[FrontiereDigitali] Freedom for Remix

oriana persico oriana.persico a gmail.com
Ven 19 Dic 2008 15:13:45 CET


ciao!

sì, marco vede bene: all'articolo ha risposto con interessanti punti di
vista che riguardano la "presunta illiceità" delle forme di arte indicate
nel regolamento.

io spero sinceramente che la cosa susciti il vostro... insomma che susciti
"qualcosa": è ormai davvero tanto tanto tempo che non si riesce non dico a
vedersi, ma nemmeno a fare un comunicato... comune! Sia le persone che le
associazioni che ormai più di 2 anni e mezzo fa hanno iniziato a parlarsi e
le vedete tutte messe in fila andando sul wiki.

la lettera aperta, riguardando un soggetto e un argomento abbastanza vicino
e circoscritto, può diventare un'azione: se ci pensate bene l'atteggiamento
di chi ha scritto il bando è profondamente culturale. nel senso che qua non
ci sono particolari interessi economici, ma semplicemente un difficoltà (o
una volontà) nel codificare la realtà, tagliandone via un pezzo. e il
problema culturale è molto più profondo e radicato e ha a che fare su come
un soggetto "vede" il mondo!

claro, per chi vuol sostenere, basta dirlo in lista e lo aggiungiamo, se no
come diceva marco abbiamo fatto una paginetta semplice semplice sul wiki:
intanto ci iniziamo a muovere come al solito un po' dappertutto per far
circolare la notizia :)

abbracci
oriana

2008/12/19 marco scialdone <marcoscialdone a gmail.com>

> Cari tutti/e,
>
> con Oriana e Salvatore abbiamo scritto la lettera che riporto di seguito.
>
> Ci date una mano a farla girare?
>
> Chi vuole può aderire inserendo la propria firma, come singolo o
> associazione. Basta andare qui<http://www.frontieredigitali.net/index.php/Lettera_aperta_a_Romaeuropa_Web_Factory>
> .
>
> In calce riporto il testo della lettera. Se volete inoltre potete
> copiarla/incollarla e spedirla a info a romaeuropawebfactory.it con
> l'oggetto: "Freedom for Remix"
>
> Grazie di cuore a tutti,
>
> Marco
>
>
>
>
> Alla Fondazione Romaeuropa Festival, ai curatori del concorso Romaeuropa
> Web Factory
>
> Recentemente un articolo pubblicato su Artsblog e le osservazione mosse da
> alcuni artisti hanno portato alla nostra attenzione il Concorso Romaeuropa
> Web Factory, promosso dalla vostra Fondazione. Il riferimento in particolare
> va al bando di partecipazione del Concorso. Riteniamo, infatti, che
> l'articolo 8, "OBBLIGHI DEL PARTECIPANTE", meriti un'attenta valutazione ed
> una discussione pubblica capace di aprire un confronto culturale su temi a
> noi cari.
>
> Il testo recita infatti così (cit.):
>
>
> "Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix
> ed ogni altro genere di manipolazione, in ogni caso le opere frutto di
> mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun
> modo partecipare al Concorso. In caso di controversia tra i partecipanti,
> farà fede la data dell'upload."
>
> Il Concorso intende rivolgersi a tutti i giovani creativi che desiderino
> cimentarsi con i nuovi linguaggi, in quattro aree differenti: video-arte,
> musica elettronica, scrittura testuale, elaborazione di uno spot
> pubblicitario. Ma la clausola da voi posta lascia perplessi sotto un duplice
> profilo.
>
> Il primo, e più evidente, è collegato al fatto che le forme di arte da voi
> menzionate, in particolare la video-arte e la musica elettronica, usino
> prevalentemente tecniche quali mashup, remix, manipolazione e che tali
> tecniche costituiscano al contempo il sostrato culturale e filosofico e la
> materia prima per la loro realizzazione
>
>
> Il secondo, invece, attiene ad una presunzione di illiceità di quelle forme
> d'arte. Il regolamento sembra non tenere in minima considerazione il fatto
> che il video o l'opera possano essere state realizzate assemblando o
> manipolando opere le cui relative licenze permettano quel tipo di attività
> e, dunque, rendano perfettamente lecita (sotto il profilo delle pretese
> degli autori) l'opera derivata. Ancora, il regolamento sembra non tenere in
> minima considerazione il fatto che l'attività di remix o mash-up origini da
> materiale caduto in Pubblico Dominio e, pertanto, liberamente riutilizzabile
> per costruire sul passato e dar vita a nuove forme d'arte.
>
> Alla luce di quanto sopra, siamo sicuri che la vostra istituzione, che
> opera da anni nel settore della promozione artistica e culturale anche a
> livello internazionale, abbia tutto l'interesse nel fornire risposte
> adeguate alle critiche da noi rilevate e nell'approntare giusti rimedi a
> scelte che riflettono un disagio generale nella lettura e nella comprensione
> delle dinamiche (antropologiche, culturali, sociali, economiche,
> tecnologiche) che attraversano la contemporaneità e, in particolare, la
> produzione artistica legata ai nuovi media e ai contenuti digitali.
>
>
> Promotori
>
> Marco Scialdone, DegradArte, ArtisOpenSource
>
>
> --
> Marco Scialdone
> Blog: http://scialdone.blogspot.com
> Site: www.computerlaw.it
> Second Life: Roland Pintens
> Skype: marco_scialdone
> MSN: marcoscialdone76 a hotmail.com
> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone
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