[FrontiereDigitali] RETE ARTISTI A CAGLIARI: INCONTRO CON IL QUESTORE E IL SINDACO DI SELARGIUS
Alessandro Falcone
aleks.falcone a gmail.com
Mer 10 Dic 2008 19:55:00 CET
>
> Con i milioni di terabite di porno gratuito nel web
Non vedo alcun problema in questo fatto. Trovo che sia inutile e persino
dannoso perdere tempo ed energie per impegnarsi in una battaglia
finto-moralistiche contro nemici inesistenti (chi ha detto mulini a vento?).
> un invito a Tutti ad una autoregolamentazione sui temi propri della
> pedopornografia e del commercio elettronico di "sesso".
E' ipocrita, disinformativo e pericoloso confondere pornografia, internet e
pedofilia. Il non saper distinguere è l'anticamera della caccia alle
streghe.
> Pirate Bay all'estero è finanziato dal Boy Love Day.
Questa è la verità.
Questa mi sembra più una calunnia. In quale 'estero'? E perché non in
Italia? Ed in che modo è finanziato? Quali sono le fonti d'informazione che
lo dimostrano? Non basta scrivere che questa è la verità. Senza riferimenti
circostanziati, questa è una menzogna.
> per il clima di allarme suscitato dalla popolazione violenta e
> violentabile, che abita il web italiano.
>
>
Questa affermazione è decisamente violenta, generica, non dimostrabile. Per
questo è sicuramente fonte a sua volta di violenza. Inoltre presenta una
evidente generalizzazione criminalizzante per chi 'abita' il 'web italiano'.
Sempre ammesso che si possa operare una distinzione così vaga ed allo stesso
tempo circoscritta geograficamente.
Detto questo, a parte la rabbia irrazionale, questa frase è priva di alcun
contenuto sensato.
> *comportamento coercitivo psicologico ed i canoni di violenza
> espressi da una società del porno di Selargius*,
>
>
Quale comportamento 'coercitivo psicologico'?
> è amministrata da *un laureato in psicologia*, che ha messo a frutto
> le sue conoscenza professionali per lo sfruttamento delle solitudini e dei
> disagi psicologici altrui.
>
>
Lo si può dire per chiunque lavori nel campo della pubblicità, del commercio
e della promozione d'immagine. Persino questo appello fa leva sulla
psicologia per sollevare un'indignazione conro qualcuno.
> Dalle nostre rilevazioni ci risultano in stato di "*plagio*"
> psicologico parecchi ragazzi e ragazze
>
>
La parola messa tra virgolette indica chiaramente che il senso della parola
è iperbolico rispetto alla realtà. In questo senso chiunque acquisti al
supermercato un prodotto di marca può essere definito una vittima di plagio
psicologico. Ma è fuorviante e strumentale. Il plagio è tutt'altra cosa.
Più grave è indicare con nome e cognome delle persone per infamarne la
reputazione senza alcun riferimento con il caso presente. Si chiama
diffamazione ed è un reato.
> una donna di Bari apparentemente affetta da una grave forma di
> protagonismo e mitomania, l'autrice dei 15 blog;
>
> Diagnosi tutta da dimostrare. Aprire molti blog non significa essere
mitomani. Io stesso ne ho più di qualcuno, ma non certo per manie di
protagonismo. Non scrivo nemmeno appelli alle mailing list...
Gianluca un trentenne dipendente della società degli autotrasporti di
> Genova; Elena una ragioniera del novarese e l'albanese dell'internet point,
> Julian Kachini.
>
>
Manca la casalinga di Voghera e ci sono quasi tutti.
> Allo stato la società del porno di Selargius ha istigato ad atti
> contro la legge numerosi membri del gruppo giovanile, coinvolgendoli in una
> sorta di *riedizione* delle devianze psicologiche viste in casi come
> l'omicidio Meredith, e/o per la presenza di materiale pedopornografico nel
> computer di Alberto Stasi.
>
>
Cioè? Ha fatto eseguire degli omicidi? E di quali devianze si tratta?
Soprattutto in che modo si connettono a casi di cronaca giudiziari ancora
aperti?
>
> Questi giovani ci risulta siano stati *irretiti via chat irc e/o via
> chat hard video* dalle animatrici commerciali
>
>
> Vi 'risulta' in che modo? Ci sono testimonianze veritiere? Perizie?
Racconti circostanziati? Prove?
Oppure si tratta di dicerie cui fa comodo dar credito?
> Buona parte del gruppo pedo-fansub, che ha membri già indagati o
> attualmente sotto processo per detenzione di materiali audiovideo vietati
> dalla Legge, è oggi iscritta alla comunity della Società del Porno di
> Selargius
>
>
E buona parte dei camorristi sono iscritti alla Camera di Commercio per
varie attività professionali. E con questo?
> , che evidentemente mira a farne la prima fila del file sharing a
> proprio uso e consumo (anteprime del porno internazionali - materiale pedo)
> anche contando sulla potenza di share dell'internet point albanese.
>
> 'Evidentemente' in che modo? Come si può affermare una cosa del genere? Ci
sono prove di tutto ciò oppure è soltanto un tentativo malriuscito di
diffamazione? E che cosa c'entra tutto ciò con la 'nazionalità'
dell'internet point?
>
> Non ci è possibile stabilire quali siano le relazioni "slave", che la donna
> trentenne di Bari intrattiene con la società di Selargius, e come ella possa
> essere stata istigata
>
> Mai pensato al libero arbitrio? Questo appello si rivela per quello che
sembrava fin da subito, dunque: semplice diffamazione a seguito di dicerie e
pregiudizi che hanno fermentato su un terreno di ignoranza. Questa è la mia
opinione. Di fatti non ce ne sono, di pregiudizi, invece, quanti se ne
vuole.
> La notizia delle gravi minacce è stata pubblicata da Ansa e da Il
> Giornalista online:
>
>
La notizia riferisce solo ciò che è stato dichiarato da una delle parti in
causa, non riferisce delle minacce in sé. Bisognerebbe distinguere tra
oggetto e discorso intorno ad esso.
Per esempio si parla da centinaia di anni di Gesù, senza che per questo ci
sia alcuna prova storica della sua esistenza.
Pensaci, Loredana.
--
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Aleks Falcone
http://www.aleksfalcone.org
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