[FrontiereDigitali] Freedom for Remix

marco scialdone marcoscialdone a gmail.com
Ven 19 Dic 2008 13:16:16 CET


Cari tutti/e,

con Oriana e Salvatore abbiamo scritto la lettera che riporto di seguito.

Ci date una mano a farla girare?

Chi vuole può aderire inserendo la propria firma, come singolo o
associazione. Basta andare
qui<http://www.frontieredigitali.net/index.php/Lettera_aperta_a_Romaeuropa_Web_Factory>
.

In calce riporto il testo della lettera. Se volete inoltre potete
copiarla/incollarla e spedirla a info a romaeuropawebfactory.it con l'oggetto:
"Freedom for Remix"

Grazie di cuore a tutti,

Marco




Alla Fondazione Romaeuropa Festival, ai curatori del concorso Romaeuropa Web
Factory

Recentemente un articolo pubblicato su Artsblog e le osservazione mosse da
alcuni artisti hanno portato alla nostra attenzione il Concorso Romaeuropa
Web Factory, promosso dalla vostra Fondazione. Il riferimento in particolare
va al bando di partecipazione del Concorso. Riteniamo, infatti, che
l'articolo 8, "OBBLIGHI DEL PARTECIPANTE", meriti un'attenta valutazione ed
una discussione pubblica capace di aprire un confronto culturale su temi a
noi cari.

Il testo recita infatti così (cit.):


"Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix
ed ogni altro genere di manipolazione, in ogni caso le opere frutto di
mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun
modo partecipare al Concorso. In caso di controversia tra i partecipanti,
farà fede la data dell'upload."

Il Concorso intende rivolgersi a tutti i giovani creativi che desiderino
cimentarsi con i nuovi linguaggi, in quattro aree differenti: video-arte,
musica elettronica, scrittura testuale, elaborazione di uno spot
pubblicitario. Ma la clausola da voi posta lascia perplessi sotto un duplice
profilo.

Il primo, e più evidente, è collegato al fatto che le forme di arte da voi
menzionate, in particolare la video-arte e la musica elettronica, usino
prevalentemente tecniche quali mashup, remix, manipolazione e che tali
tecniche costituiscano al contempo il sostrato culturale e filosofico e la
materia prima per la loro realizzazione


Il secondo, invece, attiene ad una presunzione di illiceità di quelle forme
d'arte. Il regolamento sembra non tenere in minima considerazione il fatto
che il video o l'opera possano essere state realizzate assemblando o
manipolando opere le cui relative licenze permettano quel tipo di attività
e, dunque, rendano perfettamente lecita (sotto il profilo delle pretese
degli autori) l'opera derivata. Ancora, il regolamento sembra non tenere in
minima considerazione il fatto che l'attività di remix o mash-up origini da
materiale caduto in Pubblico Dominio e, pertanto, liberamente riutilizzabile
per costruire sul passato e dar vita a nuove forme d'arte.

Alla luce di quanto sopra, siamo sicuri che la vostra istituzione, che opera
da anni nel settore della promozione artistica e culturale anche a livello
internazionale, abbia tutto l'interesse nel fornire risposte adeguate alle
critiche da noi rilevate e nell'approntare giusti rimedi a scelte che
riflettono un disagio generale nella lettura e nella comprensione delle
dinamiche (antropologiche, culturali, sociali, economiche, tecnologiche) che
attraversano la contemporaneità e, in particolare, la produzione artistica
legata ai nuovi media e ai contenuti digitali.


Promotori

Marco Scialdone, DegradArte, ArtisOpenSource


-- 
Marco Scialdone
Blog: http://scialdone.blogspot.com
Site: www.computerlaw.it
Second Life: Roland Pintens
Skype: marco_scialdone
MSN: marcoscialdone76 a hotmail.com
My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone
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