Libertà e Diritti Digitali
La Legge bavaglio
Submitted by neo on Lun, 17/05/2010 - 6:01pmLa legge bavaglio
Sit-in alla Rai e Stati generali novantamila firme contro il decreto
Tratto da Republica.it - di CARMINE SAVIANO - 16/05/2010
L'APPELLO SULLE INTERCETTAZIONI
SIT-IN alla Rai il 21 maggio. Poi la convocazione degli "Stati Generali per l'informazione libera". Sono le prime due manifestazioni annunciate dai promotori di "Libertà è partecipazione informata", l'appello contro il Ddl sulle intercettazioni che, sul web, è ormai a quota 90mila adesioni. Un "no" di massa alla legge bavaglio. Pronunciato all'unisono da associazioni e sindacati. Da editori e giornalisti. Da politici e magistrati, professori e studenti. Tutti contro "la legge che ordina il silenzio stampa". Sul versante politico: solidarietà di Fare Futuro a Mara Carfagna. E cresce la discussione sul "Codice Maroni".
La legge Cricca. La pagina Facebook di "Libertà è partecipazione informata" raccoglie commenti e critiche. Proposte e spunti di riflessione. E molte domande: "A chi serve la legge sulle intercettazioni? Forse agli operai che ogni giorno perdono il posto di lavoro? Forse alla gente che per difendere i propri diritti si fa togliere il sangue? Forse a chi ha sempre più difficoltà ad avere servizi decenti dalla sanità pubblica? No, serve solo a Berlusconi e ai suoi", scrive un utente. E in rete il Ddl Alfano è già ribattezzato la "legge per la Cricca". Tanti i messaggi sul tema: "Si cerca di far credere alla gente che sia un provvedimento che tuteli tutti i cittadini, che ne rispetti la privacy. Ma sorge spontaneo il dubbio che riguardi solo la cricca".
Firma la petizione sul sito Nobavaglio.it o puoi metterci la faccia su Facebook
Creative commons... e la Rete rimane libera
Submitted by francio on Gio, 11/03/2010 - 1:21amCreative commons... e la Rete rimane libera
Garantiamo la partecipazione informata offerta da Internet
di Fiorello Cortiana da www.ffwebmagazine.it del 10 marzo 2010
Internet è libertà? “Internet è libertà”, l’incontro dell’11 marzo alla Sala della regina di Montecitorio introdotto dal presidente della Camera Gianfranco Fini, propone questa relazione in modo affermativo e il sottotitolo “Perché dobbiamo difendere la rete”, esplicita l’affermazione come una consapevolezza a scanso di ogni ingenuo velleitarismo. L’iniziativa si tiene nell’anno che L’Agenda di Lisbona propone come quello nel quale «l’Europa deve divenire il continente più competitivo nella società della conoscenza».
Manifesto del Pubblico Domino
Submitted by neo on Lun, 22/02/2010 - 12:01pmManifesto del Pubblico Domino
Trenta associazioni di Frontiere Digitali sottoscrivono il Manifesto del Pubblico Domino
Frontiere Digitali - 19/02/2010 - Comunicato stampa
- Occorre ridurre la durata dei termini di tutela del copyright.
- Qualsiasi modifica sulla portata della tutela del copyright (ivi comprese qualsiasi nuova definizione della materia tutelabile o l'espansione di diritti esclusivi) deve tener conto degli effetti sul pubblico dominio.
- Qualora un'opera debba rientrare pubblico dominio strutturale del proprio Paese d'origine, va riconosciuta come parte del pubblico dominio strutturale in tutti gli altri Paesi del mondo.
- Ogni tentativo falso o ingannevole di appropriarsi di opere in pubblico dominio va punito a norma di legge.
- Non è consentito ricorrere ad alcun ulteriore diritto di proprietà intellettuale per ricostituire l'esclusività su opere di pubblico dominio.
- Occorre implementare un modo pratico ed efficace per rendere disponibili le 'opere orfane' e i lavori già pubblicati ma non più in commercio (ad esempio, le opere fuori catalogo) onde poter essere riutilizzate dalla società.
- Le istituzioni a tutela del patrimonio culturale dovrebbero assumere un ruolo cruciale per l'efficace catalogazione e tutela delle opere di pubblico dominio.
- Va eliminato ogni ostacolo legale che possa impedire la condivisione volontaria delle proprie opere o la diretta assegnazione a pubblico dominio da parte dell'autore.
- In generale va reso possibile l'uso personale non commerciale delle opere tutelate dal copyright, e per casi simili vanno esplorate forme alternative di remunerazione per l'autore.
Qui la versione integrale del Manifesto: http://publicdomainmanifesto.org/italian
Seguono le firme delle associazioni che hanno aderito all'appello
- Agorà Digitale , Referente: Luca Nicotra
- Amici di Beppe Grillo di Roma, associazione, Referente: Marco Giustini
- Artisopensource , Referente: Salvatore Iaconesi
- Associazione Concreta-mente, Referente: Leonardo Bertini
- Associazione Il Secolo Della Rete, Referente: Giovanna Sissa
- Associazione Liber Liber, Referente: Marco Calvo
- Associazione Linux Club Italia, Referente: Roberto Tupone
- Associazione Net-Left, Referente: Sergio Bellucci
- Associazione Orchestra Panharmonikon, Referente: Giuseppe Puopolo
- Associazione Partito Pirata, Referente: Athos Gualazzi
- Associazione UnaRete, Referente: Flavia Marzano
- Associazione Wikimedia Italia, Referente: Frieda Brioschi
- Beatpick.com, Referente: Davide d'Atri
- Community Nephogram - NetLabel CC
- FLxER LiveVideo & Free software, Referente: Gianluca Del Gobbo
- Flyer Communication, Referente: Gianluca Del Gobbo,
- Free Hardware Foundation, Referente: Arturo Di Corinto
- Collettivo iQuindici, Referente: Francesco Valotto
- ISOTYPE, network di liberi professionisti, Referente: Lorenzo De Tomasi
- Istituto per le politiche dell'innovazione, Referente: Guido Scorza
- Les Liens Invisibles, Referente: Guy McMusker
- Liberius, Sportello di consulenza legale, Referente: Ermanno Pandoli
- LPM - Live Performers Meeting, Referente: Gianluca Del Gobbo
- Movimento Scambio Etico, Referente: Paolo Brini
- REFF/RomaEuropa Fake Factory, Referente: Oriana Persico, e-mail Salvatore Iaconesi
- ShockArt - Net Art, Referente: Gianluca Del Gobbo
- The house of love and dissent, Referente: Marco Delli Santi
- Unione degli Studenti (U.d.S.), Referente: Mauro Di Palma
- Viaggi e Miraggi, cooperativa di turismo responsabile, Referente: Enrico De Luca
- WAM - Web Art Mouse-um, Referente: Gianluca Del Gobbo
Cos’è Frontiere Digitali
Frontiere Digitali è uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni e nasce a Roma (Italia) nel dicembre del 2005, quale strumento collaborativo, per l'organizzazione della Settimana delle Libertà Digitali che ha avuto luogo dal 18 al 21 gennaio 2006. In seguito, il 28 marzo 2006, in occasione del convegno l'Innovazione necessaria: Creatività, cooperazione, condivisione, tante associazioni e singoli si sono incontrati confrontandosi sull’idea e sugli strumenti per sostenere e rafforzare questa rete di collaborazioni.
Le leggi per la Rete
Submitted by francio on Ven, 18/12/2009 - 9:37pmLe leggi per la Rete
di STEFANO RODOTÀ da repubblica.it del 17.12.2009
L'ITALIA ha scoperto la Rete. Appena ieri era divenuta evidente per tutti la forza di Internet quando proprio da lì era partita l'iniziativa che era riuscita a portare in piazza un milione di persone per il "No B Day".
Si materializzava così una dimensione della democrazia inedita per il nostro paese. Pochi giorni dopo quell'immagine appare rovesciata. Internet diventa il luogo che genera odio, secerne umori perversi. E questa sua nuova interpretazione travolge quella precedente: il "No B Day" è presentato come un momento d'incubazione dei virus che avrebbero reso possibile l'aggressione a Berlusconi, Internet come lo strumento in mano a chi incita alla violenza.
Conclusione: la proposta di un immediato giro di vite per controllare la Rete, secondo un abusato copione che trasforma ogni fatto drammatico non in un imperativo a riflettere più seriamente, ma in un pretesto per ridurre ogni questione politica e sociale a fatto d'ordine pubblico, limitando libertà e diritti.
Creatività, Cooperazione, Condivisione
Submitted by francio on Ven, 18/12/2009 - 9:36pmCreatività, Cooperazione, Condivisione
Buoni recinti fanno buoni vicini, ma se si tolgono i recinti tutti avranno un parco. Da Frontiere Digitali, un invito alla riflessione e alla partecipazione
di Arturo Di Corinto da punto-informatico.it del 18.12.2009
Creatività: negli ultimi anni il copyright ha smesso di essere un argomento per avvocati ed è diventato un tema di grande importanza per chiunque sia coinvolto nella produzione e fruizione di cultura. E nei prossimi anni avrà un ruolo fondamentale rispetto al modo stesso in cui penseremo la creatività: sia in termini di proprietà che di collaborazione. Nonostante il mash-up, il cut-up, il plagiarismo, il remix, siano elementi centrali dell'innovazione digitale, governi ed imprese non trovano di meglio che perseguire tali pratiche. Eppure, come spiega Matt Mason nel suo libro, tradotto in italiano con "Punk Capitalism, come e perché la pirateria crea innovazione" (Feltrinelli), dovrebbero sapere che da sistemi chiusi non germogliano né nuove idee né nuovi prodotti.
Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non limitata la libertà di parola, di critica e di satira
Submitted by francio on Mer, 16/12/2009 - 5:09pmGiù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non limitata la libertà di parola, di critica e di satira
Comunicato Stampa della Free Hardware Foundation
del 16 Dicembre 2009
“Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non limitata la libertà di parola, di critica e di satira.”
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato l'ennesimo giro di vite sull'informazione via Internet. Noi non siamo d'accordo. Non si può osannare la rete quando viene usata dagli studenti iraniani e poi pretendere di zittirla quando viene usata per criticare il governo italiano.
Facciamo notare che alcuni comportamenti in rete, seppure non sempre condivisibili, rimandano all'esercizio del diritto di critica, di satira e alla libertà di espressione.
Quanto accaduto in alcuni social network nei giorni scorsi in relazione alla riprovevole aggressione subita dal presidente del Consiglio, seppure di cattivo gusto, si configura più come un comportamento ludico e sarcastico che come istigazione alla violenza. La violenza, quella vera, è quando chi ne ha i mezzi pretende di limitare le libertà altrui.
Un pirata a Strasburgo
Submitted by francio on Mer, 09/12/2009 - 3:25pmUn pirata a Strasburgo
Da giugno c'è un corsaro al Parlamento Europeo. Si chiama Christian Engström e con il suo movimento combatte per una riforma del copyright e per il web libero. Step1 lo ha intervistato
di Riccardo Marra da www.step1.it del 07/12/2009
Christian Engström è un pirata. Non veleggia su galeoni in cerca di tesori ma lo dice la spilletta appuntata sulla sua giacca di lana. Vi è rappresentata una bandiera nera. Il simbolo è quello del PiratPartiet, il partito svedese fondato nel 2006 da Rick Falkvinge. Un partito radicale, quello dei pirati, che difende la libertà del web, il diritto al downloading, gli open source, il copyleft. Engström lo conosce nel 2006 e si unisce alla battaglia. In precedenza era stato un programmatore informatico, un docente all’Università, e un attivista politico per il FFII (fondazione a favore di un’infrastruttura per la libera informazione). E poi, ecco che la nave battente bandiera nera approda al porto di Stoccolma. «Mi capitò di accendere la televisione, era uno dei primi giorni di gennaio, e ascoltai: “si è formato il Partito dei Pirati”. Fu sufficiente per volerne conoscere la piattaforma. Mi convinse e vi entrai a far parte. E sebbene non avessi pianificato tutto questo, finii per lavorare a tempo pieno con loro per i seguenti anni e senza ricevere un soldo, finché sono stato eletto al Parlamento Europeo con il 7,13% dei voti svedesi». Un nuovo sbarco per i corsari, stavolta a Strasburgo, nel Parlamento che più conta. Lì, dallo scorso giugno, Engström sventaglia il machete delle sue battaglie informatiche.
La carta dei Cento per il libero Wi Fi
Submitted by neo on Mer, 02/12/2009 - 5:54pmLa carta dei Cento per il libero Wi Fi
Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu ("Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale") che assoggettano la concessione dell'accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.
Dal Network Frontiere Digitali
Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all'identificazione degli utenti tramite documento d'identità .
Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d'impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.
Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l'11 settembre 2001, prevede l'identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.
Tra gli effetti di queste norme, ce n'è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall'obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.
Non a caso l'Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.
Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.
Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.
Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all'accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.
Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l'efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all'obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.
TLC. Ue, via libera definitivo al Pacchetto Telecom: più diritti ai consumatori
Submitted by francio on Mer, 25/11/2009 - 12:28amTLC. Ue, via libera definitivo al Pacchetto Telecom: più diritti ai consumatori
Da Help Consumatori comunciato del 24/11/2009 - 13:00
E' arrivato in questi minuti il via libera dal Parlamento Europeo, in seduta plenaria a Strasburgo, al Pacchetto Telecom che riforma le norme comunitarie in materia di tlc. Dunque più diritti agli utenti telefonici e di internet, più competizione tra le compagnie telefoniche, maggiore protezione dei dati personali e maggiore salvaguardia della libertà di Internet. Il tutto entrerà in vigore a metà 2011.
Il Pacchetto Telecom è stato approvato con 510 voti favorevoli, 40 contrari e 24 astensioni. In base all'accordo raggiunto con il Consiglio, qualunque provvedimento che restringa l'accesso a Internet potrà essere imposto solo se ritenuto "appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica". E a condizione che, "nel rispetto del principio della presunzione d'innocenza e del diritto alla privacy", sia garantita "una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate". Dev'essere inoltre garantito "il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo".
La Net neutrality divide: appello di Facebook, Google & Co.
Submitted by francio on Mer, 21/10/2009 - 12:53pmLa Net neutrality divide: appello di Facebook, Google & Co.
La Federal Communications Commission negli USA si prepara a regolamentare l'accesso al web: vietate ai provider le discriminazioni. Ed è polemica
di Attilio Varanini da www.pcworld.it del 21ottobre 2009
La Net neutrality torna alla ribalta della cronaca: per giovedì prossimo la Federal Communications Commission (Fcc), l’agenzia federale che si occupa delle telecomunicazioni negli Stati Uniti, ha messo all'ordine del giorno una proposta avanzata dal presidente dell'FCC, Julius Genachowski, per impedire ai provider che offrono connessioni a banda larga di effettuare discriminazioni sui servizi o i contenuti che l'utente desidera sfruttare. In pratica, l'efficienza e la qualità del collegamento offerto devono essere omogenee e indipendenti dall'uso che i clienti ne fanno. Ciò significa, non solo che le compagnie telefoniche, per esempio, non potranno disincentivare l'uso di servizi della concorrenza, ma che nemmeno potranno applicare filtri a seconda che ci si colleghi per vedere video, musica, per usare il VoIP o qualunque altro servizio web previsto dall legge. Gli unici contenuti "censurabili" dai provider dovrebbero essere quelli illegali.
Telecomunicazioni: importanti decisioni in Europa
Submitted by francio on Ven, 16/10/2009 - 11:48pmTelecomunicazioni: importanti decisioni in Europa
da www.altroconsumo.it del 15-10-2009
In questi giorni si sta decidendo a Bruxelles il futuro del cosiddetto Telecoms Package, un importante pacchetto di direttive che, per molti versi, contiene l'introduzione di norme apprezzabili, soprattutto per noi italiani, nel settore telecomunicazioni.
Telecomunicazioni: importanti decisioni in Europa
In questi giorni si sta decidendo a Bruxelles il futuro del cosiddetto Telecoms Package, un importante pacchetto di direttive che, per molti versi, contiene l'introduzione di norme apprezzabili, soprattutto per noi italiani, nel settore telecomunicazioni.
La rete deve restare neutra
Tuttavia, nonostante quanto da più parti auspicato circa la Neutralità della Rete, si è persa la possibilità di introdurre norme che impediscano agli operatori di gestire il traffico in maniera discriminatoria e anticoncorrenziale con possibili danni per gli utenti. E ora vi è il rischio che sia eliminato anche il richiamo al fatto che nessuna restrizione può essere imposta ai diritti fondamentali dei cittadini senza l'intervento di un giudice.
Diritto d'autore: no al modello Sarkozy
Telecoms Package: diritto a equo processo retrocesso a "opzione facoltativa"
Submitted by neo on Ven, 16/10/2009 - 5:41pmTelecoms Package: diritto a equo processo retrocesso a "opzione facoltativa"
L'Europa rischia di violare la neutralità della Rete proprio quando l'amministrazione Usa - grazie ad Obama - ha deciso di sostenerla. In fondo, aggiornamento di mercoledì 14 ottobre: Blitz a porte chiuse, i delegati tradiscono l'Europarlamento
Ci risiamo. A parole l'Europa condanna le misure repressive di Cina e Iran nei confronti di Internet, mentre simultaneamente quella stessa Europa sta per mettere basi legali per autorizzare misure simili attraverso il cosiddetto "Telecoms Package", un insieme di 5 direttive che modificheranno radicalmente le leggi che riguardano le telecomunicazioni e Internet in tutta Europa, ribaltando il diritto degli utenti di comunicare liberamente nel cyberspazio e trasformandolo nel diritto degli operatori di imporre restrizioni. Così si viola il principio di "Neutralità della Rete", che invece la nuova amministrazione Usa di Barack Obama ha appena fatto sapere di voler rispettare.
La Neutralità della Rete è quello che ogni utente di Internet dà per scontato quando va online: ogni consumatore può accedere a qualsiasi contenuto senza discriminazione da parte del proprietario della rete. Come spiegava un recente articolo del New York Times, su Internet oggi un sito Web gestito da un blogger può essere visualizzato tanto velocemente quanto qualsiasi home page aziendale. I fornitori di servizi Internet, comprese le principali compagnia del cavo e telefoniche, vogliono essere in grado di cambiare questa situazione in modo che possano dare la priorità alle imprese che pagano, o fare affari con loro.
Trautmann e Quadras tradiscono le libertà di 500 milioni di cittadini
Submitted by francio on Mer, 14/10/2009 - 12:20pmTrautmann e Quadras tradiscono le libertà di 500 milioni di cittadini
Nei triloghi a porte chiuse del pomeriggio del 13 ottobre, Catherine Trautmann (S&D) e Alejo Vidal-Quadras (EPP) si rendono colpevoli della violazione dell’esplicito mandato dei delegati del Parlamento Europeo, tradiscono la volontà dell’88% dei parlamentari, cancellano l’emendamento 138 e sacrificano i diritti fondamentali di centinaia di milioni di cittadini.
Telecom packages: continua la battaglia per la neutralità di internet e la difesa delle libertà fondamentali dei cittadini europei (aggiornamenti continui su blog.tntvillage.scambioetico.org e www.laquadrature.net
di Paolo Brini da scambioetico.org del 14.10.2009
Bruxelles, 13 ottobre, ore 11, meeting dei delegati del Parlamento.
Nel meeting preparatorio ai triloghi con Commissione e Consiglio del pomeriggio, grazie anche alla massiccia mobilitazione delle ore precedenti dei cittadini europei, i delegati del Parlamento appartenenti al Comitato di Conciliazione danno esplicito e inequivocabile mandato a Trautmann (relatrice), Vidal-Quadras (presidente) e Reul, unici delegati ammessi ai triloghi, di:
Il 3 ottobre (anche) per la libertà di informazione in Rete.
Submitted by francio on Sab, 26/09/2009 - 9:45amIl 3 ottobre per la libertà di informazione in Rete.
APPELLO
Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.
L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.
Un pirata all’arrembaggio di Strasburgo
Submitted by francio on Lun, 15/06/2009 - 3:54pmUn pirata all’arrembaggio di Strasburgo
Il Piratpartiet svedese arriva al Parlamento Europeo. E anche in altri stati dell’Unione sono scesi in campo i paladini del free software, del file sharing, della revisione del copyright: ecco come sono andate le cose per i Pirati. Che in realtà sono tutt’altro che fautori del furto, ma semplicemente della libera circolazione di cultura e informazione
Tratto da magazine.liquida.it - di Mario Govoni - 14.16.2009
Mentre in Italia il mondo politico si interroga su chi abbia vinto o perso le elezioni, se il 35% di una parte sia più sconfitta del 26% dell’altra, mentre in Europa si assiste a una generale deriva verso la destra, anche la più estrema, xenofoba ed euroscettica, in Svezia un hacktivist (neologismo a metà strada tra un hacker e un attivista) stacca il biglietto per Strasburgo, dove siederà sugli scanni del Parlamento Europeo.
La notizia sembra quasi destinata alle brevi di cronaca o alle curiosità, ma ha una sua importanza.
Nel 2006 lo svedese Rickard Falkvinge fonda il Piratpartiet (in italiano Partito Pirata), allo scopo di presentare, alle elezioni politiche di quell’anno, una formazione che si batta per modificare i concetti di copyright e di diritto d’autore, secondo il fondatore troppo sbilanciati verso forme di sfruttamento economico a discapito della libera circolazione della cultura.
Nello stesso anno gruppi analoghi si formano anche in altri paesi europei - tra i quali l’Italia - e negli Stati Uniti. Alle elezioni politiche del 2006 il Piratpartiet prende uno 0,69% di voti, assolutamente insufficiente a superare lo sbarramento del 4% che gli avrebbe garantito una presenza in parlamento.
Passano tre anni e, complici il processo alla crew di Pirate Bay - conclusosi con una discussa sentenza di condanna e con grandi polemiche sulla parzialità del giudice - e l’interesse suscitato nei media svedesi (ed europei), il Piratpartiet decuplica i suoi voti e strappa un 7,1% che lo proietta dritto dritto al Parlamento Europeo.
In altre parole, e per capire la misura del successo, stiamo parlando oltre 700.000 voti, tanti quanti, per capirci, ha raccolto in Italia la lista Bonino-Pannella.























