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 <title>Linux Club Italia - Libertà e Diritti Digitali</title>
 <link>http://linux-club.org/taxonomy/term/10/0</link>
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 <language>it</language>
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 <title>Autistici/Inventati è l'eroe della privacy</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2844</link>
 <description>&lt;h1&gt;Autistici/Inventati è l'eroe della privacy&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Assegnati i Big Brother Awards, che denunciano minacce per la privacy degli italiani: tra i premiati Bruno Vespa, Franco Frattini e il RIS di Parma&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 12 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - È il collettivo Autistici/Inventati ad essersi aggiudicato quest'anno l'unico premio "in positivo" dei Big Brother Award italiani grazie ai molti servizi che da lungo tempo mette a disposizione di tutti coloro che vogliano tutelare la propria privacy in rete: per questa ragione la Giuria dei BBA 2008 ha deciso di assegnare ad Autistici/Inventati il premio Eroe della privacy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I premi sono stati assegnati come promesso nel corso del convegno e-privacy che si è tenuto sabato a Firenze. Dei premi previsti non è stato assegnato quello definito "Lamento del Popolo" perché non ha riportato sufficienti nomination. Prima di vedere l'elenco dei premiati è bene sapere che nella Giuria ciascun giudice poteva scegliere o proporre fino a tre candidati in ordine decrescente di preferenza; il primo candidato riceve 5 punti, il secondo 3 ed il terzo 1. La Giuria è formata da 6 componenti, ed il massimo punteggio possibile è quindi 30; in caso di ex-aequo la giuria procede ad un ballottaggio, ed in caso di ulteriore parità vale il voto del presidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono indicati tra parentesi il numero di voti che la Giuria ha assegnato al vincitore. Sotto ogni premiato la motivazione ufficiale addotta dalla Giuria sulla base delle nomination:&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 12 May 2008 00:55:03 +0200</pubDate>
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 <title>Freenet più sicura con la versione 0.7</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2841</link>
 <description>&lt;h1&gt;Freenet più sicura con la versione 0.7&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Lo sviluppo è durato tre anni e ha comportato una riprogettazione della rete libera e anonima, che ora protegge meglio i propri utenti.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da ZEUS News - www.zeusnews.it del 12-05-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet ha raggiunto la versione 0.7 dopo uno sviluppo durato ben tre anni, utilizzati per venire in aiuto di alcuni utenti costretti a nascondere il proprio uso della rete libera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet è in sostanza una rete peer to peer decentralizzata che è stata creata nel 2000 (ma l'idea è dell'anno precedente) per avere un sistema che permettesse lo scambio di informazioni senza censura. Gli utenti mettono a disposizione banda e spazio su disco: così le informazioni vengono pubblicate, anonimamente, replicate e crittografate: nessuno può averne il controllo e decidere che cosa sia accettabile e che cosa no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaramente questo approccio ha sollevato le critiche di chi teme l'uso di Freenet per la diffusione di materiale pedopornografico, cosa che purtroppo avviene; la rete dispone però di un certo sistema di difesa da questo genere di cose: i contenuti non consultati per un certo periodo scompaiono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freenet è invece apprezzata da quanti sono colpiti dalla censura e non hanno modo di esprimere liberamente le proprie idee; grazie alle sue caratteristiche, i partecipanti sono al sicuro da chi potrebbe metterli a tacere. Per questo ha successo in Paesi dove la libertà di parola può creare seri problemi, come la Cina.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 11 May 2008 21:39:40 +0200</pubDate>
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 <title>in Rete piratpartiet-diritti digitali n°6 maggio 2008</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2836</link>
 <description>&lt;h1&gt;in Rete piratpartiet-diritti digitali n°6 maggio 2008&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;All'indirizzo &lt;a href="http://www.piratpartiet.it"&gt;http://www.piratpartiet.it &lt;/a&gt;è disponibile il numero di Maggio del giornale piratpartiet n.6&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo numero sono presenti gli articoli:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lorenzo De Tomasi: &amp;quot;Riflessione sui libri liberi&amp;quot;&lt;br /&gt;
Daniele Masini: &amp;quot;Firewall questo sconosciuto&amp;quot;&lt;br /&gt;
Fiorello Cortiana: &amp;quot;La Rete libera e i suoi amici&amp;quot;&lt;br /&gt;
Alessandro Bottoni racconto breve: &amp;quot;biometria&amp;quot; &lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Thu, 01 May 2008 01:32:23 +0200</pubDate>
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 <title>Comunicato stampa Partito Pirata: "Il terrorismo della SIAE"</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2822</link>
 <description>&lt;h1&gt;Comunicato stampa Partito Pirata: &amp;quot;Il terrorismo della SIAE&amp;quot;&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Comunciato stampa dell'Associazione Partito Pirata&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;Risulta doveroso sanzionare moralmente il comportamento dei vertici della SIAE, non si tratta sicuramente di salvaguardia degli interessi degli autori bensì di terrorismo mediatico ai danni della cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stiamo assistendo ad una vera e propria campagna mediatica per ostacolare la libera diffusione della cultura.Partiamo dalle dichiarazioni dell'ufficio stampa della SIAE apparse giorni scorsi sul Corriere delle sera dove la lettera su &amp;quot;Internet e i diritti di autore&amp;quot; del Capo Ufficio stampa SIAE pubblicata nella rubrica Interventi e Repliche di sabato 19 contiene affermazioni che non corrispondono a quanto stabilisce la legge 633/1941 vigente sul Diritto di Autore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'affermazione &amp;quot;chi condivide senza specifica autorizzazione le opere protette da diritto di autore per uso personale senza scopo di lucro commette reato&amp;quot; non trova riscontro negli art.171 e seguenti del Titolo III, Capo III, Sezione II della legge. Tra le fattispecie penali da perseguire non è infatti compreso qualcosa di assimilabile allo scarico di files da internet per uso personale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Osservazione analoga vale per l'altra affermazione &amp;quot;chi si limita a scaricare illegalmente a uso personale non commette reato ma incorre in sanzioni amministrative&amp;quot;. &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 21 Apr 2008 22:07:55 +0200</pubDate>
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 <title>Il blog non censurabile di Pirate Bay</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2821</link>
 <description>&lt;h1&gt;Il blog non censurabile di Pirate Bay&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Per difendere la libertà di parola, il famoso motore per BitTorrent lancia una piattaforma dove possono trovare rifugio i blogger colpiti dalla censura.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da ZEUS News - www.zeusnews.it del 18-04-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;Molti blog vengono chiusi a causa di pensieri e idee scomodi. Noi non lo faremo. Il nostro obiettivo è proteggere la libertà di parola e i vostri pensieri. Finché non violerete alcuna legge svedese nel vostro blog, noi lo difenderemo&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con queste parole The Pirate Bay, uno dei più noti siti dedicati all'indicizzazione dei file .torrent, ha lanciato il proprio nuovo servizio: &lt;b&gt;&lt;a target="_blank" href="http://baywords.com/"&gt;BayWords&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, il blog libero da censura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La piattaforma, per quanto già utilizzabile, è ancora in fase di sviluppo. Finora l'obiettivo è stato essere funzionanti, dicono gli autori; le funzioni aggiuntive arriveranno, basterà avere un po' di pazienza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'idea di creare un host dove chiunque può aprire il proprio blog ed esprimere liberamente le proprie idee, ha detto uno dei fondatori della Baia, deriva dall'aver constatato che in molti casi i blog vengono chiusi perché il loro contenuto non piace a chi li ospita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The Pirate Bay non è nuova a iniziative di questo genere: già da qualche tempo esiste &lt;a target="_blank" href="http://bayimg.com/"&gt;BaiIMG&lt;/a&gt;, servizio di hosting per immagini libero da censura, e si sa che è allo studio un'analoga iniziativa rivolta però ai video.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 20 Apr 2008 23:14:58 +0200</pubDate>
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 <title>L'Europa gioisce per il rientro in Italia di Frattini</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2820</link>
 <description>&lt;h1&gt;L'Europa gioisce per il rientro in Italia di Frattini&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Richiamato in patria da Berlusconi, non potrà più contribuire a smantellare le libertà civili dei cittadini dell'EU. Tocca a noi tenercelo.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Matteo Schiavini da ZEUS News - www.zeusnews.it del 18-04-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo il caustico &lt;a target="_blank" href="http://www.theregister.co.uk"&gt;The Register&lt;/a&gt;, la vittoria di Silvio Berlusconi alle ultime elezioni politiche ha almeno ottenuto un primo risultato positivo: Franco Frattini non potrà più fare danni come Commissario Europeo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il ritorno in patria di Frattini per adempiere al ruolo di Ministro degli Esteri, come si vocifera, Bruxelles perde l'uomo che in questi anni ha avanzato delle proposte piuttosto discusse, soprattutto all'estero (da noi sono passate praticamente sotto silenzio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' sua, infatti, l'idea di censurare a livello di Internet Service Provider tutti quei siti che mostrano come costruire bombe; sua, ancora, la definizione di &amp;quot;giochi violenti, da bandire&amp;quot; rivolta a videogame quali Bully e Grand Theft Auto (affermazione che ironicamente avrebbe avuto un ruolo nell'incremento delle vendite di questi prodotti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre sua, infine, la proposta di estendere i controlli biometrici a chiunque tenti di entrare in Europa, così come l'idea di raccogliere i dati sensibili di chiunque entri ed esca in aereo dall'Unione Europea.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 20 Apr 2008 23:12:33 +0200</pubDate>
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<item>
 <title>Internet è solo virtuale</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2802</link>
 <description>&lt;h1&gt;Internet è solo virtuale&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Claudio Bovelli (emmeesse): e se la attuale situazione censoria nei confronti di Internet derivasse da un fraintendimento? La legge del mondo reale non si può applicare al di fuori del mondo reale. Chi lo fa crea dei mostri&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Claudio Brovelli aka emmeesse da punto-informatico.it del 28 marzo 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimamente su Punto Informatico c'è stato uno scambio interessante di opinioni sul tema "Internet: anonimato, libertà, responsabilità' ed i suoi derivati". Le code di commenti che si sono aggiunte a tali articoli hanno confermato l'interesse per questo argomento. Così anche io, vorrei dire la mia. (questo è il bello di Internet)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto, per evitare fraintendimenti, definiamo tre parole: Rete, Internet e Web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Rete (quella fisica, composta da rame, fibra ottica e ponti radio) dove transitano le informazioni digitali ed analogiche. Essa è reale, fisica e - tecnicamente parlando - può essere controllata. Se reati reali vengono commessi tramite la Rete (telefonate, cablogrammi, e-mail che ordinano od ordiscono delitti) i responsabili di tali reati vanno puniti nella misura in cui il codice legale cui sono sottoposti prevede pene per tali delitti. (indipendentemente dal fatto che siano combattenti per la libertà o terroristi. Al di la della nostra simpatia od antipatia sarà il codice legislativo cui sono sottoposti a decidere. Punto).&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 28 Mar 2008 10:33:27 +0100</pubDate>
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 <title>Se il sindaco denuncia Wikipedia</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2787</link>
 <description>&lt;h1&gt;Se il sindaco denuncia Wikipedia&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Alessio Papini, presidente Associazione Dottori di Ricerca di Firenze, commenta in una lettera la denuncia del sindaco di Firenze contro Wikipedia di cui PI ha parlato nei giorni scorsi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessio Papini presidente Associazione Dottori di Ricerca di Firenze da punto-informatico.it del 14.03.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Firenze - La notizia della querela presentata dal Sindaco di Firenze e dall'Assessore Cioni contro Wikipedia, in merito a una notizia notoriamente falsa comparsa in una voce a lui dedicata dell'enciclopedia on line, mi ha lasciato molto preoccupato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Wikipedia è una benemerita iniziativa che mira a creare una banca dati in forma di enciclopedia, accessibile a tutti in qualsiasi parte del mondo (in molte lingue diverse). Una iniziativa come questa è possibile solo se realizzata dagli utenti stessi su base cooperativa e volontaria. Milioni di volontari compilano quindi le voci della Wikipedia e il risultato è strabiliante. Le descrizioni sono in moltissimi casi estremamente approfondite e Wikipedia è ormai il punto di partenza di quasi tutti gli approfondimenti culturali. Anche gli studenti liceali e universitari ne fanno ormai amplissimo uso. Nuovi strumenti analoghi stanno per comparire sul web che metteranno a disposizione di tutti testi tecnici liberi e gratuiti creati da volontari secondo un modello cooperativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo modello presenta naturalmente delle pecche, come il fatto che chi compila le voci della Wikipedia in qualche caso può essere impreciso, fallace o anche malizioso, come probabilmente è accaduto nel caso che ha fatto arrabbiare il Sindaco di Firenze.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 15 Mar 2008 00:31:50 +0100</pubDate>
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<item>
 <title>Scatta la denuncia, Wikipedia interviene</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2749</link>
 <description>&lt;h1&gt;Scatta la denuncia, Wikipedia interviene&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Venerdì la bomba: il sindaco di Firenze si è scagliato contro l'enciclopedia per una bufala. Si parla di calunnia e diffamazione. Immediata la reazione della comunità. L'IP tradisce l'autore delle frasi incriminate&lt;/h3&gt;
da punto-informatico.it del 3 marzo 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e l'assessore Graziano Cioni hanno dato mandato di querelare per diffamazione e calunnia l'enciclopedia Wikipedia&amp;quot;. Questi i titoli d'agenzia che nel weekend hanno scosso la rete italiana, notizie secondo cui una bufala apparsa sulle pagine di Wikipedia nella voce relativa a Domenici avrebbe spinto il sindaco del capoluogo toscano ad adire le vie legali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In buona sostanza, alla voce relativa al sindaco veniva descritta nei dettagli una calunnia che, come hanno avuto modo di spiegare gli interessati, è già stata oggetto di un rinvio a giudizio e di una condanna. Si trattava, dunque, della reiterazione della descrizione di un fatto fasullo, all'apparenza costruito ad arte per danneggiare la reputazione e l'immagine di sindaco ed assessore. Bufale di questo tipo abbondano in rete, su forum e siti di ogni genere, a volte persino in video pubblicati online sui portali di video-sharing, e non sorprende dunque che possano apparire anche su Wikipedia. Come noto, infatti, l'enciclopedia collaborativa non effettua un controllo preventivo su quanto viene immesso: similmente a molti altri progetti collaborativi e portali di sharing dei contenuti, delega in modo trasparente alla comunità dei suoi contributori il lavoro di modifica e rimozione, o blocco temporaneo, delle voci controverse o di quei testi che possano essere considerati inesatti, inadatti o, appunto, calunniosi e diffamanti.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 03 Mar 2008 04:17:15 +0100</pubDate>
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 <title>Eccesso di Realismo</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2743</link>
 <description>&lt;h1&gt;Eccesso di Realismo&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Alessandro Bottoni, vicepresidente del Partito Pirata, risponde a Massimo Mantellini sul popolo della rete e la percezione della rete dentro e fuori da Internet&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Bottoni da punto-informatico.it del 26 febbraio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - In un interessante articolo apparso oggi su Punto Informatico (&lt;a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/2199131/PI/Commenti/Contrappunti--Il--Popolo--Della--Rete-/p.aspx"&gt;Contrappunti/ Il? Popolo? Della? Rete?&lt;/a&gt;), Massimo Mantellini fa giustamente notare come sia poco realistico pensare di influenzare, sia pur in minima misura, il comportamento dei nostri politici facendo uso di promesse o di minacce elettorali come quella presentata dal nostro Partito Pirata  (vedi: &lt;a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/2199163/PI/Lettere/Lettera-aperta-ai-candidati-alle-politiche-2008/p.aspx"&gt;Lettera aperta ai candidati alle politiche 2008&lt;/a&gt;, apparso su Punto Informatico di oggi). Come Vice-Presidente del Partito Pirata, credo di poter spiegare le ragioni di questo nostro comportamento, apparentemente utopistico ed irrazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Popolo della Rete esiste ancora&lt;br /&gt;
Secondo le statistiche, il &amp;quot;ramo&amp;quot; italiano di Internet conta attualmente circa 19 milioni di utenti. Sempre secondo le statistiche, l'utente &amp;quot;tipico&amp;quot; italiano usa Internet Explorer 4.0 e Outlook Express su un vecchio PC Windows 2000 che contiene qualche centinaio di virus e worm di vario tipo. Per sua stessa ammissione, questo utente non fa nulla di importante sul PC e quindi non fa i backup. Non compra gli antivirus e sopravvive &amp;quot;congiungendo&amp;quot; una versione &amp;quot;try-out&amp;quot; di Norton Antivirus con una analoga versione di McAfee. Naturalmente, questo è il tipo di utente che perde la tesi di laurea, già pronta per la stampa, insieme a tutto il resto quando l'hard disk lo abbandona. Questo &amp;quot;utente tipico&amp;quot; è anche il tipo di persona che si ritrova con il PC inutilizzabile, proprio quando gli serve, a causa di un virus del 1994. Dovrebbe essere chiaro a tutti che questo NON è il Popolo della Rete. Questo &amp;quot;Popolo&amp;quot; è semplicemente popolo, con tutto quello che ne consegue.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:41:46 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Lettera aperta ai candidati alle politiche 2008</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2742</link>
 <description>&lt;h1&gt;&lt;a href="http://www.frontieredigitali.net/index.php/Lettera_aperta_ai_candidati_alle_politiche_2008"&gt;&lt;img align="right" src="http://www.frontieredigitali.net/images/6/65/Fdn.png" /&gt;&lt;/a&gt;Lettera aperta ai candidati alle politiche 2008&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;L’associazione di promozione sociale Partito Pirata, il Network Frontiere Digitali e le associazioni ad esso aderenti dichiarano che intendono appoggiare con indicazioni di voto i candidati alle prossime elezioni politiche che, rispondendoci, s’impegnano a sostenere nella prossima legislazione le riforme suggerite.&lt;/h3&gt;
&lt;h3&gt;1)Riforma del Copyright&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;[slogan: riequilibrio del tempo concesso per lo sfruttamento commerciale dell'opera protetta]&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda il Diritto d’Autore (Copyright), al fine di ripristinare l’equilibrio ora perduto tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da copyright rappresentano la Cultura di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale. L’accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche mediateche.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sat, 23 Feb 2008 19:47:02 +0100</pubDate>
</item>
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 <title>La guerra europea al peer-to-peer</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2738</link>
 <description>&lt;h1&gt;La guerra europea al peer-to-peer&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Prima una diffida e poi la sospensione della linea, in Francia, mentre la baia dei Pirati continua a offrire approdi sicuri.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Dodi Casella da ZEUS News - www.zeusnews.it del 19-02-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Les Ecos non ci sarebbe ancora un accordo definitivo sulle sanzioni cui andranno soggetti in Francia gli utenti individuati mentre scaricano dal web contenuti protetti; e la questione ha una certa rilevanza per l'effetto trascinamento che poi potrebbe avere in tutta l'area dell'euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una prima bozza della famosa "risposta graduale" è stata presentata nei giorni scorsi ai firmatari del criticatissimo accordo Olivennes da parte del ministro per la cultura e in essa viene definito il ruolo di quell'"High Autority" che dovrebbe sovraintendere alla difesa degli interessi di autori ed editori sull'internet, che tuttavia non potrà agire che "su iniziativa degli aventi diritto".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Resta invece abbastanza definito l'iter sanzionatorio, che ovviamente scontenta la major le quali vorrebbero una previsione di pene severe e immediate quanto meno a scopo deterrente; invece in caso di scaricamenti illegali si dovrà partire da una prima diffida seguite da una seconda e, in caso di recidiva nei sei mesi seguenti, il servizio verrebbe sospeso per la durata un mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In caso di nuove infrazioni, l'abbonamento verrebbe rescisso di diritto dal provider, con il divieto di stipulare nuovi contratti nell'anno successivo al distacco. Ovviamente è prevista la possibilità di ricorrere, dapprima in via amministrativa davanti alla suddetta Autority e poi davanti al giudice togato, anche se non si è ancora deciso se si tratterà di un giudice speciale amministrativo oppure del tribunale ordinario.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 19 Feb 2008 23:27:38 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Hanno colpito Wikileaks al cuore</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2736</link>
 <description>&lt;h1&gt;Hanno colpito Wikileaks al cuore&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il sito che consentiva la pubblicazione di materiali di denuncia in modo del tutto anonimo è finito sotto la scure di una ordinanza. L'ha chiesta e ottenuta una banca svizzera. Parte il tam tam anticensura&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 19 febbraio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - Da alcune ore la rete è stata privata dell'accesso più semplice ed ovvio a 1,2 milioni di documenti incandescenti. Tanto era il &amp;quot;bottino&amp;quot; accumulato dal 2006 ad oggi dal sito meno politically correct della rete, quel Wikileaks.org divenuto celebre per aver dato voce agli anonimi e svelato misteri talvolta particolarmente imbarazzanti per questo o quel soggetto. Un materiale ora inaccessibile ai più: il motivo è una ordinanza di un giudice californiano che &lt;a target="_blank" href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/technology/7250916.stm"&gt;sta indagando&lt;/a&gt; su quanto pubblicato sul sito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;il logo del sitoChi si recasse in queste ore alla &lt;a target="_blank" href="http://wikileaks.org"&gt;URL&lt;/a&gt; del celebre spazio web si troverebbe dinanzi ad una pagina di errore, come se quel sito non fosse mai esistito. Secondo la decisione di un tribunale della California il provvedimento si è reso necessario per approfondire un caso imbastito da una banca svizzera, del gruppo Julius Baer, che si sarebbe sentita diffamata da documenti che l'accuserebbero di pratiche illegali, riciclaggio di denaro, evasione fiscale e via dicendo. Tutti documenti pubblicati in modo anonimo, com'è nella filosofia e nella struttura di Wikileaks, studiato per proteggere gli autori delle rivelazioni e per consentire a chiunque di raccontare la propria verità pubblicando documenti a propria discrezione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una scelta, quella californiana, che potrebbe portare alla fine di un esperimento globale che molti già avevano promosso come un essenziale strumento di trasparenza. In tema di cose di rete, è grazie a Wikileaks se sono emersi certi &lt;a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2144367"&gt;giochini&lt;/a&gt; della Difesa statunitense su Wikipedia o venute alla luce le &lt;a target="_blank" href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2171919"&gt;tentazioni&lt;/a&gt; di ordine e controllo che maturano in Baviera. Ma questi sono solo alcuni esempi: sul sito veniva pubblicato materiale proveniente da tutto il mondo. Contenuti accessibili per paese, con segnalazioni di fatti di attualità ma anche analisi, biografie e, appunto, leaks, le &amp;quot;spiate&amp;quot; degli anonimi frequentatori del sito.&lt;br /&gt;
Stando ai legali della società svizzera, su Wikileaks sarebbero apparsi centinaia di documenti considerati diffamanti. Documenti che sarebbero stati pubblicati da un dirigente che aveva lavorato alle Isole Cayman per conto dell'istituto svizzero. Commenti ufficiali da Julius Baer non sono però giunti perché, han spiegato i portavoce, l'azienda non commenta su &amp;quot;contenziosi aperti&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giudice ha ordinato al provider che ospita il sito, Dynadot, di rimuovere i record DNS di Wikileaks dai propri server. Non solo: l'operatore dovrà &amp;quot;impedire che il nome a dominio che porta alla pagina web di wikileaks.org porti a qualsiasi altro sito o server diverso da una pagina bianca, fino a quando non riceverà nuovi ordini da questo tribunale&amp;quot;. Il nome a dominio è stato lucchettato per evitare che venga trasferito altrove per far ripartire il sito. Questo però non toglie che quello spazio web continui ad essere accessibile: non alla massa degli utenti che conoscono la URL ora indisponibile, ma a coloro che digitano direttamente l'indirizzo IP &lt;a target="_blank" href="http://88.80.13.160/"&gt;88.80.13.160&lt;/a&gt;. Il fatto che i documenti siano accessibili in questo modo sta naturalmente spingendo blog e sostenitori a &lt;a target="_blank" href="http://www.boingboing.net/2008/02/18/california-judge-shu.html"&gt;diffondere&lt;/a&gt; il verbo anticensura e i numerini magici a più non posso.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 19 Feb 2008 00:06:56 +0100</pubDate>
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 <title>Barbara Thoens: una donna hacker nel cyberspazio</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2722</link>
 <description>&lt;h1&gt;Barbara Thoens: una donna hacker nel cyberspazio&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;di Ilaria Maccaroni da www.rivistaonline.com del 30/01/2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Barbara Thoens è una promettente stella del cyberspazio o meglio, del cyberfemminismo. Quest'ultimo è un movimento internazionale, nato nell'ultimo decennio e intensificatosi negli ultimi anni specialmente a seguito del II Congresso Internazionale del Cyberfemminismo tenutosi nel 1999 a Rotterdam in Olanda in cui una la famosa cyberfemminista e donna hacker tedesca Barbara Thoens, membro del gruppo cyborg Chaos Computer Club (www.ccc.de) ha tenuto un dibattito sul tema "Linux e filosofia del free-software". Laureata in scienze umane all'Università di Heidelberj negli anni '80, prima di diventare maestra dello spazio cibernetico all'età di 30 anni girava la Germania con il suo gruppo femminile di punk rockers "Ovulazione", il primo che il paese abbia mai avuto. Iniziò a lavorare nel campo della programmazione per effetto della disoccupazione: le donne laureate in lettere non avevano molte possibilità di impiego e fu così che dovette frequentare i corsi di formazione per disoccupati offerti dal governo: un corso di 10 ore al giorno molto intensivo in cui si doveva imparare una grande quantità di linguaggi di programmazione. Dopo il corso di formazione Barbara si trasferì a Berlino dove trovò lavoro come programmatrice: lo stipendio non era molto alto, in verità, ma fu la prima volta in cui riceveva uno stipendio per "programmare". Scaduto il contratto, Barbara si mise successivamente ad insegnare in un istituto ma la sua esperienza durò ben poco, poiché ciò che le interessava era in realtà programmare. In quel periodo, oggi chissà meno ha confessato Barbara, per una donna era molto più facile trovare un posto come insegnante in un istituto piuttosto che intraprendere una carriera da programmatrice come facevano del resto gli uomini. L'affermazione risulta particolarmente vera se paragonata alla situazione delle donne italiane di oggi. Fu nel 1989 l'anno in cui Barbara assistette per la prima volta ad un congresso di un gruppo di hackers, i Chaos Computer Club. Fu lì che Barbara conobbe Rena Tangens, un figura attiva nel gruppo che prese parte con lei al II Incontro Internazionale sul Cyberfemminismo. In quel periodo non esistevano donne hackers, le sole che frequentavano il gruppo erano generalmente le fidanzate o le mogli dei componenti del CCC.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 30 Jan 2008 14:17:17 +0100</pubDate>
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 <title>Wikipedia: social network e sapere aperto</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2688</link>
 <description>&lt;h1&gt;Wikipedia: social network e sapere aperto&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Gianluigi Gamba racconta l’esperienza italiana&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di LUCA ROLANDI da www.lastampa.it del 14.12.2007&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TORINO. A chi appartiene la conoscenza? Quali sono i mezzi democratici per condividerla cercando di farne partecipe un mondo sempre più vasto di utenti? Sono queste, tra le tante domande, le questioni di fondo che si sono posti i partecipanti dal convegno di studi a Torino promosso da Federmanager sul fenomeno Wikipedia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 15 gennaio 2001 faceva il suo esordio in rete come progetto complementare di Nupedia (un progetto con scopo analogo ma la cui redazione era affidata ad esperti). La Wikimedia Foundation, un’organizzazione no-profit di diritto statunitense, ha successivamente dato vita a progetti complementari tra cui Wiktionary, Wikibooks, Wikisource, Wikispecies, Wikiquote, Wikinotizie e Wikiversità. L’ enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un'organizzazione senza fine di lucro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attualmente sono una dozzina i dipendenti che lavorano per la fondazione in Florida, ma presto si trasferiranno a S. Francisco. Sorvegliano soprattutto la parte hardware e server di questa che ormai è l’enciclopedia più famosa del globo. È pubblicata, infatti, in circa 250 lingue differenti (di cui circa 180 attive, quella in inglese è quella col maggior numero di voci) e contiene voci sia sugli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia, che su quelli di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Il suo scopo è quello di creare e distribuire un’enciclopedia libera, nel maggior numero di lingue possibili.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 17 Dec 2007 01:13:56 +0100</pubDate>
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