancora l’espressione di un modello economico industriale manifatturiero. Se vogliamo che l'Italia sia protagonista nello straordinario cambiamento in corso dobbiamo stimolare l'innovazione in ogni aspetto della società e in particolare nella produzione dei contenuti che viaggiano in rete. &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 14 May 2008 13:20:08 +0200</pubDate>
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 <title>Fedora 9 alla conquista di Linux</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2847</link>
 <description>&lt;h1&gt;Fedora 9 alla conquista di Linux&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il progetto sostenuto da Red Hat rilancia la propria sfida a Ubuntu. Con una nuova versione che tenta di semplificare al massimo l'utilizzo del sistema operativo free. Ecco le novità salienti&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 14 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marcando stretta Ubuntu, la cui ultima release 8.04 ha visto la luce poche settimane fa, Fedora è giunta ieri alla nuova versione 9, nome in codice Sulphur. La nuova incarnazione di questa celebre distribuzione Linux porta con sé diverse novità di rilievo, soprattutto in aree quali la gestione del sistema, l'autenticazione, il networking, il file system e l'interfaccia utente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fedora 9Incalzato da Ubuntu, la cui priorità è da sempre la facilità d'uso, il progetto sponsorizzato da Red Hat sta spendendo molte energie nel rendere Fedora sempre più facile da usare e nel fornire ai novizi di Linux strumenti di configurazione intuitivi e automatizzati. Un esempio è dato da PackageKit, il nuovo package manager predefinito di Fedora 9 che promette di semplificare il processo di installazione e manutenzione dei programmi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PackageKit utilizza alcuni dei più noti tool di gestione dei pacchetti, come yum, apt, conary e altri, fornendo una sorta di layer di astrazione tra questi ultimi e l'utente o un'applicazione esterna. Il suo scopo non è consentire agli utenti di mescolare, sullo stesso sistema, più formati di pacchetto (RPM, DEB ecc), ma fornire una sola interfaccia di gestione dei pacchetti per tutte le principali distribuzioni Linux.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 14 May 2008 13:16:07 +0200</pubDate>
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 <title>Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2848</link>
 <description>&lt;h1&gt;Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il celebre scrittore sudamericano rilancia la sua teoria. E spiega che i suoi successi sono dovuti al P2P. Condividere come occasione per diffondere la conoscenza&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Luca Annunziata da punto-informatico.it del 14 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha venduto centinaia di milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo, i suoi romanzi sono arcinoti: Undici Minuti, L'Alchimista, Lo Zahir, Manuale Del Guerriero Della Luce. Paulo Coelho vive della sua arte, ma al contrario di altri suoi colleghi non teme il file sharing: anzi, secondo lo scrittore si tratta di uno strumento importante per la diffusione della cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho"Sin dall'inizio dei tempi, gli esseri umani hanno avuto il bisogno di condividere - spiega lo scrittore a TorrenFreak - Che si tratti di arte o di cibo, condividere è parte della natura umana". Ma non di solo istinto si tratta: "Una persona che non condivide non è solo egoista, ma triste e sola". Per questo Coelho non ci ha pensato due volte prima di mettersi in gioco in prima persona e donare i suoi scritti alla comunità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ha fatto qualche mese fa mettendo in piedi un blog intitolato Pirate Coelho, una vera e propria raccolta di decine di versioni in lingua originale e tradotte dei suoi libri. Lo scopo è semplice, spiega: permettere a tutti di "provare" quanto stanno leggendo prima di acquistarlo. Perciò tutto su FTP, BitTorrent, Rapidshare: un'idea a dir poco indigesta per gli editori, che all'inizio non avevano per niente gradito l'alzata d'ingegno.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 14 May 2008 01:27:46 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Rein - Occidente</title>
 <link>http://linux-club.org/rein-occidente</link>
 <description>&lt;h1&gt;Rein - Occidente&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Un lungo disco con cui i Rein, dopo un percorso molto vario, arrivano a delineare in maniera nitida le loro sonorità, le tematiche al centro dei loro brani e forse la loro stessa essenza.&lt;/h3&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rein99.it"&gt;www.rein99.it&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.rein99.it"&gt;&lt;img width="400" src="http://linux-club.org/albums/album42/arn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un lavoro che è figlio della ricerca di un proprio suono globale.. Un disco che parla di radici e al tempo stesso di smarrimento, che parla di punti cardinali pur non arrivando mai a delineare un centro. Un disco sul movimento, sull'evoluzione, sul viaggio; fatto di cose raccolte nel bazar planetario, mettendo assieme sonorità provenienti da ambienti totalmente distinti. E così il rock, il punk, il jazz, il blues, la musica popolare balcanica e irlandese, le sonorità britanniche e francesi, incontrano la canzone d’autore e si fondono ulteriormente con elementi di elettronica e poi ancora, successivamente, con gli elementi base del reggae e del dub, coniando infine un suono fedele all’infedele idea di “patchanka”, termine da indendere proprio come “miscuglio”, coniato a fine anni ’80 da Mano Negra di Manu Chao.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un disco che deve moltissimo alla scena musicale romana degli ultimi anni, avendo attinto alle enormi risorse artistiche da essa offerte, ed essendosi arricchito grazie al contributo di numerosi ospiti. Tra gli oltre venti musicisti che hanno affiancato e supportato i &lt;strong&gt;Rein&lt;/strong&gt; nella realizzazione di questi brani, rendendosi determinanti per il loro sviluppo, Bandabardò, Cappello a Cilindro, Frangar Non Flectar, Legittimo Brigantaggio, Valentina Lupi, Toti Poeta, Ratti della Sabina e Wogiagia Crew, sono solo alcune delle collaborazioni che hanno portato questo disco a fondere esperienze e progetti tra loro assolutamente diversi.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 13 May 2008 18:36:03 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>OpenMind: 1.500 visitatori in tre giorni</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2846</link>
 <description>&lt;h1&gt;OpenMind: 1.500 visitatori in tre giorni&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;comunicato stampa da www.casertanews.it del 12.05.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1.500 visitatori in appena tre giorni: OpenMind 2008, rassegna sul software libero fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano è stata un successo straordinario. La kermesse, conclusasi ieri mattina, si è svolta nella splendida cornice della biblioteca di cultura vesuviana di villa Bruno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La manifestazione è stata visitata da centinaia di studenti di scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta la Campania: per la prima volta hanno partecipato all'evento anche ottanta bambini che frequentano la prima elementare, a cui sono stati presentati dei giochi didattici. Nel corso dell'evento, poi, molti ragazzi hanno potuto sostenere gratuitamente l'esame per ottenere la certificazione di sistemisti Linux.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;OpenMind, organizzata da Roberto Dentice, è una tra le principali rassegne di seminari e incontri su software libero e informatica consapevole in Italia ed ha avuto come filo conduttore tre parole chiave: condividere, collaborare. Per software libero si intende un programma non coperto da diritti d'autore e che può essere modificato da chiunque ne abbia interesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quest'anno OpenMind ha lanciato anche una iniziativa di grande rilievo ambientale, in un periodo in cui la Campania è in emergenza rifiuti. Infatti, nel corso dell'evento non sono stati prodotti rifiuti cartacei: ai partecipanti, infatti, oltre a cd contenenti software libero sono state fornite delle penne USB contenente i materiali di presentazione della manifestazione. Nelle penne, libri in formato digitale e materiali sul software libero el'etica hacker; inoltre i partecipanti hanno potuto caricare sulle loro penne USB risorse libere (musica, documentazione, software) presso gli stand delle associazioni partecipanti ad OpenMind.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 13 May 2008 13:03:26 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Autistici/Inventati è l'eroe della privacy</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2844</link>
 <description>&lt;h1&gt;Autistici/Inventati è l'eroe della privacy&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Assegnati i Big Brother Awards, che denunciano minacce per la privacy degli italiani: tra i premiati Bruno Vespa, Franco Frattini e il RIS di Parma&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 12 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - È il collettivo Autistici/Inventati ad essersi aggiudicato quest'anno l'unico premio "in positivo" dei Big Brother Award italiani grazie ai molti servizi che da lungo tempo mette a disposizione di tutti coloro che vogliano tutelare la propria privacy in rete: per questa ragione la Giuria dei BBA 2008 ha deciso di assegnare ad Autistici/Inventati il premio Eroe della privacy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I premi sono stati assegnati come promesso nel corso del convegno e-privacy che si è tenuto sabato a Firenze. Dei premi previsti non è stato assegnato quello definito "Lamento del Popolo" perché non ha riportato sufficienti nomination. Prima di vedere l'elenco dei premiati è bene sapere che nella Giuria ciascun giudice poteva scegliere o proporre fino a tre candidati in ordine decrescente di preferenza; il primo candidato riceve 5 punti, il secondo 3 ed il terzo 1. La Giuria è formata da 6 componenti, ed il massimo punteggio possibile è quindi 30; in caso di ex-aequo la giuria procede ad un ballottaggio, ed in caso di ulteriore parità vale il voto del presidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono indicati tra parentesi il numero di voti che la Giuria ha assegnato al vincitore. Sotto ogni premiato la motivazione ufficiale addotta dalla Giuria sulla base delle nomination:&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 12 May 2008 00:55:03 +0200</pubDate>
</item>
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 <title>Linux. No, non guardarmi con quegli occhi smarriti.</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2843</link>
 <description>&lt;h1&gt;Linux. No, non guardarmi con quegli occhi smarriti.&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Raccolgo in questo piccolo post-compendio alcune perle di saggezza dei commessi informatici di alcune delle più note (e anche meno note) catene di negozi in merito al tema: “Portatili e Linux. Dimmi che stai scherzando?”&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di dat da dat.perdomani.net del 10.05.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le premesse alla storia le trovi in questo post. Mi preme sottolineare come la mia richiesta sia stata la medesima in tutti i negozi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Salve, vorrei un portatile di dimensioni ridotte (schermo da 12″ o 13″), di prezzo non superiore ai 1.000€ con il vincolo che supporti Linux.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco quello che ho ottenuto:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TRONY&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tizio mi guarda spaesato, farfuglia qualcosa, si mette a pensare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Commesso - Si, no, questo è un problema noi abbiamo solo portatili con Windows, dovresti chiedere all’assistenza se ti installano Linux.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io - Ma guarda che Linux me lo installo io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C - Ahh, beh allora abbiamo questo, questo e quest’altro modello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io - Bello l’HP Pavillion TX da 999€. Supporta Linux? Nel caso lo compro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C - Eh, non so, dovresti vedere in internet se trovi la guida di installazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io - Guardacaso ho qui un DVD con la Ubuntu 7.10, possiamo provare a vedere se funziona con il portatile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sguardo atterrito del commesso. Panico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C - Ma come? cosa? Non credo si possa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io - E’ un cd live, non installa niente sul disco. Siccome il portatile è già acceso in esposizione si sta un secondo a capire se funziona o no.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 12 May 2008 00:51:55 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>La democrazia on line è già in crisi</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2842</link>
 <description>&lt;h1&gt;La democrazia on line è già in crisi&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Carlo Formenti nel suo nuovo saggio su Internet e democrazia denuncia il pericolo di un nuovo populismo della Rete che ci allontana dalla democrazia.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Pier Luigi Tolardo da ZEUS News - www.zeusnews.it del 11-05-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carlo Formenti, docente universitario di new media e giornalista del Corriere della Sera, è uno dei pochi in Italia a essersi dedicato al tema della democrazia elettronica con un approccio rigoroso e scientifico e, nel contempo, appassionato e impegnato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo dimostra il suo ultimo saggio, uscito per i tipi di Cortina, dal titolo difficile Cybersoviet - Utopie postdemocratiche e nuovi media in cui l'autore, con coraggio e lucidità, critica e smentisce il suo stesso orientamento più ottimistico di qualche anno fa sulle potenzialità di Internet come canale per potenziare la democrazia e le sue istituzioni in crisi, logorate da "caste" di professionisti della politica lontani "anni luce" dai cittadini con i loro problemi concreti, rilanciando la partecipazione soprattutto dei più giovani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cybersoviet è un nome che vuole racchiudere l'utopia di voler rifondare grazie a Internet la "democrazia dei consigli", quella democrazia diretta, dal basso, espressione dei delegati sindacali, a cui lo stesso Formenti è stato legato in anni giovanili (questa fu la novità più importante del '68 italiano, che in Italia è stato infatti soprattutto operaio e sindacale, più che studentesco e intellettuale); naturalmente, se un simile movimento avesse luogo adesso, andrebbe sfruttata la capacità della Rete e delle tecnologie digitali di organizzare, senza mediazioni burocratiche, il dissenso e la protesta sociale.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 12 May 2008 00:49:44 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Freenet più sicura con la versione 0.7</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2841</link>
 <description>&lt;h1&gt;Freenet più sicura con la versione 0.7&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Lo sviluppo è durato tre anni e ha comportato una riprogettazione della rete libera e anonima, che ora protegge meglio i propri utenti.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da ZEUS News - www.zeusnews.it del 12-05-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet ha raggiunto la versione 0.7 dopo uno sviluppo durato ben tre anni, utilizzati per venire in aiuto di alcuni utenti costretti a nascondere il proprio uso della rete libera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet è in sostanza una rete peer to peer decentralizzata che è stata creata nel 2000 (ma l'idea è dell'anno precedente) per avere un sistema che permettesse lo scambio di informazioni senza censura. Gli utenti mettono a disposizione banda e spazio su disco: così le informazioni vengono pubblicate, anonimamente, replicate e crittografate: nessuno può averne il controllo e decidere che cosa sia accettabile e che cosa no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaramente questo approccio ha sollevato le critiche di chi teme l'uso di Freenet per la diffusione di materiale pedopornografico, cosa che purtroppo avviene; la rete dispone però di un certo sistema di difesa da questo genere di cose: i contenuti non consultati per un certo periodo scompaiono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet è invece apprezzata da quanti sono colpiti dalla censura e non hanno modo di esprimere liberamente le proprie idee; grazie alle sue caratteristiche, i partecipanti sono al sicuro da chi potrebbe metterli a tacere. Per questo ha successo in Paesi dove la libertà di parola può creare seri problemi, come la Cina.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 11 May 2008 21:39:40 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Open Source un business model basato sul “servizio”</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2840</link>
 <description>&lt;h1&gt;Open Source un business model basato sul “servizio”&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;di Antonio Savarese da www.datamanager.it del 9,5,2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Commissione Open Source del CNIPA, presieduta dal prof. Raffaele Meo, ha tra i principali obiettivi lo studio delle modalità di acquisizione di soluzioni Open Source (OS) per i propri sistemi informativi, lo studio di un marketplace per tali soluzioni, nonché capire come incentivare, sostenere ed integrare con la Pubblica Amministrazione il lavoro svolto dalle community su progetti OS particolarmente fecondi.&lt;br /&gt;
L’obiettivo è quello di realizzare un punto di partenza per un futuro aggiornamento delle linee guida e delle disposizioni di legge relative all'uso dell'OS nella Pubblica Amministrazione (PA).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al Prof.Meo abbiamo posto alcune domande:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nei primi anni del suo impatto sul mercato, il fenomeno OSS ha avuto una evoluzione piuttosto rapida, qual è lo scenario futuro?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Confesso che mi sarei aspettato un'evoluzione più rapida del fenomeno OSS. Infatti le raccomandazioni della Commissione sul software libero che io avevo presieduto nel 2003, e che divennero la base della cosiddetta “Direttiva Stanca” e dell'art.68 del decreto legge 82/05, più noto come “Codice dell'Amministrazione Digitale”, promettevano una radicale trasformazione del mercato.&lt;br /&gt;
Cito testualmente soltanto due dei punti di quell'articolo 68, che hanno ora – o meglio dovrebbero avere – assoluto valore di legge.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Fri, 09 May 2008 11:27:52 +0200</pubDate>
</item>
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 <title>LPM 2008 - Roma - Ex Mattatoio</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2826</link>
 <description>&lt;div align="center"&gt;&lt;embed name="banner400x300.swf" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" align="9" src="http://80.68.207.18:9677/fhf/risorse/files/banner468x60.swf" width="468" height="60" type="application/x-shockwave-flash" bgcolor="#ffffff" loop="true" play="true" quality="high" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center" /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="files/LPM2008_COMUNICATO_STAMPA.pdf"&gt;&lt;b&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Fri, 09 May 2008 02:57:03 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Fedora 9</title>
 <link>http://linux-club.org/node/157</link>
 <description>&lt;div align="center" style="background: rgb(0, 0, 0) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;script src="http://fedoraproject.org/static/js/release-counter-ext.js?lang=it" type="text/javascript" id="fedora-banner"&gt;&lt;/script&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 12 May 2008 06:57:46 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>«730 online? Giustizia sociale»</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2839</link>
 <description>&lt;h1&gt;«730 online? Giustizia sociale»&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;di Davide Varì da liberazione.it del 6.05.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sono esterrefatto, imbarazzato e sconcertato di fronte al silenzio del ceto politico». Tutto il ceto politico, oppure è un po' più esterrefatto dal silenzio del Pd? «Tutto, tutto. Non mi faccia dire altro..».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guido Calvi, legale di Vincenzo Visco e già parlamentare dell'Ulivo, è duro, durissimo con chi ha deciso di fare orecchie da mercante. Durissimo con chi non ha avuto il coraggio di difendere l'iniziativa del viceministro delle finanze che ha deciso di mettere on-line i redditi di tutti gli italiani: «Un'operazione di trasparenza, altro che violazione della privacy», dice ancora Calvi raggiunto al telefono da Liberazione .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In effetti, di fronte al coro di critiche e di indignazione che, almeno per una volta, ha unito la "Casta" e Beppe Grillo - tutti insieme appassionatamente - non una sola voce si è alzata dalle parti del Loft del circo Massimo: non un Veltroni, non un D'Alema, non un Bersani. Nessuno ha difeso il viceministro Vincenzo Visco. Sarà un caso ma le uniche parole di sostegno sono arrivate dalla Sinistra: da Franco Giordano e dal ministro Paolo Ferrero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Io - insiste Calvi - sono convinto che non ci sia alcun reato. L'iniziativa del ministro è trasparente e per quanto ci risulta non c'è nessuna denuncia o inchiesta a suo carico. Certo, credo che verrà ascoltato dalla procura, ma sarà un'audizione come persona informata dei fatti». Del resto Guido Calvi rivendica con orgoglio la decisione di mettere on-line i 730 degli italiani: «In primo luogo- dice sempre più appassionato - non è la prima volta che vengono pubblicati i redditi dei personaggi famosi del nostro Paese, eppure nessuno si è mai sognato di appellarsi alla privacy; in secondo in luogo - riprende l'avvocato - credo che si tratti di una grande operazione di giustizia sociale. Giustizia sociale, proprio così».&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 06 May 2008 21:26:38 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>La sfida del lavoro al tempo della rete</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2838</link>
 <description>&lt;h1&gt;La sfida del lavoro al tempo della rete&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Mentre sfuma il confine tra pubblico e privato, c'è bisogno di nuove forme di organizzazione.&lt;br /&gt;
Intervista a Ned Rossiter&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Delfanti da ilmanifesto.it del 1.05.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalle reti virtuali di Internet alle reti sociali e di lavoratori che vivono nel mondo della precarietà. Ned Rossiter è un ricercatore indipendente che vive a Pechino e che si occupa dei nessi tra cultura di rete, lavoro creativo e precarietà. Il suo libro Organized Networks: Media Theory, Creative Labour, New Institutions verrà pubblicato da Manifestolibri il prossimo autunno. Gli abbiamo chiesto di commentare la EuroMayday 2008, l'annuale mobilitazione dei precari europei (v. box), prendendo spunto da quello che succede online, nello sfruttamento economico della cooperazione di milioni di utenti da parte delle aziende del web 2.0, e nella società, dove il precariato è alla ricerca di nuove forme di organizzazione e di risposte alla complessità del capitalismo odierno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come ricostruire le organizzazioni dei lavoratori e rispondere ai loro bisogni nella società in rete?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Le organizzazioni politiche si trovano di fronte a diverse sfide. Primo, c'è bisogno di criticare la visione del lavoro come un'entità coerente e ben distinta. Sappiamo bene che nei fatti il lavoro è contraddittorio e contiene registri multipli e differenti che non è facile connettere. Il problema è come organizzare gli inorganizzabili? Secondo, dobbiamo interrogarci sul confine tra lavoro e vita, un confine che la biopolitica contemporanea ha reso indistinto, mettendo al lavoro e rendendo produttivo ogni aspetto della vita. Non possiamo più separare il pubblico dal privato, e ciò ha un'enorme importanza sul modo in cui immaginiamo le organizzazioni politiche di oggi. Paolo Virno parla di una "sfera pubblica non-statuale". Ma dov'è questa sfera? In rete, e in nessun luogo. Ci sono fantastiche organizzazioni politiche che restano soltanto al livello del virtuale, che è il territorio delle information war di oggi. Però il problema della materialità persiste, e diventa urgente come ci dimostra la crisi ecologica.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 03 May 2008 01:09:01 +0200</pubDate>
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 <title>La maratona hacker</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2837</link>
 <description>&lt;h1&gt;La maratona hacker&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Tre gruppi si sfideranno in 24 ore di programmazione continuata, per migliorare alcuni software open source.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da ZEUS News - www.zeusnews.it del 03-05-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hacker, aspiranti tali e programmatori di software open source: per tutti costoro Google ha ideato Hackontest, la maratona hacker.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di 24 ore filate di programmazione, durante le quali tre gruppi di tre programmatori lavoreranno su tre progetti di software a sorgente aperto. Il tutto si svolgerà il 24 e il 25 settembre 2008 a Zurigo, in Svizzera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la fase di eliminazione, in cui verranno scelti i tre gruppi che andranno a sfidarsi a Zurigo, c'è spazio anche per gli utenti: si possono proporre migliorie e nuove funzioni da aggiungere a progetti esistenti, che poi dovranno essere realizzate durante l'Hackontest.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio, tra i progetti elencati ci sono: Scribus, programma per il desktop publishing; Coreboot, ossia un'implementazione libera di Bios/Efi; Blender, la suite per l'animazione 3d; Debian, distribuzione Linux; OpenOffice, la suite per l'ufficio sponsorizzata da Sun.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il team vincitore della competizione, dichiarato dall'apposita giuria di 10 membri, otterrà in premio 8.500 dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con questa iniziativa Google vuole rendere visibile l'entusiasmo che c'è dietro allo sviluppo dei progetti open source e, nel frattempo, apportare i miglioramenti richiesti dagli utenti a diversi software.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 03 May 2008 00:57:10 +0200</pubDate>
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